PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Scritti dei Santi sull'adorazione

San Cirillo di Gerusalemme

 

Dalle catechesi

 

…Che cosa hanno da criticare nell’opera immensa che Dio ha creata? Contemplando la volta del cielo dovrebbero pur rimanere ammirati!

Non si può non adorare Colui che dalle acque naturalmente fluide innalzò a mo’ di cupola questa stabile struttura del cielo! Di fatto bastò che Dio dicesse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque»  che Dio lo dicesse una sola volta, e il firmamento rimase stabile, non crolla.

 

Inoltre per questo firmamento tratto dalle acque scorrazzano il sole, la luna e gli astri fatti di fuoco. Ma come mai corpi fatti di fuoco corrono su un altro corpo tratto dall’acqua? Qualcuno potrebbe dubitarne, perché fuoco e acqua sono elementi di opposta natura; ma ricordi il fuoco che in Egitto ai tempi di Mosè bruciò tra la grandine per ammirare con quanta sapienza Dio abbia creato il mondo. Trasse infatti il cielo dalle acque e lo ubicò in alto, perché alla terra che in seguito doveva essere coltivata non venisse a mancare l’acqua. Strutturò il cielo in modo che dall’alto fosse naturalmente disponibile a piovere le sue acque sulle regioni della terra che ne avessero bisogno.

 

 

…Questi gli argomenti che nella presente istruzione ho cercato di proporti, lasciandone tantissimi altri specie circa le cose incorporee e invisibili, allo scopo di farti rifuggire da coloro che bestemmiano contro l’Artefice sapiente e buono.

 

Da quanto abbiamo detto o letto, e da quello di cui hai potuto tu stesso renderti conto o farti un’idea, sei risalito per via analogica dalla grandezza e bellezza delle creature alla contemplazione del Creatore; ora piega devotamente le ginocchia davanti a lui autore di tutte le cose, sia materiali che spirituali, sia visibili che invisibili, e innalza a Dio il tuo inno con lingua grata e benedicente, con le labbra e con il cuore mai stanchi, dicendo: «Quanto sono mirabili, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con sapienza». Perché a te spetta onore, gloria e magnificenza ora e per i secoli dei secoli. Amen.

 

Nutriti tutti di puri alimenti, educati alla scuola della castità, offriamo pure le labbra per esaltare Dio generato dalla Vergine. Stiamo per essere resi degni di partecipare alle carni del mistico agnello, sia della sua testa che dei suoi piedi, della testa della sua divinità e dei piedi della sua umanità.

 

Se prestiamo ascolto alle parole del santo Vangelo, non possiamo non prestare fede a Giovanni il Teologo: alle parole: «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio»; alle seguenti: «E il Verbo si fece carne». Se adorassimo in Cristo un semplice uomo saremmo empi, ma non saremmo meno empi adorandolo soltanto come Dio e prescindendo dalla sua umanità; se infatti fosse soltanto Dio vero, come lo è veramente, e non avesse assunto l’umanità, noi rimarremmo esclusi dalla salvezza.

 

Adoriamolo dunque come Dio, e crediamolo fermamente fatto uomo. A nulla ci servirà il dirlo uomo escludendo la sua divinità, e non ci porterà a salvezza il proclamarlo Dio prescindendo dalla sua umanità.

Testimoniano il suo avvento confessandolo nostro re e medico, nostro re che s’è degnato di farsi nostro medico cingendosi dei panni dell’umanità  per guarire le nostre infermità. Si è fatto perfetto maestro di noi fanciullini, bambino tra bambini, per elargire la sua sapienza a noi insipienti ; si è fatto pane celeste disceso dal cielo, per farsi nutrimento di noi affamati.

 

 

…Lodate parimenti il Signore autore di ogni bene dicendo ancora: «Quando però si sono manifestati la bontà di Dio nostro salvatore e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna». Lo stesso Dio, «il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui, e illumini gli occhi della vostra mente».

 

In ogni momento nelle parole, nelle opere e nei buoni pensieri, vi custodisca lui. A lui gloria, onore e potenza, per Gesù Cristo nostro Signore con lo Spirito Santo, ora e sempre e per tutti gli infiniti secoli dei secoli. Amen.

 

 

…La lettura di san Paolo basta da sola per farvi pienamente conoscere di quali divini misteri siete stati fatti degni partecipando allo stesso corpo di Cristo e al suo medesimo sangue.

Paolo infatti proclamava poc’anzi: «Nella notte in cui il Signore nostro Gesù Cristo veniva tradito, prese il pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse ai suoi discepoli: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo”; prese anche il calice, dopo aver reso grazie, disse: “Prendete e bevete, questo è il mio sangue”». È stato lui a pronunziare quelle parole, a dire del pane: «Questo è il mio corpo»! Chi dunque oserebbe metterle in dubbio? Se fu lui ad assicurarci sulla realtà espressa dalle parole: «Questo è il mio sangue», chi mai potrebbe dubitarne dicendo che quello non è il suo sangue?

 

E che? Troviamo credibile che a Cana di Galilea abbia trasformato l’acqua in vino – il vino è come il sangue –, e avremo difficoltà a credere che egli abbia mutato il vino in sangue?. Se allora, invitato a nozze, operò sì strepitoso miracolo, non confesseremo a maggior ragione che egli ha voluto dare ai figli del suo talamo nuziale di godere del suo corpo e del suo sangue?

 

 

…Hai sentito, e alla luce della fede ne sei già sicuro: quel che pare pane, e ne ha ancora il sapore, non è più pane ma il corpo di Cristo; quel che pare vino, benché il gusto dica il contrario, non è più vino ma il sangue di Cristo. Ne aveva profeticamente parlato il Salmista come «del vino che allieta il cuore dell’uomo, dell’olio che fa brillare il suo volto». Sostieni forte nella fede il tuo cuore quando ti accosti a ricevere questo pane che dà vigore  spirituale e allieta il volto della tua anima.

 

Possa il tuo volto riflettere nello specchio della limpida coscienza la gloria del Signore, progredendo nella contemplazione di gloria in gloria, in Cristo Gesù nostro Signore, al quale l’onore, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

…Ci uniamo poi nel ricordo  al cielo, alla terra e al mare, al sole, alla luna e agli astri, al mondo tutto delle

creature ragionevoli e irragionevoli, visibili e invisibili, degli angeli e degli arcangeli, delle Virtù e delle Dominazioni, dei Principati e delle Potestà, dei Troni e dei Cherubini dalle molte facce, dicendo con forza le parole di Davide: «Magnificate con me il Signore».

Ricordiamo anche i Serafini che Isaia contemplò nello Spirito Santo, diritti in cerchio attorno al trono di Dio. Essi con due ali nascondevano il volto, con due i piedi, e con due volavano dicendo: «Santo, santo, santo il Signore Sabaot» ; noi non facciamo quindi che ripetere la dossologia rivelataci dai Serafini, per unirci in comunione di lode con le milizie sovracelesti.