PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Testimonianze

Testimonianza di Silvia e Mario

Chi sei tu per me Signore? Chi sei per la mia famiglia? Fino a due anni fa mio marito ed io ci sentivamo “a posto”. Un lavoro impegnativo, una vita di fede che cerchiamo di vivere con la S. Messa quotidiana, il rosario, alcuni momenti di preghiera e incontri settimanali per approfondire lo spirito dell’Opus Dei. Sembra che non ci sia più spazio per altro. Con fatica riesci a coltivare  le amicizie e a vedere i tuoi familiari lontani. Poi, però, è Dio che ti fa capire che il tuo cuore ha spazio per contenere tanto altro ancora e che, se tu lo lasci agire, lo riempie di Lui e spazza via quegli angolini nascosti che lasciavi per le tue sicurezze e per le tue paure. Il Signore vuole un rapporto personale con te, autentico, faccia a faccia. Lui ti guarda come Padre, tu lo guardi come figlio e tutto il resto si ridimensiona ed acquista un senso soprannaturale. La tua vita, i tuoi affetti umani, capisci che tutto ciò che c’è di bello viene da Lui e tutto ciò che c’è di doloroso deve avere un senso nel Suo disegno.

Due anni fa nella Parrocchia Santa Giovanna Antida del nostro quartiere romano di Fonte Meravigliosa è accaduto un vero miracolo d’amore di Dio nei nostri confronti e da lì la nostra vita e quella di più di duecento persone del quartiere ma anche di altre zone vicine, non è stata più la stessa. Il Signore si è fatto tenere compagnia nell’adorazione eucaristica perpetua, giorno e notte e noi, inizialmente impauriti per la grandezza dell’impresa e per la pigrizia umana di lasciare le nostre case calde anche nel cuore della notte, ci siamo poi fidati di Lui e siamo sempre più stati attratti dalla bellezza disarmante ed umile dell’Ostia Santa. E’ iniziata una staffetta umana per non lasciare mai solo il Signore che ci ha legati molto tra di noi come parrocchiani, ognuno con i propri caratteri e i propri limiti, ma tutti accomunati da una nostalgia dell’anima a cui solo Gesù può dare una risposta. Lui ti parla, tu gli parli, ringrazi, chiedi, lo adori o semplicemente lo guardi, Lui nella sua essenzialità e tu con i tuoi egoismi, i tuoi errori, le tue ridondanze e allora ti senti piccolo e gli vorresti stare tra le braccia e Lui diventa grande e consolante. Ti chiede di fidarti di Lui,  di abbandonarti senza resistenze alla Sua volontà e non restare legato al quadretto di vita che ti sei immaginato e ti fa scoprire il senso della corredenzione, una dimensione che forse prima non conoscevi.

Durante l’anno è stato illuminante, in questo senso, l’incontro che gli adoratori hanno avuto con Suor Silvana che ci ha parlato della spiritualità di Suor Menendez, una mistica che ha trascritto il suo dialogo con Signore che di giorno in giorno le ha fatto capire l’importanza della croce e delle sofferenze per guadagnare anime a Dio, un’umile suora che neanche alle sue consorelle aveva svelato la missione che il Signore aveva riservato a lei. Anche Suor Silvana, infatti, era venuta a conoscenza degli scritti di Suor Menendez solo da poco tempo pur condividendo la stessa vocazione.

 Da questo incontro e dalla lettura dei libri tratti dalla testimonianza di Suor Menendez abbiamo iniziato a comprendere come ogni sofferenza, grande o piccola, se accettata anche senza capirne sul momento il significato, e offerta a Dio per i Suoi progetti ha un enorme valore nel cammino della redenzione di tutta l’umanità. Solo in cielo forse sapremo che valore ha avuto un sorriso offerto, una malattia accettata, una contrarietà sul lavoro, una apparente incomprensione anche da parte di chi ci dovrebbe volere più bene, in famiglia, nelle amicizie, per guadagnare anime a Dio e strapparle all’inferno.

Se Dio ha permesso che Suo Figlio fosse messo in croce vuol dire che la sofferenza non ci deve schiacciare, ma può diventare un segno paradossale di predilezione di Dio nei nostri confronti.

Come è bello pregare la notte davanti all’Eucarestia, nel buio della notte sei attratto dalla luce dell’Ostia Santa. Durante la notte puoi pregare per i giovani che in discoteca si stanno perdendo tra uso di sostanze e cattive amicizie, per quelli che tornano a casa ubriachi e rischiano un incidente, per i genitori che vivono con ansia il loro ritorno, per gli anziani soli e preoccupati che non riescono a dormire, per chi smette di vivere proprio durante la  notte.

Grazie Signore perché nella tua grandezza vuoi aver bisogno di noi nella nostra piccolezza per consolare le offese che noi stessi, ingrati, ti rechiamo. Grazie perché ti vuoi servire di noi piccoli strumenti, di noi che siamo un niente rispetto alla tua onnipotenza.

Grazie Signore perché ci hai dilatato il cuore, perché guardandoti occhi negli occhi ci hai fatto capire la portata della nostra preghiera e quanto poco ancora ne siamo consapevoli. Grazie per quello che ancora non sappiamo e che piano piano ci sveli come Padre con i figli piccoli e di memoria corta. Grazie del dono dell’adorazione perpetua, di figure così luminose, ma anche nascoste come Suor Menendez che senza azioni eclatanti né un efficientismo visibile sono state trasformate da Te nella loro vita e che hanno riscaldato col fuoco del Tuo amore l’umanità inconsapevole.