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Storia del Pontificato

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Sergio I

Fonte: Wikipedia

Sergio I fu Papa dal 687 alla sua morte, avvenuta l'8 settembre 701. Proveniente da una famiglia Antioco-Siriana che si era stabilita a Palermo, deve la sua elezione a successore di Papa Conone ai suoi abili intrighi contro Pasquale e Teodoro, gli altri candidati.

Venne consacrato il 15 dicembre 687. Il 10 aprile 689, battezzò a Roma Re Caedwalla del Wessex. Per aver rigettato alcuni canoni del Concilio di Trullo del 692, Giustiniano II ne ordinò l'arresto e il trasporto a Costantinopoli, ma la milizia di Ravenna e della Pentapoli costrinsero il protospatario imperiale a rinunciare al tentativo di eseguirne gli ordini. Sergio ordinò San Willibrordo come vescovo dei Frisoni, e il Liber Pontificalis sostiene che ordinò anche Bertvaldo come Arcivescovo di Canterbury.

 

Fonte: Santi e beati

Nell’anno 688 arriva a Roma dalla Britannia il re pagano Ceadwalla, sovrano del Wessex: vuole farsi cristiano, e riceve il battesimo (con il nome di Pietro) nella basilica del Laterano dal Papa in persona, Sergio I. Un Papa nativo di Palermo, ma di famiglia siriana, che è arrivato a Roma in gioventù, diventando famoso nella Schola cantorum. Ordinato poi sacerdote, la sua cura per le chiese ne fa un personaggio eminente nel clero. E quando muore papa Conone (687), viene eletto a succedergli, per un compromesso tra i sostenitori di due altri candidati, nessuno dei quali riusciva a prevalere. Su Sergio invece c’è accordo, perché è uomo di fede, di preghiera e di studio. Anche di testa dura, quando occorre.

E occorre spesso. Continuamente. Roma e buona parte dell’Italia appartengono all’impero d’Oriente (il resto è sotto il dominio dei Longobardi). E gli imperatori si considerano Isapostoli (uguali agli apostoli), non inferiori al Pontefice romano anche in tema di fede. Papa Martino I, che non si era piegato all’imperatore d’Oriente Costante II, è stato preso a Roma e portato a morire di maltrattamenti in Crimea, nel 655.

Ora ci riprova Giustiniano II, che vorrebbe imporre a Roma e a tutti i cristiani le norme disciplinari stabilite a Costantinopoli da un Concilio di soli vescovi d’Oriente: e manda i relativi decreti all’approvazione di papa Sergio. Lui vede che lì dentro c’è pure l’abolizione del celibato per i preti, tra l’altro; e non approva nulla, qualunque cosa dica l’imperatore. Ma questi spedisce subito a Roma un alto dignitario, Zaccaria, per arrestare il Papa portandolo a Costantinopoli: come accadde a Martino I.
Ecco Zaccaria al Laterano dal Papa, con quell’ordine. 

Ed ecco pure la sorpresa: dalla Romagna e dalle Marche arrivano truppe, ma non sono quelle d’Oriente, fedeli all’imperatore: sono milizie cittadine, italiane, accorse in aiuto di Sergio. E vi si aggiungono tanti romani, inferociti per le tassazioni imperiali. Circondano il Laterano. Venuto come cacciatore, Zaccaria si ritrova lepre in cerca di rifugio. Infine lo scovano, "acquattato sotto il letto del Papa", scrive lo storico tedesco Gregorovius. Sergio I lo salva, lo perdona e lo rimanda a farsi strapazzare dal suo imperatore.

Pagina storica del pontificato di Sergio I è la pace religiosa da lui riportata nel patriarcato di Aquileia (Veneto, Istria e terre d’Oltralpe) spaccato per 140 anni da contrasti, anche politici, a proposito della persona e delle nature del Cristo (questione dei Tre Capitoli). Per tutti i suoi 14 anni di pontificato, Sergio lavora con passione all’arricchimento della liturgia; si deve a lui anche l’istituzione del canto dell’Agnus Dei nella Messa. Alla morte, nel 701, viene seppellito nell’antica basilica costantiniana di San Pietro.