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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Sisto IV

 

Fonte: Wikipedia

Sisto IV, nato Francesco della Rovere (Celle Ligure , 21 luglio 1414 - Roma, 12 agosto 1484), fu Papa dal 1471 alla sua morte.

Fu essenzialmente un principe rinascimentale; è il Sisto da cui prende il nome la Cappella Sistina, dove la squadra di artisti che che egli mise assieme, introdusse il primo Rinascimento a Roma grazie a questo capolavoro (il soffitto di Michelangelo venne aggiunto successivamente).

Biografia

Nacque nella Repubblica di Genova da una famiglia modesta o ad Albissola o a Celle Ligure, vicino Savona. Entrò nell'Ordine Francescano, e le sue qualità intellettuali si rivelarono mentre studiava filosofia e teologia all'Università di Pavia. Si dedicò all'insegnamento in molte eminenti università italiane. Venne nominato ministro generale dei Francescani nel 1464. Nel 1467 venne fatto Cardinale da Papa Paolo II.

Pontificato

A seguito della sua elezione, dopo alcune inefficaci sortite contro i Turchi a Smirne (dove l'energia spesa nella raccolta di fondi ebbe più successo dei tentativi poco convinti di prendere d'assalto la città) e alcuni tentativi di unificazione con la Chiesa Ortodossa, egli si rivolse alle questioni legate al potere temporale e a considerazioni dinastiche. Sisto continuò lo sterile dibattito con Luigi XI di Francia, che continuò a difendere la Sanzione pragmatica di Bourges (1438), la quale forniva il consenso reale ai decreti papali prima che questi venissero promulgati in Francia e formava l'inamovibile chiave di volta dell'indipendenza della chiesa gallicana. Allo stesso tempo Luigi manovrava per rimpiazzare Ferdinando I di Napoli con un principe francese, cosa che il Papa, abile stratega, non poteva permettere.

Come diversi altri Papi, Sisto fece uso del nepotismo. Nell'affresco del pictor papalis Melozzo da Forlì che compare qui sotto, egli è affiancato dai suoi nipoti delle famiglie Della Rovere e Riario, dei quali vennero nominati cardinali il protonotario apostolico Raffaele Riario (alla sua destra) e Giuliano della Rovere, il futuro Papa Giulio II (pontefice dal 1503 al 1513) che gli sta di fronte; si diedero alla carriera politica, invece, Girolamo Riario, per il quale Sisto IV volle il dominio di Imola e di Forlì, e Giovanni della Rovere, posti dietro l'inginocchiato Bartolomeo Platina, autore della prima storia umanista dei Papi.

Durante l'ingrandimento territoriale dello Stato Pontificio, il nipote Cardinal Raffaele Riario, per il quale venne costruito il Palazzo della Cancelleria, fu uno dei capi della congiura dei Pazzi, che mirava ad assassinare Lorenzo de' Medici e suo fratello per sostituirli a Firenze con quel Girolamo Riario che già governava Forlì e Imola. L'Arcivescovo di Pisa Francesco Salviati, uno dei principali organizzatori del piano, venne impiccato sulle mura del fiorentino Palazzo della Signoria, e Sisto replicò con un interdizione e due anni di guerra contro Firenze. Egli inoltre incoraggiò i Veneziani ad attaccare Ferrara, che desiderava ottenere per un altro nipote. I principi italiani, contrariati, si allearono per costringere Sisto a fare la pace, un atto che infastidì Sisto immensamente.

Come principe temporale, che costruì solide fortezze nello Stato Pontificio, Sisto si impegnò in modo abbastanza scandaloso nell'aggressione del Ducato di Ferrara da parte dei Veneziani, che egli incitò all'attacco nel 1482. Il loro assalto combinato venne bloccato da un'alleanza tra gli Sforza di Milano, i Medici di Firenze, e il re di Napoli, suo alleato ereditario e di solito braccio forte del papato. Per essersi rifiutata di desistere dalle ostilità che egli stesso aveva istigato (e per essere una pericolosa rivale alle ambizioni papali sulle Marche), Sisto pose Venezia sotto interdizione fino al 1483.

Sisto acconsentì all'Inquisizione spagnola, emanò una bolla nel 1478 che istituiva un inquisitore a Siviglia, sotto pressione politica di Ferdinando II di Aragona, che minacciava di ritirare l'appoggio militare del suo Regno di Sicilia. Sisto discusse su protocollo e prerogative della giurisdizione, fu scontento degli eccessi dell'inquisizione e prese misure per condannare gli abusi più plateali nel 1482. Nelle questioni ecclesiastiche, Sisto IV istituì la festa (8 dicembre) dell'Immacolata concezione della Vergine Maria e annullò formalmente (1478) i decreti riformisti del Concilio di Costanza.

Come patrono civico di Roma, Sisto merita ammirazione. La cappella Sistina fu voluta da Sisto, così come il Ponte Sisto che doveva facilitarne l'integrazione con la parte più vecchia della città. Nel rione di Borgo aprí una nuova strada (la Via Sistina, l'odierno Borgo Sant'Angelo) per facilitare l'accesso a San Pietro. Egli fece anche ricostruire San Vitale nel 1475 e rifondò, arricchì ed ampliò la Biblioteca Apostolica Vaticana. Sancì il primo tentativo di riorganizzazione del Calendario Giuliano da parte di Regiomontano e chiamò a Roma Josquin des Prez per la sua musica. Il suo monumento funerario in bronzo, nella Basilica di San Pietro, che sembra un gigantesco cofanetto di oreficeria, è di Antonio Pollaiuolo.