PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Stefano I

Fonte: Wikipedia

Stefano I, Papa (circa 254-257). Romano di nascita ma con origini greche, divenne Vescovo di Roma nel 254, quando le dispute interne che laceravano la chiesa erano una minaccia maggiore delle persecuzioni esterne. Egli ritirò l'associazione della chiesa con Cipriano e certi vescovi delle province romane dell'Asia per via delle loro visioni sulla necessità di ribattezzare gli eretici allo scopo di riammetterli alla comunione. Viene inoltre menzionato per aver insistito sulla reinstaurazione del vescovo di León e Astorga, che era stato deposto per infedeltà durante le persecuzioni ma che si pentì successivamente. Santo Stefano I Papa viene commemorato il 2 agosto.

 

Fonte: Santi e beati

E' romano di origine e suo padre si chiamava Giulio. Altro non sappiamo della sua famiglia. Viene eletto al pontificato come successore di Lucio I al tempo di Valeriano (253-260 ca.), che per qualche tempo lascia in pace i cristiani, già agitati per conto loro. C’è il problema di come trattare i lapsi (“caduti”), ossia quei cristiani che in tempo di persecuzione hanno ceduto per paura e che poi, pentiti, chiedono di essere riaccolti: un aspro terreno di scontro tra rigoristi e indulgenti. Ci sono stati poi in Spagna due vescovi, Basilide e Marziale, che hanno rinnegato Cristo durante una persecuzione: ora, i fedeli sono sì disposti ad accettarli, ma solo come semplici fedeli. E costoro invece rivogliono pure i vescovadi, arrivando a ingannare papa Stefano, che dà loro ragione, facendo infuriare i fedeli di Spagna e anche quelli del Nordafrica, col grande Cipriano vescovo di Cartagine.

Altro motivo di discordia: il cosiddetto “battesimo degli eretici”. Si tratta di quei seguaci delle molte sètte di allora, che poi chiedevano di entrare (o di ritornare) nella Chiesa. A Roma e in altre parti del mondo cristiano del tempo, questi pentiti vengono riaccolti senza esigere un secondo battesimo. In Africa, invece, lo si richiede, non considerano valido il “battesimo eretico”(ed è anche vero che in certe comunità staccate dalla Chiesa non tutti battezzano rigorosamente "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo": c’è chi infila nella formula anche altri nomi). Un’altra spina nel breve e afflitto pontificato di Stefano.

La Chiesa, all’epoca, non ha una sua compiuta teologia dei sacramenti; e non è ancora comparso sant’Agostino a chiarire per tutti che la grazia sacramentale proviene unicamente da Cristo. Cipriano motiva il suo rifiuto, e Stefano ribadisce la posizione di Roma, ma giustificandola solo con la sua consuetudine. Il conflitto si fa duro, ma nel 257 sull’intera Chiesa piomba la persecuzione di Valeriano, che torna al regime duro per tenere insieme l’Impero nella guerra contro la Persia. In questo stesso anno muore papa Stefano; ma non ci sono prove del suo martirio, al di là delle annotazioni del Sacramentario Gregoriano e del Martirologio Geronimiano. Il suo corpo viene sepolto nel cimitero a San Callisto, e poi sarà trasferito a Santa Prassede. L’anno successivo, la persecuzione raggiunge l’Africa, dove muore per la fede Cipriano, decapitato nella sua Cartagine.