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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Pio XII

 

Fonte: Wikipedia

Nacque a Roma il 2 marzo 1876 dalla Nobildonna Virginia Graziosi e dall'Avvocato Filippo Pacelli (1837-1916), Nobile di Acquapendente e Nobile di Sant’Angelo, decano del collegio degli avvocati vaticani. Il futuro Papa fu battezzato con il nome di Maria Giuseppe Giovanni Eugenio Pacelli. Era nipote di Marcantonio Pacelli, fondatore de L'Osservatore Romano.

 Pacelli studiò presso il Collegio Capranica teologia a partire dal 1894 materia nella quale ottenne il dottorato nel 1901 nel 1902 divenne dottore pure in diritto in utroque iure. Egli non aveva tuttavia seguito la tradizione famigliare dell'avvocatura, in effetti, nell'aprile del 1899 era stato consacrato sacerdote. Il fratello Francesco proseguì invece la carriera legale e fu giurista per la Santa sede e uno dei principali negoziatori dei Patti Lateranensi.

A ventitre anni Pacelli entrò in curia nella Congregazione per gli Affari Ecclesiastici straordinari. In seguito ricoprì varie funzioni all’interno della Segreteria di Stato.Dal 1904 al 1916 Eugenio Pacelli fu assistente del Cardinale Gasparri. Egli fu inoltre attivo sia come professore di diritto canonico all’Istituto Pontificio Sant’Apollinare e dal 1909 al 1914 di diplomazia ecclesiastica all’Accademia Diplomatica Pontificia. All’epoca risalgono i suoi primi incarichi diplomatici nel 1916 Pacelli fu inviato speciale di Papa Benedetto XV per mediare tra le parti coinvolte nella Prima Guerra Mondiale.

Nel 1917, dopo avere consacrato Pacelli arcivescovo con il titolo in partibus infidelium di Sardi, Papa Benedetto XV lo nominò Nunzio Apostolico in Baviera e dal 1925 Pacelli fu anche nunzio in Prussia. In tale veste egli concluse i concordati con i due Länder: in Baviera nel 1924, in Prussia nel 1929. Contemporaneamente Pacelli era, inoltre, dal 1920 primo nunzio per l’intera Germania con sede nella nuova nunziatura di Berlino. Durante questi tredici anni Pacelli si avvicinò molto al mondo tedesco e conobbe bene la realtà politica della Repubblica di Weimar.

Pacelli Segretario di Stato

Papa Pio XI lo nominò cardinale il 16 dicembre 1929 per diventare Segretario di Stato il 7 febbraio 1930.

Al fine di regolare le relazioni tra la Santa Sede e gli altri stati e difendere le attività di scuole ed ospedali cattolici, negoziò diversi concordati con il Baden nel 1932, l'Austria nel 1933, la Iugoslavia nel 1935.

Il più controverso tuttavia fu quello firmato a Roma il 20 luglio 1933 con la Germania del cancelliere Adolf Hitler, che fu particolarmente discusso in quanto dava - pochi mesi dopo l'ascesa di Hitler al potere (30 gennaio 1933), la fine di ogni vita democratica in Germania e la proibizione di tutti i partiti politici compreso quello cattolico della Zentrumspartei - riconoscimento internazionale al regime nazista.

In ogni caso il concordato, malgrado le apparenti garanzie per la Chiesa e i fedeli tedeschi fu sistematicamente violato dai nazisti e non assicurò quindi affatto vita facile alla Chiesa cattolica nella Germania nazista. In effetti i rapporti tra nazismo e chiesa, peggiorarono rapidamente, tanto che Papa Pio XI, nel 1937, condannò pubblicamente l'ideologia neopagana dei nazisti con l'enciclica Mit Brennender Sorge.

Pacelli si dimostrò diplomatico capace e fedele alla linea di Pio XI e alla sua crescente opposizizione alla Germania nazista. Egli fu spesso in viaggio sia con una serie di importanti missioni diplomatiche come il viaggio negli Stati Uniti nel 1936 sia con la partecipazione a una serie di congressi eucaristici in Ungheria e Argentina o a manifestazioni religiose a Lourdes o Lisieux.

Pontificato

Alla morte di Pio XI, come Camerlengo, diresse il Conclave, ed il 2 marzo 1939 venne eletto Papa col nome di Pio XII. Nella sua prima enciclica Summi pontificatus dello stesso anno attaccò genericamente qualsiasi forma di totalitarismo, però nella seconda guerra mondiale tenne una posizione di neutralità, analogamente a quanto fatto nella prima guerra mondiale da Papa Benedetto XV, anche per salvaguardare l'operato della Chiesa nei vari stati.

Nel dopoguerra combatté l'affermarsi dell'ideologia comunista e in Italia sostenne apertamente sia l'Azione Cattolica sia il partito della Democrazia Cristiana, anche se non sempre condivise le scelte di Alcide De Gasperi, in specie per quanto riguarda il rifiuto dello statista democristiano a qualsiasi rapporto con i partiti di destra. Nel 1949 scomunicò i cattolici che intendessero iscriversi al Partito Comunista Italiano e, a seguito delle persecuzioni nei confronti della Chiesa nei paesi dell'Europa dell'Est, Pio XII scomunicò i capi dei governi di Iugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania e Polonia. Nel 1950, la Bolla Papale Munificentissimus Deus definì il dogma dell'assunzione della Vergine Maria.

Nel 1957 con l'enciclica Fidei donum invitò la chiesa intera a riprendere lo slancio missionario soprattutto condividendo i sacerdoti con le giovani chiese. Morì il 9 ottobre 1958 e gli succedette Papa Giovanni XXIII. Negli anni novanta è stato nominato venerabile, come primo passo nel processo di beatificazione proposto da Papa Giovanni Paolo II.