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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Leone  IX

 

Fonte: Wikipedia

Leone IX, nato Brunone dei Conti di Egisheim-Dagsburg (Eguisheim, Alsazia, 21 giugno 1002 - Roma, 19 aprile 1054), fu Papa dal 1049 alla sua morte.

 

Era nativo dell'Alta Alsazia; la famiglia a cui apparteneva era di nobile lignaggio e, da parte di padre, era imparentata con l'imperatore Corrado II. Venne educato a Toul, dove successivamente divenne canonico e, nel 1026, vescovo; con quest'ultima carica rese un importante servizio politico a Corrado II, e in seguito a Enrico III, divenendo, al tempo stesso, molto conosciuto come ecclesiastico serio e riformatore per lo zelo che mostrò nel diffondere la regola dell'ordine di Cluny.

Alla morte di Papa Damaso II, Brunone venne scelto come suo successore da un assemblea tenuta a Worms nel dicembre 1048. Sia l'Imperatore che i delegati romani vi concorsero, ma Bruno stipulò come condizione della sua accettazione che sarebbe prima andato a Roma per essere eletto canonicamente per voce del clero e del popolo. Partendo poco dopo Natale, si incontrò con l'abate Ugo di Cluny a Besancon, dove venne raggiunto dal giovane monaco Ildebrando, che in seguito sarebbe diventato Papa Gregorio VII. Arrivando a Roma in abiti da pellegrino nel febbraio seguente, venne accolto con molta cordialità, e alla sua consacrazione assunse il nome di Leone IX.

Uno dei suoi primi atti pubblici fu quello di tenere il noto Sinodo di Pasqua del 1049, nel quale il celibato del clero (dal rango di sottodiacono in su) venne nuovamente rinnovato, e nel quale riuscì a rendere chiare le sue convinzioni contro ogni tipo di simonia. La gran parte dell'anno che seguì venne occupata da uno di quei viaggi attraverso Italia, Germania, e Francia che sarebbero stati una spiccata caratteristica del pontificato di Leone. Dopo aver presieduto ad un sinodo a Pavia, si unì a Enrico III in Sassonia, e lo accompagnò a Colonia e Aix-la-Chapelle. A Reims indisse un incontro dell'alto clero, tramite il quale vennero fatti passare diversi e importanti decreti di riforma. Tenne un concilio anche a Mainz, nel quale presero parte rappresentanti del clero italiano e francese, così come di quello tedesco, e ambasciatori dell'imperatore greco; anche qui simonia e matrimonio del clero furono le questioni principali.

Dopo il suo ritorno a Roma, tenne un nuovo Sinodo di Pasqua (29 aprile 1050), che venne occupato principalmente dalla controversia sugli insegnamenti di Berengario di Tours; nello stesso anno presiedette sui sinodi provinciali di Salerno, Siponto, e Vercelli, mentre in settembre rivisitò la Germania, ritornando a Roma in tempo per il terzo Sinodo di Pasqua, nel quale venne considerata la riordinazione di coloro i quali erano stati ordinati dai simonisti.

Nel 1052 raggiunse l'Imperatore a Bratislava (Pressburg), e cercò invano di assicurarsi la sottomissione degli ungheresi. A Regensburg, Bamberg, e Worms la presenza papale venne contrassegnata da diverse solennità ecclesiastiche.

Dopo un quarto Sinodo di Pasqua nel 1053 Leone si mosse contro i Normanni nel sud Italia, con un esercito di volontari italiani e tedeschi, ma le sue forze subirono una sconfitta totale nella Battaglia di Civitate del 15 giugno 1053. Comunque, nell'uscire dalla città per incontrare il nemico venne ricevuto con ogni segno di sottomissione, gli venne implorato lo sgravio dalla pressione del suo bando e gli venne giurata fedeltà e omaggio. Dal giugno 1053 al marzo 1054 venne cionondimeno detenuto a Benevento in onorevole cattività; non sopravvisse a lungo al suo ritorno a Roma, dove morì il 19 aprile 1054.

Lo scisma

La figura di Papa Leone IX resta legata allo scisma che si consumò in quegli anni tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli.

Nel Concilio ecumenico di Nicea dell'anno 325, fu accettato il dogma che lo Spirito Santo promana dal Padre attraverso il Figlio. Con linguaggio più appropriato: " ex Patre procedit ".

Successivamente, la sola Chiesa di Roma celebrò un suo Concilio, a Toledo nell'anno 589, nel quale modificò questo dogma e stabilì che lo Spirito Santo promana dal Padre e dal Figlio. Con linguaggio più appropriato: " ex Patre Filioque procedit ".

Questa variazione non fu accettata dagli altri patriarcati, soprattutto quello di Costantinopoli, che intravedeva in questo cambiamento una sorta di negazione del monoteismo, mettendo sullo stesso piano il Padre e il Figlio.

Iniziava, così, una disputa dottrinale all'interno del mondo cristiano destinata a durare molto a lungo nel tempo.

Alla metà del secolo XI, mentre a Roma saliva alla cattedra di Pietro il nuovo Papa Leone IX, a Costantinopoli era stato nominato Patriarca Michele Cerulario, un uomo politico più che un uomo di fede.

Va ricordato che mentre il Papa di Roma veniva eletto con il concorso di tante componenti, anche laiche, ma con la preminenza di quelle ecclesiastiche, il Patriarca di Costantinopoli veniva nominato direttamente dall'Imperatore, a cui doveva dar conto, la qual cosa poneva il capo della Chiesa in subordine rispetto all'Imperatore.

Michele Cerulario, sulla scorta della mai e mal digerita variazione del dogma sullo Spirito Santo, cominciò a contestare tutte le innovazioni che Leone IX stava introducendo nelle regole della Chiesa.

Tale atteggiamento nasceva non da esigenze teologico-dottrinarie, bensì dal fatto che la Chiesa di Roma si era appropriata dei possedimenti ravennati di Bisanzio, estromettendo, quindi, l'Impero d'Oriente dal controllo della penisola italiana e cancellando, di fatto, il primato che essa Chiesa d'Oriente deteneva sull'Occidente.

In buona sostanza Michele Cerulario intendeva sottomettere la Chiesa di Roma a quella di Costantinopoli. Per far ciò cominciò prima a contestare il celibato ecclesiastico, poi la tonsura della barba, quindi la celebrazione dell'Eucarestia con pane azzimo.

Papa Leone inviò, allora, a Costantinopoli dei suoi legati con l'incarico di convincere i fratelli d'oriente a rimuovere le contestazioni e ad accettare le nuove direttive che Egli, in qualità di Primate dei cinque patriarcati cristiani, aveva impartito. Pena la scomunica del Patriarca contenuta in una " bolla " già in possesso dei legati.

Michele Cerulario non accolse l'invito del Papa e subì la scomunica, a seguito della quale emanò, a sua volta, una scomunica verso i fratelli cristiani d'Occidente. Queste scomuniche incrociate determinarono lo scisma tra le due Chiese, tutt'ora in essere. Da allora in poi, la Chiesa cristiana di Roma si definì " cattolica ", cioè universale; quella di Costantinopoli si definì " ortodossa ", cioè fedele al dogma (quello di Nicea del 325).

Papa Leone morì proprio mentre si incrociavano le due scomuniche, per cui, pur avendo provocato, di fatto, lo scisma, non poté assistere alle conseguenze della sua scomunica.