PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Sussidio di Adorazione

Terzo schema

 

1. VERSO LA PREGHIERA

 

Dopo l’Esposizione del SS. Sacramento resto per qualche minuto in ginocchio, con lo sguardo rivolto a Gesù. Poi, seduto, leggo il brano seguente, per dispormi all’adorazione.

 

Card. A. Bagnasco: Senza di Te non sarei nulla

Senza l’adorazione dell’Eucaristia cosa saremmo noi? Senza di Lui cosa sarebbero i nostri giorni? Una scintilla nel buio, un desiderio subito spento? Che cosa saremmo noi senza di Lui? Ed è per questo che, come pellegrini nel tempo, come viandanti affamati e assetati, ci portiamo davanti all’altare, davanti a Lui, che respiro alla nostra vita, ali alla nostra povertà, forza ai nostri passi. Sostenendoci gli uni gli altri, nella preghiera, nellesempio, nell’amore, vogliamo ringraziare Gesù che nellEucaristia è Dio con noi e per noi. Grazie perché ci sei! Senza di Te non sarei nulla!

 

 

Breve pausa di silenzio

 

2. ENTRARE NELLA PREGHIERA

 

Ora posso cominciare a pregare, mettendomi di nuovo in ginocchio:

 

Preghiera di Adorazione (S. Francesco d’Assisi)

 

Dio onnipotente, eterno, giusto e misericordioso, concedi a noi, miseri, di fare, per la tua grazia, tutto quello che sappiamo che tu vuoi e di volere sempre c che a te piace, affinché, purificati dal male, illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le tracce del Figlio tuo, Signore nostro Gesù Cristo.

E fache, attratti unicamente dalla tua grazia, possiamo giungere a te, Altissimo; tu che vivi e regni glorioso nella Trinità perfetta e nella semplice unità, o Dio onnipotente, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Continuo la mia preghiera invocando Dio con il Salmo:

 

Salmo 84 (83)

Quanto sono amabili le tue dimore,

Signore degli eserciti!

L'anima mia languisce

e brama gli atri del Signore.

Il mio cuore e la mia carne

esultano nel Dio vivente.

Anche il passero trova la casa,

la rondine il nido,

dove porre i suoi piccoli,

presso i tuoi altari,

Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:

sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza

e decide nel suo cuore il santo viaggio.

Passando per la valle del pianto

la cambia in una sorgente,

anche la prima pioggia

l'ammanta di benedizioni.

Cresce lungo il cammino il suo vigore,

finchè compare davanti a Dio in Sion.
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,

porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.

Vedi, Dio, nostro scudo,

guarda il volto del tuo consacrato.

Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove,

stare sulla soglia della casa del mio Dio

è meglio che abitare nelle tende degli empi.
Poichè sole e scudo è il Signore Dio;

il Signore concede grazia e gloria,

non rifiuta il bene

a chi cammina con rettitudine.
Signore degli eserciti,

beato l'uomo che in te confida.

 

Gloria...
 

Nel contatto diretto con Gesù Eucaristico, ritroviamo la felicità piena di sentirci amati dall’Adorabile nostro Dio. Possiamo sentire nel nostro cuore i palpiti del suo Cuore.

 

Gesù, vita delle anime, vivificami.

Gesù, luce delle menti, illuminami.

Gesù, delizia dei cuori, amami.

Gesù, conforto dei deboli, confortami.

Gesù, guida dei pellegrini, guidami.

Gesù, perdono dei peccatori, perdonami.

Gesù, salvezza dei credenti, salvami.

 

LA PREGHIERA GUIDATA DALLA PAROLA

 

Vangelo di Giovanni (2,1-11)

 

Le nozze di Cana

In quel tempo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».

La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

Vi erano sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.

E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua),

chia lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifes la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 

Breve pausa di silenzio

 

Meditazione (Carlo Carretto)

 

Se tu bevi quel vino che Dio stesso ti offre, sei nella gioia.

Non è detto che tale gioia sia sempre facile, senza lacrime e dolore, ma è gioia! Ti può capitare di bere quel vino della volontà di Dio sotto i colpi della contraddizione e dellamarezza, ma senti la gioia. Dio è gioia, anche se sei crocifisso.

Dio è gioia, anche se muori.

Dio è gioia sempre, perché sa trasformare l’acqua della nostra povertà nel vino della Risurrezione.

Nulla resiste a questo potere trasformante, a questa infinita capacità di rinnovare le cose, a questa perenne novità dei cieli nuovi e della terra nuova.

