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Storia del Pontificato

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Martino V

 

Fonte: Wikipedia

Martino V, nato Ottone (o Oddone) Colonna (Roma, 1368 - Roma, 20 febbraio 1431), fu Papa dal 1417 alla sua morte.

Venne eletto nel giorno di San Martino, durante il Concilio di Costanza da un conclave formato da ventitre cardinali e trenta delegati del concilio che avevano manifestato molte perplessità sulle rivendicazioni in conflitto di Gregorio XII e Benedetto XIII. La sua elezione mise la parola fine allo Scisma d'Occidente.

Figlio di Agapito Colonna e Caterina Conti, nato attorno al 1368, apparteneva ad una delle più vecchie e più importanti famiglie di Roma. Divenne protonotaio apostolico sotto Papa Urbano VI e fu nominato cardinale-diacono da Papa Innocenzo VII. Nel 1410 fu uno dei delegati di Alessandro V all'audizione dell'appello portato al papato da Jan Hus.

Fu giustamente stimato per la sua moderazione, cultura, rettitudine e abilità nel trattare, ma fallì nell'ottenere, come avrebbe potuto, l'onore di diventare un Papa riformatore. Il suo primo atto dopo l'elezione fu quello di pubblicare una nota che confermava tutti i regolamenti dei suoi predecessori riguardanti la cancelleria pontificia — regolamenti che erano da tempo oggetto di giuste lamentele. Quando le "nazioni" del concilio spinsero i loro piani di riforma, Martino propose un piano alternativo, e alla fine entrò in negoziati per concordati distinti, in gran parte vaghi ed illusori, con Germania, Inghilterra e Francia.

Martino lasciò Costanza alla chiusura del concilio (maggio 1418), ma viaggiò lentamente attraverso l'Italia, soffermandosi a Firenze, e non si avventurò ad entrare a Roma fino al settembre 1420, quando il suo primo compito fu il cercare di ristabilire la prosperità e l'ordine ai quali la città era diventata estranea. In accordo con il decreto di Costanza, confermato da lui stesso, che prevedeva che si dovesse tenere un concilio ogni cinque anni, nel 1423 ne convocò uno che si riunì a Pavia e successivamente a Siena; la partecipazione fu abbastanza scarsa, e la circostanza diede al Papa il pretesto per scioglierlo non appena giunse alla conclusione che « l'unione interna della Chiesa per mezzo della riforma deve avere la precedenza sull'unione esterna ». Il concilio venne rinviato per sette anni e si riunì infine a Basilea; poco dopo l'apertura Martino morì, per un colpo apoplettico, il 20 febbraio 1431.

 

Fonte: Italica Rai

Fu papa dall’11 novembre 1417 al 20 febbraio 1431, succedendo, a conclusione dello scisma d’Occidente, al legittimo Gregorio XII. ‘Oddo’ o ‘Ottone’ Colonna, di Roma, nato nel 1368, valente canonista e già cardinale sotto Innocenzo VII (1405), presente ai concili di Pisa e Costanza, fu eletto pontefice in seguito alla rinuncia del suo legittimo predecessore e alla deposizione e scomunica da parte del concilio di Costanza di Giovanni XXIII e di Benedetto XIII. Uomo saggio e abile diplomatico, seppe evitare gli scogli delle pericolose teorie conciliari e sottrarsi a chi voleva trarlo in Germania o ad Avignone: attraversati infatti il Piemonte e la Lombardia, dopo un soggiorno di due anni a Firenze, giunse a Roma (30 settembre 1420), accoltovi in trionfo come un salvatore. Nel 1429 riuscì a ottenere la rinuncia dell’antipapa Clemente VII, ponendo fine allo scisma.

Di fronte alle miserande condizioni materiali e morali d’Italia, dissanguata da guerre e carestie, e di Roma «ridotta a una città di mandriani», si accinse con animo intrepido all’opera di ricostruzione, facendosi mediatore di pace in Italia e ricostruendo pezzo per pezzo lo Stato della Chiesa, per cui fu detto il fondatore della "monarchia pontificia". A lui Roma deve la sua prodigiosa rinascita edilizia. Gli è stato però rimproverato il nepotismo e l’ostinazione a ritardare la riforma generale della Chiesa, che spianò la via alla riforma protestante. A Martino V successe Eugenio IV.