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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Paolo II

 

Fonte: Wikipedia

Paolo II, nato Pietro Barbo (Venezia, 23 febbraio 1417 - Roma, 26 luglio 1471), fu Papa dal 1464 alla sua morte.

Pietro nacque a Venezia nel 1418, ed era un nipote di Papa Eugenio IV. La sua adozione della carriera ecclesiastica venne incentivata dall'elezione a Papa dello zio. Le sue promozioni furono rapide; divenne cardinale nel 1440 e venne eletto papa all'unanimità il 30 agosto 1464, come successore di Papa Pio II.

Il suo giuramento all'atto di prendere l'ufficio di pontefice lo obbligava ad abolire il nepotismo nella Curia, al fine di migliorarne la moralità, a continare la guerra ai Turchi, e a indire un concilio ecumenico nel giro di tre anni. Ma i termini di tale giuramento vennero modificati da Paolo a sua discrezione, e questa azione gli fece perdere la fiducia del sacro collegio.

Di conseguenza, quando nel 1466, progettando di eliminare gli incarichi ridondanti, Paolo procedette ad annullare il collegio degli abbreviatori, la cui funzione era di formulare i documenti pontifici, sollevò una tempesta di indignazione, in quanto retori e poeti erano da lungo tempo usi ad acquistare questi incarichi. Uno di questi, Platina, scrisse una lettera minacciosa al Papa, e venne imprigionato ma poi prosciolto; nel 1467 venne imprigionato nuovamente con l'accusa di aver partecipato ad una congiura contro il Papa, e venne sottoposto a tortura, essendo accusato, assieme ad altri abbreviatori, di avere ideali pagani. Per rappresaglia, Platina, nel suo Vitae pontificum, ritrasse in modo sfavorevole la personalità di Paolo II.

La tempra repubblicana ed anti-papale del cronista Stefano Infessura, rendono i suoi diari una testimonianza ben informata, anche se lontana dalla neutralità, ma è certo che benché Paolo fu un oppositore degli umanisti, non fu secondo a nessuno nel fornire divertimenti al popolo, e mostrò uno stravagante amore dello splendore. Per giustizia si deve anche far notare il suo senso di equità, le sue riforme nell'amministrazione comunale, e la sua lotta contro la corruzione ufficiale e il traffico degli incarichi di dignità.

Nella gestione degli affari pubblici, Paolo mancava di autorevolezza e il suo pontificato non fu significativo per la storia italiana. Nel suo regno comunque, pose termine nel 1465, al regime predatorio dei conti di Anguillara.

Nella questione della guerra ai Turchi, l'unico sovrano che avrebbe potuto prenderne la guida, Re Giorgio di Podebrad di Boemia, venne rifiutato dal Papa, e perseguito come eretico poiché appoggiò la convenzione di Basilea in favore degli Utraquisti. Nell'agosto 1465, Paolo convocò Giorgio davanti al suo tribunale romano, e quando i Re non si presentò, si alleò con gli insorti in Boemia, liberando i sudditi del re dal giuramento di fedeltà. Nel dicembre 1466, pronunciò il bando di scomunica e la sentenza di deposizione contro Re Giorgio.

Quando alla fine il buon successo del Re stava predisponendo il pontefice in favore di una riconciliazione, Paolo II morì, il 22 marzo 1471, a causa di un attacco di cuore durante un rapporto sessuale con un paggio.

Dopo la morte di Paolo II, uno dei suoi successori propose di chiamarlo Maria Pietissima, per la sua inclinazione a scoppiare in pianto durante le crisi di nervi. Alcuni commentatori ritengono che il soprannome fosse invece dovuto alla peculiare inclinazione di Paolo a indossare paramenti sontuosi e di grande valore. Venne descritto come "un collezionista di statue, gioielli, e (dicono) bei giovani", ma le voci sulla sua presunta omosessualità potrebbero essere state fatte circolare da suoi oppositori per minarne la reputazione.