Per noi basta credere, sperare e amare, e il miracolo si compie sempre. E la gioia è la riconoscente risposta.

Sì, il discepolo di  Gesù deve  vivere nella gioia, deve  diffondere gioia, ubriacarsi di gioia!

E una cosa ancora mi ricorda quel vino dato con tanta abbondanza da Gesù: l’estrema uguaglianza del popolo di Dio.

Il vino del regno era bevuto da tutti, senza distinzione, rallegrava tutti, e gratuitamente, a tutti era donato.

L’ultimo poteva attingere come il primo; la realtà divina era di tutti, la profezia era di tutti, la santità era di tutti, il sacerdozio era di tutti.

La Chiesa, che beveva di quel vino, era una Chiesa universale: non c'èra più giudeo greco, né schiavo libero, né uomo né donna (Gal 3,28 - Col ,11).

Ognuno poteva profetare perché lo spirito di quel vino lo invadeva. Ognuno doveva essere santo perché era santo chi laveva dissetato!

 

Per la revisione di vita

 

Un buon esercizio spirituale p consistere nel rifare mentalmente, davanti al Signore e in un atteggiamento di profonda riconoscenza, la storia della propria fede:

Da dove è nata la mia fede? Come si nutre? Come si esprime? Quale gioia essa suscita in me?

Quando posso dire di aver incontrato il Signore ?

Che posto ha, nella storia della mia fede, la figura e l'azione della Vergine Maria?

 

pausa

 

«Fate quello che egli vi dirà...». In questa breve frase si racchiude tutto il programma di vita che Maria maestra realizzò come prima discepola del Signore, e che oggi insegna anche a noi. È un progetto di vita basata sul solido e sicuro fondamento che si chiama Gesù Cristo. «Fate quello che egli vi dirà», cioè ascoltate Gesù, ubbidite a Gesù, ai suoi comandamenti, abbiate fiducia in Lui.

 

Su chi e su che cosa progetto la mia vita, perché sia veramente riuscita e felice?

 

Quali sono le cose che sanno dare senso e sapore alla mia vita?

 

Preghiera di intercessione

 

Maria, madre attenta e premurosa, il tuo sguardo materno

penetra in profondità le nostre ferite e le nostre difficoltà.

Tu conosci bene il nostro cuore e sai c di cui abbiamo bisogno.

Intercedi per noi, come hai fatto a Cana, perché nel nostro cuore

e nelle nostre famiglie ci sia sempre pace, gioia, comunione.

Donaci la tua delicatezza e la tua sollecitudine,

perché sappiamo accorgerci  

delle necessità e della sofferenza silenziosa

di chi ci vive accanto.

Rendici presenza di pace nella nostra famiglia

e nel nostro ambiente, strumento di perdono, di riconciliazione, di pazienza.

Rendici trasparenza della bontà e della misericordia di Dio.

Aumenta la nostra fede

nelle situazioni umanamente intollerabili

e senza via d'uscita.

Aiutaci a vedere in esse la presenza di Gesù, tuo figlio,

che ha versato il suo sangue per noi

e ci ha donato il suo Santo Spirito che grida:

«Nulla è impossibile a Dio! ».

Rinnova nelle nostre famiglie il miracolo di Cana:

il miracolo dellAmore! Amen.

 

Benedizione Eucaristica

 

 

Verso la fine dell'adorazione, il sacerdote si accosta all'altare, genuflette e s'inginocchia. Poi incensa il Santissimo Sacramento. Frattanto si canta il seguente inno:

 

Tantum ergo, sacramentum veneremur cernui, et antiquum documentum novo cedat ritui; praestet fides supplementum sensuum defectui. Genitori Genitoque laus et jubilatio, salus, honor, virtus quoque sit et benedictio; Procedenti ab utroque compar sit laudatio. Amen

 

Poi il ministro si alza e dice: Preghiamo. Dopo una breve pausa di silenzio, prosegue:

 

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo

 

con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in

 

noi i benefici della redenzione.

 

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Detta l'orazione, il sacerdote indossa il velo omerale bianco, prende l'ostensorio e fa con il Sacramento il segno di croce sul popolo, senza dire nulla. Terminata la benedizione, il sacerdote ripone il Sacramento nel tabernacolo e genuflette.

Durante la REPOSIZIONE il popolo conclude con questa acclamazione:

 

Dio sia benedetto. 

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima.

Benedetta la sua santa e immacolata Concezione.

Benedetta la sua gloriosa Assunzione.

Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre.

Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi Angeli e nei suoi Santi