PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Vittore  II

 

Fonte: Wikipedia

Vittore II, nato Gebhard dei Conti di Calw, Dollnstein e Hirschberg (ca. 1018 - Arezzo, 28 luglio 1057), talvolta erroneamente chiamato Papa Vittorio II, fu Papa dal 1054 alla sua morte.

Parente dell'imperatore Enrico III, fu uno dei Papi tedeschi durante il movimento riformatore di Papa Gregorio VII. Venne consacrato nella Basilica di San Pietro a Roma il 13 aprile 1055. Suo padre era un Barone della Svabia, Conte Harwig von Calw. Su insistenza di un altro Gebhard, vescovo di Ratisbona e zio dell'imperatore Enrico III, venne nominato, a soli 24 anni, vescovo di Eichstädt. In questo ruolo appoggiò gli interessi di Enrico e divenne infine uno dei più stretti consiglieri dell'imperatore. Fu nominato al papato da Enrico, a Magonza, nel settembre 1054, su istanza di una delegazione romana guidata da Ildebrando di Soana (il futuro Papa Gregorio VII), che probabilmente voleva privare l'imperatore di uno dei suoi più abili consiglieri.

Nel giugno 1055, Vittore incontrò l'imperatore a Firenze e tenne un concilio, che rafforzò la condanna di Leone IX sul matrimonio del clero, sulla simonia, e sulla perdita di proprietà della Chiesa. Nell'anno seguente, venne chiamato al fianco dell'imperatore ed era con Enrico III quando questi morì a Botfeld, nell'Harz, il 5 ottobre 1056. Come tutore del figlio neonato di Enrico (Enrico IV) e consigliere dell'imperatrice Agnese, madre e reggente di Enrico IV, Vittore disponeva di un enorme potere, che usò per mantenere la pace in tutto l'impero e rafforzare il papato contro le aggressioni dei baroni. Morì poco dopo il suo ritorno in Italia, ad Arezzo, il 28 luglio 1057. Il suo successore fu Stefano X (Federico di Lorena).

La corte di Vittore desiderava portare i suoi resti alla cattedrale di Eichstädt per la sepoltura. Prima che raggiungessero la città comunque, i resti vennero presi da alcuni cittadini di Ravenna e lì seppelliti nella Chiesa di Santa Maria Rotonda, il luogo di sepoltura di Teodorico il Grande.