PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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SANTO ROSARIO 

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IL SANTO ROSARIO

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Rosarium Virginis Mariae

Storia del Santo Rosario

 Santo Rosario in versi

"Faville nel Roseto"

di Stella Lomonaco Giugni

 

 

MISTERI GAUDIOSI  

 

 LUCE DI CARITA'

 

Eran custodi al gaudio rivelato

l’immensità de’ cieli ed il fervore

che dall’umile Vergine elevato,

era canto d’attesa al Suo Signore.

 

Ella protesa al dotto messaggero,

in carità sollecita e divina,

partì con Dio nel grembo e nel pensiero

e sua grazia celeste, pellegrina.

 

C’erano angeli a veglia sulla via

verso la sua parente designata,

e sublime celeste sinfonia

era l’eco sui passi alla Beata.

 

Elisabetta accorre e la saluta

in un raggio mirabile ed arcano:

- Com’è che Tu sia qui da me venuta.

Tu, Madre del Signore e mio Sovrano?

 

Fra le donne, sei Tu la benedetta

col Fior di Cielo, Figlio Tuo Divino. -

Svelato era il mistero dell’Eletta

e l’universo stette lieto e chino.

 

Qui tacquero i millenni ed i profeti,

i cantori, le muse ed i talenti,

e le dottrine varie d’esegeti

mentre l’ora accoglieva i sommi accenti.

 

Un cantico s’effuse in melodia

non prima udita e né s’udrà futura,

la Vergine cantò con voce pia

mirifica ai millenni e imperitura.

 

“L’anima mia magnifica il Signore

ed esultò lo spirito mio

nel Dio, mio Salvatore.

Perché Egli ha riguardato

all’umiltà della Sua Ancella,

ed ecco che da ora

tutte le generazioni

mi acclameranno Beata.

Grandi cose invero,

ha fatto a me il Potente;

e Santo è il Suo nome.

E la misericordia di Lui,

di generazione in generazione,

è su coloro che lo temono.

Opera forte ha fatto col Suo braccio:

Dissipò i superbi

nel pensiero del loro cuore.

Ha deposto dal trono i potenti

ed ha esaltato gli umili.

Ha ricolmato di bene i famelici

e vuoti ha rimandato i ricchi.

Soccorse Israele Suo servo

ricordandosi della Sua misericordia.

Conforme parlò ai padri nostri

ad Abramo e alla Sua progenie

in perpetuo”.  (Luca I)

 

Mentre il canto solenne ed immortale

della bontà era la via,

Lei, prodiga di bene celestiale,

era d’eccelsa grazia un’armonia.

 

Divenne allora somma dispensiera

delle grazie divine e d’ogni bene,

teneramente ascolta la preghiera

e sollecita accorre nelle pene.

 

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