PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Schemi per l’adorazione eucaristica nel tempo di Quaresima

Quarto schema  

G.  “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;

ma bisognava far festa e rallegrarsi,

perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,

era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15, 32)  

In piedi 

Canto

Il Signore è la mia salvezza (Is 12)

Il Signore è la mia salvezza

e con lui non temo più,

perché ho nel cuore la certezza:

la salvezza è qui con me.  

Ti lodo Signore perché

un giorno eri lontano da me ,

ora invece sei tornato

e mi hai preso con Te.  

Berrete con gioia alle fonti,

alle fonti della salvezza

e quel giorno voi direte:

lodate il Signore, invocate il Suo Nome  

Preghiera penitenziale  

G. Signore Gesù, come la pecora perduta

abbiamo camminato sui nostri sentieri

ma ci siamo smarriti: Kyrie, eleison! Kyrie, eleison!

T. Kyrie, eleison! Kyrie, eleison!  

G. Cristo Signore, come il figlio prodigo

abbiamo cercato la libertà lontano dal Padre

ma siamo diventati schiavi: Christe, eleison! Christe, eleison!

T. Christe, eleison! Christe, eleison!  

G. Signore Gesù, come il giovane ricco

abbiamo voluto salvarci da soli

ma ce ne siamo andati tristi: Kyrie, eleison! Kyrie, eleison!

T. Kyrie, eleison! Kyrie, eleison!  

Seduti  

In ascolto

Lc 15, 1-3. 11-32

 

G. Dal Vangelo secondo Luca  

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».                                                                    

Breve silenzio

Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.                                           

Breve silenzio  

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

E cominciarono a far festa.  

Breve silenzio 

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo.

Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».            

Breve silenzio                                                           

L. Il figlio lontano si levò e venne da suo padre (Lc 15, 20). Venne non attraverso un cammino del corpo, ma attraverso un cammino spirituale. Non ebbe bisogno di percorrere un lungo cammino, perché aveva trovato una via di salvezza più breve. Non ebbe bi­sogno di cercare il padre divino percorrendo molteplici strade, lui che lo cercò con la fede e lo trovò ovunque accanto a sé. Si levò e venne da suo padre. Quando era ancora lontano [...] In che modo è lontano colui che viene? È lontano perché non è anco­ra arrivato. Viene, si incammina verso la conversione, ma non giunge ancora alla grazia; viene alla casa del padre, ma non giunge ancora alla gloria della sua condizione e del suo onore di prima.

Il padre lo vide ed è per questo che il figlio poté slan­ciarvi verso di lui. Lo sguardo del padre rischiarò gli occhi del figlio e dissipò tutta l'oscurità che l'avvolgeva a causa della col­pa. Le tenebre della notte non sono nulla a confronto delle te­nebre che nascono dalla confusione generata dal peccato [...] Il padre gli corse incontro non con un movimento fisico, ma in uno slancio di tenerezza. Gli si gettò al collo con il peso dell'amore, non con quello del corpo. Gli si gettò al collo non con un movimento delle viscere, ma con la passione delle viscere. Gli si gettò al collo per innalzare colui che giaceva a terra. Gli si gettò al collo per togliere con il peso dell'amore, il peso dei peccati. Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi. Prendete sopra di voi il mio giogo che è leggero (Mt 11, 28-30). Il figlio è aiutato da que­sto peso del padre, non ne è schiacciato. Gli si gettò al collo e lo baciò.

È così che il padre giudica, è così che corregge, è così che copre di baci il suo figlio, non di percosse. La forza dell'amore non vede le colpe e perciò il padre con un bacio cancella i pec­cati, lo circonda con il suo abbraccio, non vuole mettere a nudo i crimini di suo figlio, non vuole disonorarlo. È così che il pa­dre guarisce le ferite del figlio, in modo che nel figlio non re­stino nessuna cicatrice, nessun segno. Beato, dice il salmista, colui al quale sono perdonate le colpe e i cui peccati sono stati ricoperti [Sal 31 (32),1].                                          

(Pietro Crisologo, Discorsi 3, 1-3, CCL 24, pp. 26-28)

                                                                               

Breve silenzio  

Preghiera d’intercessione

G. Innalziamo al Signore nostro Dio la preghiera che nasce dalla fede.  

L. Dio di misericordia, ascoltaci! 

T. Dio di misericordia, ascoltaci!  

L. Alla tua Chiesa dona, o Signore, in questo tempo bello e di speranza

di tenere fisso lo sguardo su Gesù, affinché comprenda che è lui

la manifestazione definitiva del tuo volto di Padre.  

L. Ai credenti in te concedi, o Signore,

di conoscere le tue viscere di misericordia,

affinché aderiscano al tuo amore sempre preveniente.  

L. A noi qui presenti rivela, o Signore, il tuo amore misericordioso,

affinché nelle nostre relazioni quotidiane

risplenda la tua paternità in una vera fraternità.  

G. Padre, Dio della comunione e della gioia,

che nel tuo Figlio mostri la tua misericordia verso ogni uomo,

donaci il tuo Spirito, perché sempre più ci comprendiamo

come figli perdonati e misericordiosi verso ogni fratello.

Per Cristo nostro Signore. 

T. Amen  

Canto 

Benedici il Signore  

Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo nome,

non dimenticherò tutti i suoi benefici

benedici il Signore, anima mia.                                                             

Benedizione