PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Scritti dei Santi sull'adorazione

San Giovanni Bosco  

Grande protettore dell' infanzia, san Giovanni Bosco diceva ai ragazzi e ai suoi confratelli: " Non esiste nulla che il demonio tema di più di queste due cose: una comunione ben fatta e le visite frequenti al Santissimo Sacramento: Volete che il Signore ci doni tante grazie? Visitatelo spesso. Volete che il Signore ce ne dia poche? Visitatelo poche volte".

Le sue ultime raccomandazioni ai suoi figli e alle sue figlie spirituali furono:

"Diffondete la devozione a Gesù sacramentato e a Maria ausiliatrice e vedrete quali saranno i miracoli. Aiutate molto i ragazzi poveri, i malati, gli anziani e la gente che più ha bisogno, e otterrete enormi benedizioni e aiuti da Dio. Vi aspetto tutti in Paradiso".

Il ringraziamento dopo la Santa Comunione

"Dopo la S. Comunione, trattenetevi almeno un quarto d'ora a fare il ringraziamento. Sarebbe una grave irriverenza se, dopo pochi minuti aver ricevuto il Corpo-Sangue-Anima-Divinità di Gesù, uno uscisse di

chiesa o stando al suo posto si mettesse, a ridere, chiacchierare, guardare di qua e di là per la chiesa....."  

Fare la S. Comunione

"Tutti hanno bisogno di fare la S. Comunione: i buoni per mantenersi buoni, ed i cattivi per diventare buoni. Ma prima di accostarvi a ricevere l'adorabile Corpo di Gesù, dovete riflettere se nel cuore siete pronti.

Chi ha peccato e non vuol staccarsi dal suo peccato, anche se si è confessato, non è degno di ricevere il Corpo di Gesù; invece di arricchirsi di grazie, si rende più colpevole e degno di castigo.

Se invece ci si è confessati con il chiaro proposito di cambiare, accostiamoci pure al pane degli Angeli.  

Si badi però che la frequenza ai Sacramenti non è, da sola, sicuro indizio di bontà. C'è gente che, pur senza fare sacrilegi, va però con molta tiepidezza e per abitudine a ricevere la Santa Comunione; è la loro stessa superficialità che non permette loro di capire tutta l'importanza di quello che fanno. Per questo non ottengono i frutti della Santa Comunione.  

Se non potete comunicarvi sacramentalmente, fate almeno la Comunione Spirituale. Di che si tratta? Essa consiste in un ardente desiderio di ricevere Gesù nel vostro cuore”.  

Comunione Spirituale

“Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento dell'altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell'anima mia.

Siccome ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.....

Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te: non permettere che io abbia mai a separarmi da Te. Amen”  

Condizioni per fare una buona Comunione

"Per fare una buona Comunione, occorre essere liberi dal peccato mortale. Chi ne avesse anche uno solo, commetterebbe un sacrilegio e, come dice la Sacra Scrittura, "mangerebbe la sua condanna, perché non

vuol distinguere il Corpo del Signore dal pane materiale".

Bisogna poi avere il giusto tempo di digiuno. Poi, prima di andare alla Santa Comunione, occorre riflettere bene: chi sto andando a ricevere? Gesù, il Figlio di Dio!

Non bisogna poi dimenticare che la Santa Comunione, anche quella quotidiana, preserva sì dai peccati mortali, ma non rende impeccabili.  

Cerchiamo perciò di avere il cuore distaccato dai peccati, cerchiamo di migliorare.... e poi non spaventiamoci dei difetti quotidiani: la Santa Comunione, ogni volta che la riceviamo degnamente, li cancella! E ci rafforza per evitarli, in gran parte, per il futuro".  

La Comunione frequente

"Con quale frequenza dovete accostarvi alla santa Comunione?

Sentite. Gli Ebrei quando erano nel deserto, mangiavano la manna che cadeva tutti i giorni. Ora, dice il Vangelo che la manna è figura dell'Eucarestia, perciò dobbiamo anche noi mangiarla tutti i giorni, su questa terra, (che è figurata dai 40 anni passati dal popolo ebreo nel deserto). Quando noi saremo giunti alla terra promessa non la mangeremo più perché vedremo e avremo sempre Iddio con noi nella sua essenza.  

I primi fedeli si comunicavano tutti i giorni e andavano alla Messa: quei pochi che per qualche motivo non si potevano comunicare, ad un certo punto di essa dovevano uscire. Anche più tardi, ma ancora in quei

primi tre secoli, nessuno andava alla Messa senza accostarsi alla santa Comunione.

La santa Chiesa poi, radunata nel santo Concilio di Trento, dichiarò essere suo desiderio che i fedeli andando alla essa si accostassero tutti alla santa Comunione. Difatti se il cibo del corpo si deve pigliare tutti i giorni, perché non il cibo dell'anima? Così dicono Tertulliano e Sant'Agostino.

