PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

Home

Come raggiungerci Contatti Mail: venite.adoriamo@gmail.com
Venite adoriamo
La Parrocchia
L'adorazione
A tu per Tu
Le nostre preghiere
Testimonianze
Tabella adoratori
Regole e norme
Diventare adoratore
Archivio eventi

Adoriamo il Signore

Miracoli eucaristici
Preghiere di adorazione
Scritti sull'adorazione
Salmi di adorazione
Meditazioni
Luoghi di spiritualità
Canti
Adorazione on line

Testamento

San Carlo e L'Eucaristia

Uomo di fede e il suo tempo

 

 

 

 

 

 

 

Scritti dei Santi sull'adorazione

San Carlo Borromeo

 

Ti adoriamo, Ostia divina,

ti adoriamo, Cristo, Figlio del Dio vivente,

che ti sacrificasti per la nostra salvezza.

Tu per darci un segno della tua immensa carità verso di noi,

ci hai lasciato, sotto le specie del pane e del vino,

il tuo corpo divino come cibo

e il tuo sangue prezioso come bevanda,

perché in quell’Ostia consacrata, o Cristo santo,

sei presente tu, vero Dio e vero uomo.

«Veramente tu sei un Dio nascosto» e invisibile,

che sotto altre specie sei visibilmente ricevuto da noi

e, così ricevuto, cancelli i peccati, purifichi le anime,

doni la grazia, accresci le virtù, aumenti i favori

e ci guidi alla vera grandezza.

Fa’ che solo a te si dirigano

il nostro affetto e le nostre opere;

che cerchiamo te solo

e che, dopo averti trovato,

mai, né per tentazione, né per passare il tempo,

ci separiamo da te.

Così ci sia dato di passare

da questa dimora terrena a quella eterna del cielo. Amen.

 

Omelia di san Carlo Borromeo nella solennità del Corpus Domini

 

Tutti i misteri del nostro salvatore Gesù Cristo sono sublimi e profondi: noi li veneriamo in unione con la sacrosanta madre Chiesa.

Tuttavia il mistero odierno, l’istituzione del santissimo sacramento dell’eucaristia, attraverso il quale il Signore si è donato in cibo alle anime fedeli, è così sublime ed elevato da superare ogni comprensione umana. Così grande è la degnazione del sommo Dio, in esso riluce tale amore che ogni intelligenza viene meno; nessuno potrebbe spiegarlo a parole né comprenderlo con la mente… Nel Vecchio Testamento è narrata la nobilissima storia dell’agnello pasquale che doveva essere mangiato dentro casa da ogni famiglia; qualora poi ne fosse avanzato e non potesse essere consumato, lo si doveva bruciare nel fuoco.

 

Quell’agnello era figura del nostro Agnello immacolato, Cristo Signore, da offrire per noi all’eterno Padre sull’altare della croce… Quale motivo, se non l’amore soltanto, poté spingere il Dio buonissimo e grandissimo a donarsi in cibo a quella misera creatura che è l’uomo, ribelle dal principio…

 

Tu, Cristo Gesù, che sei il Pane degli angeli, non hai sdegnato di divenire il cibo degli uomini ribelli, peccatori, ingrati. Oh grandezza della dignità umana!... Dio ci ha fatto un favore singolare! Il suo amore per noi è inesplicabile! Solo questa carità poté spingere Dio a fare tanto per noi. Perciò come è ingrato chi nel suo cuore non medita e non pensa sovente a questi misteri!

 

 

O Signore Dio, mi hai tanto favorito,

mi hai concesso tante grazie,

mi hai eletto al tuo servizio,

chiamato ad una vocazione tanto sublime,

arricchita da tanti tesori spirituali;

compi, Signore, questa tua opera,

donami grazia e luce e spirito

perché io corrisponda, con la mia vita, a tanti beni.

 

Dai Sermoni  tenuti da San Carlo alle monache dette Angeliche (Sermone V)

 

Beate voi, dilettissime figliuole, che per questo siete entrate in religione, per nutrirvi solo di Dio, per gustare solo di Dio! A voi particolarmente è concessa la grazia, data la comodità di andare in Cappella frequentemente, e colà adorare il sacro e divin Corpo del Salvatore nostro, O sorelle, che tesoro ci ha donato il Signore Dio! Che benevolenza, che amore verso questa sua creatura! Non si può capire, eccede la capacità umana.

 

O dilettissime, sono queste considerazioni che confondono, che umiliano la nostra superbia, che accendono l’animo a gratitudine e amore verso Dio; e se lo devono fare tutti i Cristiani, a voi particolarmente conviene, da voi si attende sia per la conoscenza che è maggiore, sia per la grazia che è più grande, potendo voi a volontà, come vi dicevo prima, andare in Cappella, adorare quel divin Corpo e lì presentare le vostre lacrime, i vostri sospiri, i vostri bisogni e desideri, con tanta speranza di essere esaudite.

 

In queste sante meditazioni, dilettissime, dovreste continuamente essere occupate, godere di questa vocazione alla quale vi ha chiamato il Signore Dio, approfondire con vivo sentimento questo amore che lo ha spinto a morire per noi, e donargli voi stesse con cuore largo, pronto, sereno, generoso, e risoluto a patire qualunque cosa per amor suo. E sebbene gli abbiate già fatto questa offerta per mezzo della professione santa, non cessate di rinnovarla, donandogli di nuovo quanto già gli offriste per celebrare con frutto particolare questa sacra festa.

 

E non dimenticate mai che il Signore è morto per voi: questo sia il sigillo del vostro cuore, il suggello delle vostre meditazioni ed opere: questo vi faciliti ogni cosa difficile, questo vi dia coraggio nel distacco da voi stesse e da tutte le cose terrene, dicendo fra di voi: Se il Signore si è donato tutto a me, come non darò tutta me stessa a lui? Se il Signore, dico, non ha risparmiato neanche la propria vita per salvarmi, perchè non mi distaccherò da tutte le cose per salvarmi? Perchè non darò io le ricchezze, gli onori, ma anche la vita stessa per chi si è dato tutto a me? Che cosa potrà essere, dilettissime figliuole, tanto difficile, tanto pesante, tanto amaro che noi non facciamo, sopportiamo, gustiamo per amore di chi ha superato ogni duro e difficile scoglio, portato ogni grave peso, gustato ogni amarezza per amor nostro? Che forza non dovrebbero avere in noi questo dolce ricordo, questo soave pensiero, queste amorose parole: che Dio è morto per noi? Vuol forse il Signore Dio il nostro oro, il nostro argento, le nostre facoltà soltanto?

 

No, vuole il nostro cuore, proprio il nostro cuore; questo dunque offriamogli, dilettissime figliuole, a lui consacriamo con animo generoso gli affetti, i desideri ed ogni volontà e facoltà nostra: e distaccati da queste cose terrene, fortificati da quel sacro cibo del suo divin Corpo ce ne cammineremo velocemente con vero gaudio ed allegrezza verso la patria beata, della quale il Signore si degni favorirci.

 

Signore Dio,

questo mio cuore è tutto tuo,

altro non ama,

altro non vuole,

altro non desidera che te solo:

attiralo a Te, Signore Dio,

ed innamoralo perfettamente di Te.

 

…La mia anima non smetta mai di lodare il Signore che non finisce mai di elargire i doni…