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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Leone XIII

 

Fonte: Wikipedia

Vincenzo Gioacchino Pecci nacque il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano da Ludovico Pecci e Anna Prosperi Buzzi. La famiglia apparteneva alla piccola nobiltà rurale. Il padre era commissario di guerra e colonnello. Già in gioventù Vincenzo Gioacchino Pecci si segnalò quale ragazzo dotato con una particolare predilezione per lo studio della lingua latina. 

Egli fu allievo del collegio dei gesuiti di Viterbo e, dal 1824 al 1832, studiò teologia presso il Collegium Romanum. La formazione per il servizio diplomatico e amministrativo pontificio presso l’Accademia dei Nobili a Roma occupò Vincenzo Gioacchino Pecci dal 1832 al 1837, anno in cui egli fu ordinato sacerdote. Già nel 1838 fu inviato quale delegato papale a Benevento, città appartenente allo Stato pontificio. In seguito, con la stessa funzione fu mandato a Perugia. Nel 1843 Gregorio XVI lo nominò vescovo titolare.

Dopo essere stato inviato nel 1843 quale nunzio in Belgio – esperienza giovanile che gli lasciò una particolare predilezione per il mondo francofono, la cui stampa egli leggeva regolarmente, tanto che, anche una volta divenuto Papa, non ritenne lesivo della propria dignità il rilasciare interviste alla stampa, precisamente nel febbraio 1892 al "Le petit Journal" e nel marzo 1899, al giornale parigino Le Figarò -, fu nominato arcivescovo di Perugia.

Nella città umbra Pecci restò dal 1846 al 1877, ossia per più di trent'anni, si dice perché fosse considerato un ribelle dal potente Cardinal Segretario di Stato Giacomo Antonelli . Fu fatto cardinale nel concistoro del 19 dicembre 1853 e successivamente camerlengo del collegio cardinalizio, dopo la morte del Cardinal Segretario di Stato Antonelli. Il 20 febbraio 1878 fu eletto Papa come successore di papa Pio IX dopo un conclave di soli due giorni, il primo dopo la fine del potere temporale dei Papi.

Il pontificato

L’incoronazione di Leone XIII ebbe luogo nella Cappella Sistina il 3 marzo 1878. La sua salute cagionevole lasciava presagire un Pontificato di transizione. Esso si sarebbe, invece, rivelato addirittura il terzo per durata all’epoca (considerando anche San Pietro) e, solo recentemente, è stato superato da quello di Papa Giovanni Paolo II.

La scelta del nome Leone costituì un primo segno che il nuovo Papa intendeva perseguire un mutamento nell’impostazione del Papato rispetto al proprio predecessore.

Attività diplomatica

Il pontificato di Leone XIII s’inserì in un’epoca di progressiva laicizzazione della società. Tale circostanza comportò una serie di tensioni fra il Vaticano e vari governi. Ora Papa Leone XIII seppe fare opera di mediazione tra le istanze legate alla modernità e la posizione intransigente presa dal suo predecessore Papa Pio IX. In Italia egli proseguì tuttavia la ferma opposizione al Regno d'Italia, mantenendo il Non expedit e impedendo dunque la partecipazione dei cattolici italiani alle elezioni e, in generale, alla vita politica dello Stato.

In Germania, invece, con una serie di concessione a Bismarck Leone XIII seppe - opponendosi anche al Partito cattolico tedesco, la Zentrumspartei – porre termine al Kulturkampf. Pure in Francia – suscitando anche lì il malcontento dei settori cattolici più conservatori– invitò i cattolici al rappacificamento con la III Repubblica, malgrado quest’ultima, governata da maggioranze vieppiù radicali e anticlericali, avviasse un programma di progressiva secolarizzazione delle istituzioni, a iniziare dal settore scolastico. Tale evoluzione sfociò, nel 1905 dopo la morte di Leone XIII, nella Separazione fra Stato e Chiesa.

Maggior successo ebbe la politica del Pontefice nelle controversie aperte con la Svizzera e con i Paesi dell’ America latina. Vi furono i primi contatti con gli USA e con la Russia e pure le relazioni con il Regno Unito e la Spagna migliorarono. La statura internazionale del Papa – pur non raggiungendo il livello di coinvolgimento politico e di influenza a cui Leone XIII mirava - si accrebbe anche grazie alla mediazione che egli svolse sia nel conflitto delle Isole Caroline sia per la guerra di cuba del 1898.

Attività pastorale

Nella sua enciclica Immortale Dei del 1885 affrontò il problema del ruolo dei cattolici negli stati moderni, negando il conflitto tra scienza e religione nell'Aeterni Patris del 1879. La sua enciclica Rerum Novarum, pubblicata nel 1891, è considerata il testo fondativo della moderna dottrina sociale cristiana. La Rerum Novarum affronta il problema dei diritti e dei doveri del capitale e del lavoro, cercando di mediare tra le posizioni di orientamento socialista e rivoluzionario e quelle proprie del liberismo economico di impronta capitalista, inaugurando una riflessione sui problemi del lavoro nel mondo moderno successivamente ripresa e approfondita nel 1931 dalla Quadragesimo Anno di Papa Pio XI, nella Mater et Magistra di Papa Giovanni XXIII del 1961 e più di recente (1991) dalla Centesimus Annus di Papa Giovanni Paolo II.

Fu particolarmente attivo dal punto di vista dell'insegnamento, fondando istituti di filosofia ed università cattoliche in diverse città (Lovanio, Washington), ed aprì agli studiosi parte degli archivi segreti del Vaticano.

Alla sua morte il 20 luglio 1903 gli successe Papa Pio X.