PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

Home

Come raggiungerci Contatti Mail: venite.adoriamo@gmail.com
Venite adoriamo
La Parrocchia
L'adorazione
A tu per Tu
Le nostre preghiere
Testimonianze
Tabella adoratori
Regole e norme
Diventare adoratore
Archivio eventi

Adoriamo il Signore

Miracoli eucaristici
Preghiere di adorazione
Scritti sull'adorazione
Salmi di adorazione
Meditazioni
Luoghi di spiritualità
Canti
Adorazione on line

 

Storia del Pontificato

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Lino

Fonte: Wikipedia

San Lino di Tuscia è, come primo successore di Pietro, il primo Papa della storia alla guida della Chiesa cattolica. Probabilmente è il primo Papa eletto dalla propria comunità. Di lui, come di molti papi successivi, non abbiamo molte notizie oggettive sulla sua vita. Anche la data della sua nascita è conosciuta in maniera molto approssimativa. Era originario della Tuscia. Sono stati fatti molti studi sul significato della Tuscia. Secondo alcuni la Tuscia era parte nord-occidentale del Lazio, ai confini con la Toscana. Secondo Johann Heinrich Zedler era originario di Volterra, la madre si chiamava Claudia, e il padre Ercolano (Hercolanus) era un ricco possidente. Per altri, per Tuscia si intende l'antica Tuscolana. 

Considerata la conformazione geografica, i mezzi di trasporto e la difficoltà degli spostamenti, al giorno d'oggi gli studiosi propendono per quest'ultima ipotesi.Trasferitosi a Roma per ragioni di studio, fu tra i primi a convertirsi al Cristianesimo e qui conobbe San Paolo, che accenna a lui nella seconda lettera a Timoteo. 

Secondo Sant'Ireneo di Lione fu Papa per nove anni, dal 67 al 76, e la sua ascesa a capo della comunità cristiana a Roma avvenne subito dopo la morte dei due apostoli e martiri, la cui datazione oscilla tra il 64 e il 67. Sulla sua morte numerose sono le ipotesi: scampato alla persecuzione neroniana, più fonti, tra cui il Lier Pontificalis, ne adducono il decesso al martirio, probabilmente in qualche arena. Sempre in accordo con il Liber Pontificalis venne sepolto nei pressi del Vaticano, e nel 1615 fu recuperato a San Pietro un sarcofago, recante la parola Lino, attribuito erroneamente e repentinamente da Severano al primo Papa. 

Ne smentì la validità Torrigio rivelando la presenza di altre lettere dietro l'iscrizione. La festa di San Lino è oggi celebrata il 23 settembre, giorno indicato dal Liber Pontificalis come data del martirio.

Altre fonti riportano invece che il primo successore di Pietro non morì in un'arena ma fu fatto decapitare dal console Saturnino il 23 settembre del 76. Sembra che sia stato San Lino a prescrivere alle donne di entrare in Chiesa con il capo coperto. Comunque, per l'annuario pontificio dei martiri redatto nel 1947, il nome di Lino martire è stato omesso, in mancanza di dati certi.

Fonte: Santi e Beati

Dopo san Pietro c’è subito lui: Lino, secondo capo della Chiesa, primo papa italiano. Toscano d’origine, nato a Volterra: così dicono vari studiosi e il grande Cesare Baronio, lo storico cinquecentesco della Chiesa. A essi si unirà, il 24 settembre 1964 in San Pietro, Paolo VI, dicendo all’udienza generale: "Abbiamo con noi un gruppo di Volterra... La diocesi sorella... Sì, questo titolo le spetta, perché con san Lino ha dato alla Chiesa l’immediato successore di Pietro, il secondo papa". Sappiamo poco di Lino. Ignoti gli anni di nascita e di morte, la gioventù e gli studi. Uno dei Padri della Chiesa, Ireneo di Lione (II secolo), dice che Pietro e Paolo affidarono a Lino responsabilità importanti, e che Paolo ha citato proprio lui nella seconda lettera a Timoteo: "Ti salutano Eubulo, Pudente, Lino, Claudia e tutti i fratelli...". Sappiamo però che Lino vive tempi terribili con i cristiani di Roma. Nell’estate del ’64 un incendio distrugge i tre quarti dell’Urbe, e se ne incolpa l’imperatore Nerone. 

Forse è una calunnia dei suoi molti nemici: ma lui reagisce col diversivo della persecuzione generale contro i cristiani. E a essi giunge l’incoraggiamento di san Pietro nella sua prima lettera: "Non vi sembri strana la prova del fuoco sorta contro di voi... anzi, rallegratevi per la parte che voi venite a prendere alle sofferenze di Cristo". Anche san Pietro muore in questa persecuzione (forse nel ’67) e gli succede Lino in tempo di delitto e di tragedia. Nerone muore nel ’68 (si fa trafiggere da un servo) e nello stesso anno c’è una strage di successori: Galba, sgozzato nel Foro; Ottone suicida; Vitellio linciato dai romani. Solo con Vespasiano, nel ’69, arrivano ordine e pace in Roma. Ma è scoppiata in Palestina la rivolta contro il dominio romano: la “guerra giudaica”, che finisce nel settembre ’70 con Gerusalemme occupata dalle truppe di Tito (figlio di Vespasiano) e col tempio profanato e distrutto: vicende laceranti per gli ebrei e anche per i cristiani e, per certuni, segnali di calamità universali imminenti, di una ben vicina fine del mondo. Lino è chiamato in questi suoi anni di pontificato (nove, si ritiene) a rianimare i fedeli, a orientarli nella confusione dottrinaria provocata dall’opera di gruppi settari. 

E’ lui quello che deve tenere unita la Chiesa sotto l’uragano: e comincia a delinearne la forma organizzata, la “struttura”: sappiamo per esempio che ha nominato vescovi e preti, e ha dato regole alla pratica comune della fede. (Si attribuisce a lui l’obbligo per le donne di partecipare alla celebrazione eucaristica col capo coperto). Sarà anche venerato come martire, a causa delle sofferenze durante la persecuzione neroniana; ma non è certo che sia stato ucciso, perché nel tempo della sua morte la Chiesa viveva in pace sotto il governo di Vespasiano.