Ma dunque, voi mi osserverete, avremo tutti ad accostarci propriamente ogni giorno? Vi risponderò che il precetto non c'è di accostarci tutti i giorni. Gesù Cristo lo brama, ma non lo comanda. Tuttavia per darvi un consiglio che sia adatto alla vostra età, condizione, devozione, preparazione e ringraziamento che sarebbe necessario, io vi dirò: intendetevi col confessore e fate secondo il suo avviso. Se poi volete sapere il mio desiderio, eccovelo: comunicatevi ogni giorno. Spiritualmente? Il Concilio di Trento dice: Sacramentalmente! Dunque fate così: quando non potete comunicarvi sacramentalmente, comunicatevi almeno spiritualmente.  

La gran cosa che io raccomando è questa. Ciascuno tenga la sua coscienza in tale stato da poter far la Comunione tutti i giorni. Vorrei ancora togliere un inganno che è nella mente dei giovani: dicono alcuni che per comunicarsi spesso bisogna esser santi. Non è vero. Questo è un inganno. La Comunione è per chi vuol farsi santo, non per i santi. I rimedi si danno ai malati, il cibo si dà ai deboli. Oh, quanto io sarei

fortunato se potessi vedere acceso in voi quel fuoco che il Signore è venuto a portare sulla terra"!  

Ancora sulla Comunione frequente

"Riguardo alla frequenza della Comunione ognuno di voi si accordi col suo confessore, e si accosti alla sacra mensa quel numero di volte che gli sarà indicato. Ma il gran punto da non dimenticarsi mai, è di tenere costantemente la coscienza in tale stato da poter fare la Comunione tutti i giorni. Se uno non è capace di perseverare in tale stato di coscienza che gli permetta di andare per otto giorni alla Comunione io non gli consiglio la Comunione così frequente. A questo proposito voglio raccontarvi un fatterello.  

Vi era un uomo solito ad andarsi a confessare da San Vincenzo de' Paoli, ma non gli piaceva questo confessore, perché gli ordinava la frequente Comunione ed insisteva, perché andasse più volte alla settimana.

Questo tale, stanco di quell'esigenza, pensò di cambiare confessore e di andare da un altro. Trovatolo, gli disse: "Io ero solito andare da Padre Vincenzo; ma mi ordinava la Comunione quasi tutti i giorni. Ciò non mi piace e son venuto da lei per ricevere il suo consiglio". Quel confessore non badando al male che faceva, gli rispose: "Basta accostarvisi una volta la settimana".

Passato un po' di tempo consigliò al suo penitente di accostarsi solo una volta ogni quindici giorni, per la ragione che avrebbe potuto prepararsi meglio. Finalmente finì col dirgli di comunicarsi una volta al mese. 

Il povero uomo seguiva questi consigli. E che ne avvenne? Finì con dare un addio alla confessione e abbandonarsi alla vita licenziosa.

Ma agitato dai rimorsi delle sue colpe, fece ritorno a San Vincenzo e gli disse:

"Va male, Padre Vincenzo, va male!"

"E perché, - gli rispose San Vincenzo - o figlio mio, non mi siete più venuto a trovare?. "Perché mi dava fastidio la frequente Comunione e volli cambiar confessore per andarvi più di rado. Ma vedo che, lasciando la Comunione, lascio anche la pietà, divento peggiore ed ho finito per non più andarmi a confessare. Perciò d'ora in avanti voglio seguire il suo consiglio ed accostarmi di frequente alla santa Comunione".

E si confessò da San Vincenzo, fece le sue cose bene e ridivenne a poco a poco la pia persona che era prima.  

Io vi raccomando la medesima cosa. Tutti hanno bisogno della Comunione: i buoni per mantenersi buoni e i cattivi per farsi buoni; e così tutti acquisterete quella vera sapienza che viene dal Signore. Dunque vi

ripeto: fuga dall'ozio, fuga dal peccato, frequente confessione, frequente Comunione".  

Gesù nell'Eucaristia è fonte di grazia

Se una persona fidata andasse in una piazza e svelasse a tutti che su una vicina collina ha scoperto una miniera d'oro..... non lo seguirebbero tutti? Ebbene, nel tabernacolo c'è questo tesoro!  

Gli uomini sudano per avere denari: ma nel tabernacolo c'è il Padrone di tutto il mondo....

Qualunque cosa gli chiediate - che vi sia necessaria - Egli ve la concederà.....  

Avete bisogno di memoria, di capire bene le lezioni, di riuscire bene nel vostro lavoro? Avete bisogno di forza per sopportare le tribolazioni, di aiuto per vincere le tentazioni? La vostra famiglia è minacciata da qualche disgrazia, è afflitta dalla malattia di qualcuno, ha bisogno di qualche grazia particolare? Da chi credete che "dipenda" tutto questo? Chi è che comanda al vento, alla pioggia, alla tempesta, alle onde? Non è forse Gesù Cristo il padrone assoluto di tutto? Andate dunque a Lui e chiedete. Vi sarà concesso. Bussate. Vi sarà aperto. Gesù, lui per primo, desidera darvi le grazie che vi sono necessarie: ed anzitutto quelle che riguardano l'anima.

 Una santa vide un giorno sull'altare Gesù bambino il quale reggeva, nel suo vestitino, un numero straordinario di perle preziosissime. Era triste. "Perché sei così triste, mio Signore"? - chiese la santa. "Perché nessuno viene a chiedermi le grazie che ho già qui preparate. Nessuno le vuole. Non so a chi darle....".