PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Intervista al parroco

Intervista a don Massimiliano Nazio sull'adorazione

 

Un tebernacolo sempre aperto alla periferia di Roma

(Avvenire, 4 giugno 2013)

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La storia

La parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret da due anni vive l’esperienza dell’adorazione perpetua. “Vicini a chi è nel bisogno”.

DA ROMA GIULIA ROCCHI

C’è sempre qualcuno in ginocchio, in preghiera, in silenzio, nella parrocchia Santa Giovanna Antida Thouret. Giorno e notte, senza distinzioni. Nella cappella alla destra dell’altare, infatti, il Santissimo Sacramento è esposto ventiquattro ore su ventiquattro, da più di due anni, per l’adorazione eucaristica perpetua.

“L’iniziativa è partita ufficialmente il 27 febbraio 2011, con la Messa e la benedizione del vescovo ausiliare Paolo Schiavon”, racconta don Massimiliano Nazio, parroco del quartiere della comunità di Fonte Meravigliosa. Novemila anime, che abitano nella zona alla periferia sud di Roma. “Ma in realtà – riprende il sacerdote – già dall’ottobre del 2010 avevamo cominciato con un’adorazione eucaristica prolungata, se così possiamo dire, con l’ostensorio esposto sia la mattina che il pomeriggio, circa dieci ore al giorno durante i feriali”.

A dicembre dello stesso anno, poi, la parrocchia ha lanciato una vera e propria missione per l’adorazione perpetua: “Servivano molti volontari, perché deve esserci sempre qualcuno che ‘vigili’, in qualche maniera, sul Santissimo”. In tantissimi hanno risposto all’appello lanciato dal parroco: all’inizio si sono fatti avanti in duecento, offrendosi disponibili per turni settimanali in modo da coprire le ventiquattro ore.

Adesso, addirittura, sono più di trecento le persone coinvolte, arrivate anche da parrocchie vicine. “Durante la notte le porte della chiesa sono chiuse – ricorda don Massimiliano – ma basta citofonare perché venga aperto”. La preghiera continua sta portando molti frutti. “Questa iniziativa ha avvicinato alla comunità tante persone che hanno una spiritualità più solitaria, di silenzio – sottolinea don Nazio -. Quelle che, per indole o altri motivi, preferiscono non entrare a far parte dei gruppi o dei movimenti che sono presenti nella nostra comunità parrocchiale”.

E poi ci sono i tanti che vivono situazioni di difficoltà, di disagio economico, di crisi familiare, di abbandono. “Vengono a pregare soprattutto durante la notte – spiega ancora il parroco – perché è proprio nelle ore notturne che la solitudine si fa sentire di più. Quando scende la sera è come se i problemi si acuissero e poter stare con Gesù è una grande consolazione. A volte penso a questa iniziativa come a una sorta di pronto soccorso, sempre aperto per chi ha bisogno”.

La vera adorazione è quella davanti al tabernacolo, ma è possibile pregare anche on line grazie al sito www.adorazioneeucaristica.it, pensato per chi, a causa di una malattia o magari per l’età avanzata, non ha facilità a recarsi nella cappella. “L’adorazione mi ha cambiato la vita – dice Alessandro, volontario che si occupa del portale-. All’inizio lì, davanti al Santissimo, recitavo il Rosario. Adesso resto in silenzio assoluto, in ascolto del Signore”: Alessandro gestisce anche i turni dei volontari: “Talvolta è difficile coprire il periodo estivo, con tanti che vanno in ferie; ma ce l’abbiamo fatta per due anni, e ci stiamo riuscendo anche stavolta. C’è grande disponibilità”.

Anche Anna è nel “gruppo degli adoratori”, come sono chiamati quanti prestano questo servizio in parrocchia: “La cappella dell’adorazione perpetua offre a tutti un luogo dove fermarsi per stare con Dio, dimentichi della vita frenetica di tutti i giorni. Uno spazio per riflettere, per meditare, per pregare Colui che ci dona la vera pace e la vera gioia”.

Sono sempre disponibili per il turno notturno i coniugi Mario e Silvia: “Facciamo parte dell’Opus Dei – raccontano -, fare gli adoratori durante la notte è davvero un’esperienza particolare”. All’inizio “pensavo che saremmo stati noi soli, e nessuno avrebbe mai suonato il citofono – ammette Silvia – invece in tanti chiedono di entrare. Essere lì davanti a Gesù è anche un modo per pregare per quanti, proprio in quelle ore, stanno commettendo errori, reati: per chi è solo in ospedale, o in casa; per la varia umanità che ci sta intorno”.

Santa Giovanna Antida Thouret è tra le poche parrocchie a proporre l’adorazione eucaristica perpetua. “La nostra speranza – conclude don Massimiliano – è che questa esperienza si diffonda. La nostra cappella è come un polmone che dona continuamente ossigeno spirituale a molti che hanno bisogno delle nostre preghiere. Sapere che c’è sempre qualcuno che sta pregando è bellissimo”.