PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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SANTO ROSARIO 

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IL SANTO ROSARIO

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Rosarium Virginis Mariae

Storia del Santo Rosario

 

 Santo Rosario in versi

"Faville nel Roseto"

di Stella Lomonaco Giugni

 

LITANIE  

 

MATER ECCLESIAE

 

Vivente sui passi all’eterno cammino,

col vincolo santo di Sposa al Signore,

s’eleva e s’accresce

la Chiesa immortale.

 

Segnata col crisma d’inizio alla schiera

dai giusti a corteggio di Cristo risorto,

eccelsa è nel Cielo, divina, trionfante.

 

Sui fili d’argento che inquadrano un’alba,

discese a legame la scala di grazia,

che luce ai viventi riverbera intorno,

e bene lumeggia sui voli tarpati

ploranti speranze con gemiti arcani.

 

Piovuta a granelli dal Sangue Divino

all’ombra ferale di Croce e di schianto,

la Chiesa cammina crociata d’amore,

due mete sul passo:

il Cielo nell’alto, il Prossimo intorno.

 

La Madre divina raccolse nel duolo

la prima semenza chiamata all’avvio,

che a spargersi al largo ne’ solchi avversati,

sol ebbe a letizia la morte e le pene.

 

Oppressa, legata, tre secoli all’ombra,

tra lotte e martirio

attrasse proseliti.

 

Poi luce alla fede, poi canti dei templi,

e sempre osteggiata, e sempre all’insidie,

fra vincite e glorie torreggia, s’espande

la Chiesa invincibile.

 

Ne spagina il Cielo fulgori alla storia

dagli undici pavidi a tutti gli Apostoli,

che ligi al potere del Cristo Visibile,

al fresco millenne di Chiesa divina

son luce e son guida.

 

La mistica Sposa li coglie al candore,

o chiama gli eletti sui passi di vita,

ne intreccia sequela

e va la semenza di Santa Parola

pur là dov’è colpa e martirio l’ardire

di fede e d’amore.

 

Il male che tinge nel tempo le vesti,

celando l’orrore ch’è sempre pur quello

del tetro infernale,

ritenta spietato ogni opera infame

a leder la vita del Mistico Corpo,

ma vinto rimane.

 

Piegata, evocante fra gli echi pagani,

la vita che frange la legge divina,

or sembra folleggi fra tante conquiste.

Il male non vince.

 

Tra genti diverse di razza e favelle,

crescenti all’abbraccio di luce divina

e prodighe cure di Madre Celeste,

c’è linfa divina, c’è bene d’insieme.

 

C’è tetto di Cielo

che unisce d’amore,

sull’unica ascesa donando vigore.

Il male non vince.

 

C’è quanto promesso da labbra divine,

che sparsi alle lotte non siamo, no, soli.

Con Dio Eucaristico al vero presente,

convito perenne di grazie suprema,

Tu, Madre del Figlio ne vegli la Sposa,

spargendo ne’ secoli il tenero amore

di affabile madre che colma di cure

il figlio crescente.

 

O madre, l’amabil d’invitta Tua Chiesa,

ascolta pietosa la nostra preghiera

pel Sommo Pastore di tutte le genti,

chè sia Tu d’accanto a sorregger Sua guida,

e pronti e copiosi materna Tu chiami

“Operai alla messe”

e santi li renda il Tuo abbraccio all’amore.

 

E noi della Chiesa che milita e spera

Accogli nel Cielo alla Chiesa trionfante.

 

 

Il Santo Padre Papa Paolo VI il 21 novembre 1964 alla fine della terza sessione del Concilio Ecumenico, proclamò Maria "Madre della Chiesa".

 

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