PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

Home

Come raggiungerci Contatti Mail: venite.adoriamo@gmail.com
Venite adoriamo
La Parrocchia
L'adorazione
A tu per Tu
Le nostre preghiere
Testimonianze
Tabella adoratori
Regole e norme
Diventare adoratore
Archivio eventi

Adoriamo il Signore

Miracoli eucaristici
Preghiere di adorazione
Scritti sull'adorazione
Salmi di adorazione
Meditazioni
Luoghi di spiritualità
Canti
Adorazione on line

 

Storia del Pontificato

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Innocenzo VIII

 

Fonte: Wikipedia

Innocenzo VIII, nato Giovanni Battista Cybo (Genova, 1432 - Roma, 25 luglio 1492), fu Papa dal 1484 alla sua morte.

Nacque a Genova, figlio di un uomo di rango senatoriale. Spese i primi anni alla corte napoletana, successivamente si spostò a Padova e a Roma per la sua educazione. In quest'ultima città, l'influenza delle sue amicizie gli fece ottenere diversi incarichi, da Paolo II il vescovato di Savona, e nel 1473, con l'appoggio di Giuliano della Rovere, venne nominato cardinale da Sisto IV, cui successe il 29 agosto 1484.

Poco dopo la sua elezione a pontefice, indirizzò un vano richiamo alla difesa della cristianità, affinché si attuasse una nuova Crociata contro gli infedeli; la qualità del suo zelo può essere in qualche modo valutata dal fatto che nel 1489, in cambio di una somma annuale di 40.000 ducati e del dono della punta di lancia che aveva trafitto il costato del Salvatore, acconsentì a favorire il sultano Bajazet II, detenendo il suo fratello fuggitivo in stretto confino nel Vaticano. Nel 1486, Enrico VII d'Inghilterra venne da lui dichiarato detentore di diritto della corona inglese per diritto di conquista, ereditarietà e scelta popolare.

Innocenzo, nella sua bolla papale Summis desiderantes (5 dicembre 1484) istigò misure molto severe nei confronti di maghi e streghe in Germania; i principi da lui enunciati vennero in seguito incorporati nel Malleus Maleficarum (1487). Egli fu anche colui che nel 1487 nominò Tomás de Torquemada come grande inquisitore di Spagna -- fu un grande sostenitore dell'Inquisizione spagnola; premette inoltre per una crociata contro i Valdesi, offrendo l'indulgenza plenaria a tutti coloro i quali vi si fossero impegnati. Nel 1486, proibì, con la minaccia di severe censure ecclesiastiche, la lettura delle novecento proposizioni di Pico della Mirandola.

Un evento importante del suo pontificato fu la caduta di Granada, nel gennaio 1492, che venne celebrata in Vaticano con grandi festeggiamenti e fece guadagnare al re di Spagna l'epiteto di "Maestà Cattolica". Innocenzo morì il 25 luglio 1492, lasciando dietro di sé numerosi figli (Octo Nocens pueros genuit, totidemque puellas; Hunc merito poterit dicere Roma patrem - "Otto figli malvagi nacquero, e altrettante figlie, così quest'uomo può intitolarsi ad essere chiamato il Padre di Roma"), nei confronti dei quali il nepotismo fu tanto eccessivo quanto senza vergogna. A tale riguardo ecco come Jacob Burckhardt nel suo capolavoro La civiltà del Rinascimento in Italia descrive il comportamento del Papa e del di lui figlio Franceschetto Cibo:

[...] Innocenzo VIII e suo figlio eressero addirittura una banca di grazie temporali, nella quale, dietro il pagamento di tasse alquanto elevate, poteva ottenersi l'impunità per qualsiasi assassinio o delitto: di ogni ammenda cento cinquanta ducati ricadevano alla Camera papale, il di più a Franceschetto. E così Roma, negli ultimi anni specialmente di questo pontificato, formicolava da ogni parte d'assassini protetti e non protetti: le fazioni, la cui repressione era stata la prima opera di Sisto, rifiorirono in pieno rigoglio; ma il Papa, chiuso e ben custodito nel Vaticano, non si preoccupava d'altro, che di porre qua e là qualche agguato, per farvi cader dentro malfattori che avessero mezzi di ben pagare. Per Franceschetto poi, non era che un solo problema fondamentale: questione principale sapere come avrebbe potuto svignarsela con quanti più tesori poteva, nel caso che il Papa venisse a morire. Egli si tradì una volta nell'occasione che di questa morte, ormai aspettata, corse una falsa notizia (1490); addirittura egli voleva portare con sé tutto il danaro esistente nelle casse — il tesoro della chiesa — e quando quelli stessi che lo circondavano, glielo impedirono, volle almeno che lo seguisse il principe turco Zizim; che egli riguardava come un capitale vivente da potersi eventualmente offrire a patti vantaggiosissimi

Il successore di Innocenzo VIII fu Alessandro VI.