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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Innocenzo I

Fonte: Wikipedia

Innocenzo I, fu Papa dal 402 al 417. Fu, secondo il suo biografo nel Liber Pontificalis, il figlio di un uomo chiamato Innocenzo di Albano. Secondo il suo contemporaneo Girolamo, suo padre era Papa Anastasio I, cui venne chiamato a succedere per voce unanime del clero e dei laici (sarebbe nato prima dell'entrata del padre nel clero, per non dire nel papato).

Fu durante il suo papato che avvenne l'assedio di Roma da parte di Alarico e dei Visigoti (408), quando, secondo un dubbio aneddoto di Zosimo, i danni di peste e carestia erano così tremendi, e l'aiuto divino sembrava così distante, che venne concessa l'autorizzazione papale a eseguire preghiere e sacrifici alle divinità pagane. Il Papa comunque, era assente dalla città, in missione preso l'imperatore Onorio a Ravenna, all'epoca del sacco, nel 410.

Innocenzo non perse alcuna opportunità di mantenere ed estendere l'autorità della sede romana come ultimo luogo in cui appianare tutte le dispute; e le sue ancora esistenti comunicazioni con Vittrizio di Rouen, Esuperio di Tolosa, Alessandro di Antioco e altri, così come le sue azioni sull'appello presentatogli da Giovanni Crisostomo contro Teofilo di Alessandria, mostrano che tali opportunità furono numerose e varie. Innocenzo prese una posizione decisa sulla controversia Pelagiana, confermando le decisioni del sinodo della provincia dell'Africa proconsolare, tenuto a Cartagine nel 416, che gli erano state inviate. Inoltre scrisse nello stesso anno, in senso simile, ai padri del Sinodo di Mileve che, Agostino era tra questi, gli si erano rivolti.

Tra le sue lettere, una indirizzata a Girolamo, e un'altra a Giovanni, vescovo di Gerusalemme, riguradavano le noie cui il primo era stato sottoposto dai Pelagiani a Betlemme. Innocenzo morì il 12 marzo 417, e nella Chiesa Cattolica viene commemorato come confessore assieme ai Santi Nazario, Celso, e Vittorio, maritri, il 28 luglio. Suo successore fu Cosimo.

 

Fonte: Santi e beati

Il liber pontificalis stabilisce le sue origini in Albano laziale. Figlio di Anastasio, fu consacrato pontefice il 22 dicembre del 401. La sua prima attività consacrale fu stigmatizzata dagli eventi determinati dalla figura di San Giovanni Crisostomo, il quale attraverso i suoi oracoli e le sue predizioni riuscì a condizionare le funzioni clericali della chiesa romana, mettendosi però in contrapposizione con l' "amalgama temporale" preteso dall' imperatrice Eudossia. La persecuzione di San Giovanni Crisostomo , vescovo di Costantinopoli, da parte dell'imperatrice (appoggiata dal vescovo di Alessandria) rimase un fatto a se stante. Il pontefice, preso atto delle difficoltà del vescovo di Costantinopoli riuscì ad emettere una semplice condanna nei confronti dei suoi persecutori.

Nel frattempo Roma fu messa a ferro e fuoco da parte dei goti di Alarico. Correva l'anno domini 410. I suoi interventi dottrinali riguardarono la liturgia sacramentale, la penitenza, l'unzione degli infermi, il battesimo e la indissolubilità del matrimonio, chiaramente ribadita anche nei casi di adulterio. Durante il suo pontificato si diffuse l'eresia di Pelagio, condannata nel 416 dai concili di Milevi e di Cartagine su iniziativa di S. Agostino e con l'approvazione di Innocenzo I. La sollecitudine del papa non si rivolgeva soltanto alla difesa della dottrina tradizionale della Chiesa: con tatto umanissimo egli sapeva confortare e lenire sofferenze. Innocenzo I morì dopo 16 anni di regno pontificale. Il 12 marzo 417 le sue spoglie furono sepolte nel cimitero "ad ursum pileatum", sulla via di Porto dove già giacevano le spoglie del padre Anastasio I.