PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Silvestro II

 

Fonte: Wikipedia

Gerberto di Aurillac, in seguito divenuto papa col nome di Silvestro II, (ca. 950 - Roma, 12 maggio 1003), fu un prolifico studioso del X secolo. Egli introdusse le conoscenze arabe di aritmetica e astronomia in Europa. Fu il primo Papa francese, regnò dal 999 alla sua morte.

Gerberto nacque attorno al 950 nella regione francese dell'Alvernia. Attorno al 963, entrò nel monastero di San Geraldo ad Aurillac. Nel 967, il Conte Borrell di Barcellona visitò il monastero, e l'Abate chiese al Conte di portare con se Gerberto, in modo che il giovane potesse studiare matematica in Spagna. Negli anni seguenti, Gerberto studiò nella città di Barcellona (controllata dai cristiani), e forse nelle città islamiche di Córdoba e Siviglia.

Nel 969, il Conte Borrell compì un pellegrinaggio a Roma, portandosi Gerberto con sé. Qui Gerberto incontrò il Papa Giovanni XIII e l'imperatore Ottone II. Il Papa persuase Ottone ad impiegare Gerberto come tutore per il suo giovane figlio, il futuro Ottone III. Alcuni anni dopo, Ottone lasciò libero Gerberto di andare a studiare alla scuola della cattedrale di Reims, dove venne ben presto nominato insegnante dall'Arcivescovo Adalbero.

Quando Ottone II divenne Sacro Romano Imperatore, nel 983, nominò Gerberto come Abate del Monastero di Bobbio e lo fece anche Conte di quel distretto, ma l'Abbazia era stata mandata in rovina dagli abati precedenti, e Gerberto fece ritorno a Reims.

Dopo la morte di Ottone II, nel 984, Gerberto venne coinvolto nella politica dell'epoca. Nel 985, con l'appoggio del suo Arcivescovo, si oppose al tentativo di Lotario di Francia di strappare la Lorena ad Ottone III tramite l'appoggio di Ugo Capeto. Capeto divenne Re di Francia, ponendo fine alla Dinastia dei Carolingi.

Adalbero morì nel 988. Gerberto era un candidato naturale alla sua successione, ma Ugo Capeto nominò Arnolfo, un figlio illegittimo di Lotario. Arnolfo venne deposto nel 991 per sospetto tradimento nei confronti del Re, e Gerberto venne eletto come suo successore. Ci fu comunque una tale opposizione alla nomina di Gerberto alla sede di Reims, che Papa Giovanni XV inviò un legato in Francia, che sospese temporaneamente Gerberto dal suo incarico episcopale. Gerberto cercò di mostrare che il decreto era illegale, ma un ulteriore sinodo nel 995 dichiarò non valida la deposizione di Arnolfo.

Gerberto divenne quindi il precettore di Ottone III, e Papa Gregorio V, cugino di Ottone, lo nominò Arcivescovo di Ravenna nel 998. L'imperatore lo elesse a successore di Gregorio come Papa nel 999. Gerberto prese il nome di Silvestro II (un allusione a Silvestro I, il consigliere di Costantino il Grande). Subito dopo essere stato eletto Papa, Gerberto confermò la posizione del suo ex rivale Arnolfo come Arcivescovo di Reims. Nell'anno 1000 concesse la corona reale al Principe Stefano (poi S.Stefano) del casato degli Arpád, costituendo cosí il Regno d'Ungheria.

Nel 1001, la popolazione di Roma si rivoltò contro l'imperatore, costringendo Ottone e Gerberto a fuggire a Ravenna. Ottone guidò senza successo due spedizioni per riottenere controllo della città, e morì durante la terza nel 1002. Gerberto ritornò a Roma poco dopo la morte di Ottone, anche se la nobiltà ribelle rimase al potere, e morì poco dopo.

Opere

Gerberto scrisse una serie di opere, che trattavano principalmente di questioni di filosofia e di quadrivio. Egli aveva appreso l'uso dei numeri arabi in Spagna, e poteva eseguire calcoli a mente che erano estremamente difficili per le persone che pensavano in termini di numeri romani. A Reims, fece costruire un organo idraulico che eccelleva sopra tutti gli strumenti precedentemente noti, nel quale l'aria doveva esere pompata manualmente. Gerberto reintrodusse l'abaco in Europa, e in una lettera del 984, chiese a Lupito di Barcellona una traduzione di un trattato arabo di astronomia. Gerberto potrebbe essere l'autore di una descrizione dell'astrolabio che venne redatta da Ermanno Contratto 50 anni dopo.

Come Papa, prese misure energiche contro le pratiche della simonia e del concubinaggio, diffusesi tra il clero, sostenendo che solo gli uomini capaci di una vita ineccepibile potevano essere nominati vescovi. Scrisse inoltre il trattato dogmatico De corpore et sanguine Domini.