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Storia del Pontificato

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Pasquale I

Fonte: Wikipedia

San Pasquale I fu Papa dall'817 all' 11 febbraio 824. Nativo di Roma, venne elevato al pontificato per acclamazione del clero poco dopo la morte di Papa Stefano IV (V), e prima di ottenere la sanzione da parte dell'Imperatore Luigi il Pio; circostanza per la quale fu una delle sue prime preoccupazioni scusarsi. Le sue relazioni con la casa reale, comunque, non furono mai cordiali, così come non riuscì mai a conquistarsi le simpatie dei nobili romani. Morì a Roma mentre i commissari imperiali stavano investigando sulle circostanze per cui due ufficiali papali, che stavano testimoniando contro il Papa, erano stati catturati in Laterano, accecati e successivamente decapitati. Paquale coprì gli assassini ma negò qualsiasi complicità nel loro crimine. Il popolo di Roma gli rifiutò l'onore della sepoltura all'interno della Basilica di San Pietro, ma oggi viene celebrato come santo il 16 maggio. Fece restaurare la chiesa di Santa Cecilia in Trastevere e fece costruire quella di Santa Maria in Domnica e quella di Santa Prassede.

 

Fonte: Santi e Beati

Pasquale I, abate della basilica di Santo Stefano fu consacrato il 25 gennaio 817, vale a dire : nemmeno un giorno dalla morte del suo predecessore. D'altro canto il timore di ingerenze esterne permaneva sempre forte.

Il "legato" (ambasciatore) pontificale Teodoro fu subito inviato presso la corte di Ludovico con la missiva del nuovo annuncio; ritornò recando in una mano una semplice lettera di felicitazioni, dall'altra una sorta di diploma imperiale definito "Pactum cum Paschali pontefice".

La storia volle che quest' ultimo documento dovesse assumere un valore immenso proprio perchè Ludovico, detto il "Pio", non impugnò le "false riproduzioni", artatamente spacciate dal clero romano , di volta in volta presso le piccole signorie feudali in maniera tale da riuscir a recuperare non solo le promesse di Pipino e Carlomagno ma anche importantissimi feudi quali le odierne Calabria, Sicilia, Sardegna, Corsica e Napoli.

Una ulteriore concessione fu fatta ai romani e di conseguenza al clero, da Ludovico: la libertà di scelta del proprio pontefice con la sola presenza di alcuni legati esentati dal dover imporre la conferma e con il solo obbligo di rinnovare il patto di alleanza tra l'imperatore attraverso il pactum fidelis ....

L'imperatore fu per altro occupato in questioni ben più gravi e fondamentali per doversi anche interessare del solo potere romano, ad ogni buon conto quello che doveva essere sembrato un'atto di magnanimità nei confronti del papato, si dimostrò subito esattamente il contrario, tantè che il "patto fidelis" fu ratificao dalla nobiltà imperiale nel luglio 817 ad Aquisgrana, ed assunse il nome di Ordinatio Imperii, che di fatto limitò quasi totalmente il potere temporale della Chiesa.
Il resoconto del disinteresse verso la penisola italica fu costituito da caos più totale con scorribande di predoni e banditi da ogni angolo della penisola stessa.

Le cose si metterono per il peggio perchè la nobiltà romana filo-franca si dovette confrontare con i nobili dissidenti che si erano visti espropriati di ogni autorità temporale. Capi della rivolta antimperiale furono il primicerio Teodoro ed il nomenclatore Leone (genero del pontefice). La rivolta fu stroncata dalle stesse truppe papaline rinforzate dalle squadre provenienti dai quartieramenti dei nobili filo-franchi.

Sbaragliate le ultime resistrenze i due furono catturati, accecati e poi decapitati, correva l'anno 821.
Solamente nel 818 Ludovico si era deciso a nominare re d'Italia il proprio primogenito Lotario. il quale giunse però solamente nel 822, fermandosi a Pavia. Le suppliche del pontefice Pasquale lo portarono comunque a Roma solamente la Pasqua dell'anno successivo (823), quando con il consenso di Ludovico il Pio fu consacrato imperatore Augusto del popolo romano.

A seguito dei continuati malumori, Lotario ordinò un'inchiesta sui fatti precedentemente accaduti. Il Pontefice si sottomise spontaneamente al giuranmento di purificazione attraverso il giuramento di fede a Dio, maledendo contemporaneamente i sobillatori giustiziati.
I legati tornarono ad Aquisgrana e riferirono a Ludovico quanto accaduto e quanto sentito. L'inchiesta fu archiviata dallo stesso imperatore.

A Pasquale I si debbono i primi interventi sociali, oltre che a due giustiziati.
Fu dichiarato santo perchè la leggenda vuole che durante una messa sia caduto in "trance" ed abbia rivelato il punto esatto della sepoltura di Santa Cecilia e di suo marito Valeriano, martirizzati durante l'impero romano. I corpi furono estratti dal cimitero di San Callisto con abiti interamente ricoperti d'oro.

Pasquale I morì il giorno 11 febbraio del 824, il popolo romano, nonostante il suo interessamento sociale impedì la sepoltura a San Pietro e si ritiene che le sue spoglie giacciano in San Prassede.
San Pasquale viene festeggiato l'11 febbraio.