PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Storia del Pontificato

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Papa Liberio

Fonte: Wikipedia

Liberio, Papa dal 17 maggio 352 al 24 settembre 366, fu il primo tra i papi a non diventare santo. Il successore di Papa Giulio I venne consacrato, secondo il Catalogus Libenianus, il 22 maggio. Il suo primo atto registrato fu, dopo un sinodo che si era tenuto a Roma, di scrivere all'Imperatore Costanzio II, all'epoca alloggiato ad Arles (353-354), chiedendo che venisse riunito un concilio ad Aquileia, con riferimento alla questione di Atanasio di Alessandria; ma il suo messaggero Vincenzo da Capua fu costretto dall'imperatore ad un conciliabolo svoltosi ad Arles, per sottoscrivere contro la propria volontà una condanna del patriarca ortodosso di Alessandria d'Egitto.

Nel 355 Liberio fu uno dei pochi che, assieme a Eusebio da Vercelli, Dionisio da Milano e Lucifero da Cagliari, si rifiutò di firmare la condanna di Atanasio, che era stata nuovamente imposta da Milano, per ordine imperiale, su tutti i vescovi occidentali; la conseguenza di questo gesto fu la sua relegazione a Beroea in Tracia. L'Antipapa Felice II iniziò a consacrare il suo successore con tre catascopi baud episcopi, come li chiamò Atanasio.

Alla fine di un esilio durato più di due anni, cedette al punto da sottoscrivere una formula che rinunciava all'homoousios, abbandonando Atanasio, e accettando la comunione dei suoi avversari. Un grave errore, che gli venne giustamente rimproverato.

Questa sottomissione indusse l'imperatore a richiamarlo dall'esilio, ma poiché la sede romana era ufficialmente occupata da Felice, passò un anno prima che Liberio venisse inviato a Roma. Era intenzione dell'imperatore che Liberio dovesse governare la Chiesa assieme a Felice, ma all'arrivo di Liberio, Felice venne cacciato dalla popolazione di Roma. Né Liberio, né Felice presero parte al Concilio di Rimini (359).

Dopo la morte dell'imperatore Costanzio, nel 361, Liberio annullò il decreto dell'assemblea, e con l'aiuto dei vescovi Atanasio e Ilario, tenne a mente i vescovi che avevano firmato e quindi ritirò la loro adesione. Nel 366 Liberio diede un accoglienza favorevole ad una delegazione degli episcopati orientali, e ammise alla sua comunione i più moderati del vecchio partito ariano. Liberio morì il 24 settembre 366.