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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Pio IX

 

Fonte: Wikipedia

Nato il 13 maggio 1792 a Senigallia col nome di Giovanni Maria Mastai Ferretti da Girolamo (membro della nobile famiglia dei conti Mastai Ferretti) e Caterina Solazzi, fu ordinato sacerdote nell'aprile del 1819, divenne arcivescovo di Spoleto nel 1827, qui gestì con abilità, moderazione una certa apertura i moti del 1831.

Ciò avrebbe contribuito, al momento della sua elezione a Papa, a confortare l'illusione dei patrioti italiani che il Mastai Ferretti fosse uomo di idee liberali e aperto alla causa nazionale. Nel 1832 fu nominato arcivescovo di Imola. Fu creato cardinale da Papa Gregorio XVI nel concistoro del 14 dicembre 1840. Il 16 giugno 1846 venne eletto Papa col nome di Pio IX come successore di Papa Gregorio XVI, e il suo pontificato di quasi 32 anni rimane il più lungo della storia della Chiesa, dopo quello di San Pietro. Morirà infatti il 7 febbraio 1878. Fu l'ultimo Papa a risiedere nel Quirinale: sotto il suo pontificato infatti la Chiesa perse ogni dominio temporale all'infuori della Città del Vaticano, considerata "prigione dorata" dei papi fino al 1929.

L'ascesa al soglio pontificio

Il conclave del 1846, che seguì la morte di Papa Gregorio XVI, si svolse in un periodo molto turbolento per la storia della penisola italiana. Per questo motivo molti cardinali stranieri decisero di non partecipare al conclave. Soltanto 46 dei 62 cardinali erano infatti presenti.

Secondo gli storici, il cardinal Ferretti era a quel tempo considerato un liberale, avendo supportato cambiamenti amministrativi negli anni passati alla guida delle diocesi di Spoleto e di Imola.

I cardinali si separarono subito nella fazione conservatrice, che supportava il cardinal Luigi Lambruschini (segretario di Stato del precedente pontefice), e in quella progressista, che supportava due candidati: il cardinal Gizzi e il 54enne cardinal Ferretti. Al primo scrutinio i voti si divisero egualmente fra i diversi candiddati, ma a quel punto i favoriti Lambruschini e Gizzi sembravano fuori gioco. Il 16 giugno, secondo giorno di conclave, Ferretti fu eletto al soglio pontificio assumendo il nome di Pio IX: scelse questo nome in onore a Papa Pio VII che aveva incoraggiato la sua vocazione al sacerdozio.

In ogni caso il nuovo Papa era assai inesperto in questioni diplomatiche. Per questo motivo l'impero asburgico aveva mandato a Roma l'Arcivescovo di Milano, il cardinal Gaisruk, per porre il veto all'elezione di Ferretti. Ma Gaisruk arrivò troppo tardi: Ferretti era già stato acclamato Papa.

Pio IX fu incoronato il 21 giugno e scelse subito il cardinal Gizzi come segretario di Stato. L'Europa liberale applaudì alla sua elezione.

Il Pontificato

Nei primi due anni del suo pontificato governò lo Stato Pontificio con una progressiva apertura alle richieste liberali della popolazione, concedendo una costituzione. Ma la sua posizione si spostò ben presto su linee molto conservatrici.

Comunque, il 24 novembre 1848 la rivolta che portò alla costituzione della Repubblica Romana lo costrinse a rifugiarsi a Gaeta presso i Borbone delle Due Sicilie (ebbe modo di ricambiare ospitandoli a sua volta a Roma dopo l'assedio di Gaeta del 1861).

Nell'aprile del 1850 fece ritorno a Roma grazie alla protezione delle truppe francesi di Napoleone III. Durante il Risorgimento, Roma venne risparmiata dalla campagna del 1860 di Vittorio Emanuele II, ma nel 1870, alla caduta di Napoleone III, le truppe del Regno d'Italia entrarono a Roma (con la breccia di Porta Pia) ed il Papa si ritirò nel Vaticano, rifiutando di riconoscere il nuovo stato. Questa situazione, indicata come Questione Romana, durò fino ai Patti Lateranensi del 1929. Fino alla sua morte il Papa continuò a definirsi "prigioniero dello stato italiano".

Dal punto di vista della religione, nel 1854 Pio IX dichiarò il dogma dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria, e nel novembre del 1864 emise l'enciclica Quanta cura sui mali della modernità, seguita l'8 dicembre 1864 dal Syllabus con una lista di errori del liberalismo e delle altre ideologie nascenti (socialismo e comunismo). Si dichiaro nemico del secolarismo, del razionalismo e del modernismo in tutte le sue forme, ergendosi a paladino dei conservatori.

Nel 1869 convocò il Primo Concilio Vaticano, che come principale risultato enunciò il principio dell'infallibilità del Papa. Il dogma a quel tempo fu contestato sia in ambienti laici che religiosi (diede anche luogo ad uno scisma) e riceve ancora oggi le critiche di teologi affermati come Hans Küng.

Nel 1874 istituì il non expedit, locuzione latina con la quale espresse il divieto ai cattolici di partecipare alla vita politica.

Altre controversie

In nome del papa-re furono uccisi molti 'rivoluzionari' che si opponevano al potere temporale della chiesa. Non si tratta solo dei più noti Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, o del suo concittadino senigalliese Girolamo Simoncelli, ma di centinaia di persone portate sul patibolo o sotto il fuoco delle pallottole di piombo dei plotoni d'esecuzione formati dai soldati pontifici.

Capitolo ancora controverso della sua vita è il caso del bambino Edgardo Mortara, ed in generale il suo rapporto (anche personale) con la religione ebraica e gli ebrei. Il Papa sostenne che gli ebrei:

  • Non potessero praticare certe professioni

  • Non avessero il diritto di testimoniare contro un cristiano in tribunale

Istituì poi una tassa per soli ebrei e supportò scuole per incentivare la conversione di giovani ebrei al cattolicesimo. All'inizio del pontificato aprì anche il ghetto ebraico a Roma.

Morte e beatificazione

Alla sua morte, gli successe il Papa Leone XIII. La sua tomba è nella chiesa di San Lorenzo fuori le mura. Durante i suoi funerali nel 1878 una folla inferocita di romani tentò di assaltare il corteo e cercò di gettare la bara nel Tevere.

Il suo processo di beatificazione ebbe inizio l'11 febbraio 1907, portandolo a essere nominato venerabile il 6 luglio 1985 e beato il 3 settembre 2000.