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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Gregorio XVI

 

Fonte: Wikipedia

Cappellari nacque a Belluno il 18 settembre 1765, e in giovane età entrò nell'ordine dei Camaldolesi, tra i quali si distinse rapidamente per i suoi conseguimenti teologici e linguistici. Il suo primo contatto con il grosso del pubblico avvenne nel 1799, quando pubblicò un lavoro controverso contro i gianseniti italiani, intitolato II Trionfo della Santa Sede.

Nel 1800 divenne membro dell'Accademia della Religione Cattolica, fondata da Papa Pio VII, alla quale contribuì con diverse memorie su questioni teologiche e filosofiche, mentre nel 1805 venne nominato abate di San Gregorio, sul colle Celio.

Quando Pio VII venne portato via da Roma nel 1809, Cappellari si ritirò a Murano, vicino a Venezia, e nel 1814, con alcuni membri del suo ordine, si mosse a Padova; ma poco dopo la restaurazione del Papa venne richiamato a Roma, dove ricevette in successione le nomine a vicario generale dei Camaldolesi, consigliere dell'Inquisizione, prefetto della Propaganda, ed esaminatore dei Vescovi.

Il 21 marzo 1825 fu creato cardinale da Papa Leone XII, e, poco dopo, gli venne affidata l'importante missione di regolare un concordato riguardante gli interessi dei Cattolici del Belgio e dei Protestanti dei Paesi Bassi.

Il pontificato

Il 2 febbraio 1831, dopo ben sessantaquattro giorni di conclave, fu inaspettatamente scelto come successore di Papa Pio VIII sul soglio pontificio.

La rivoluzione del 1830 aveva appena inflitto un duro colpo al partito ecclesiastico in Francia, e praticamente il primo atto del nuovo governo fu di prendere Ancona, gettando così tutta l'Italia, ed in particolare lo Stato Pontificio, in uno stato di eccitazione che sembrava richiedere forti misure repressive. Nel corso della lotta che ne conseguì fu più di una volta necessario chiedere l'aiuto delle baionette austriache. I reazionari al potere rimandarono continuamente le loro promesse di riforma, riuscendo a far infuriare persino Metternich; ne la sostituzione di Bernetti con Lambruschini nel 1836 migliorò le cose, in quanto il nuovo cardinale segretario di stato ebbe da dire anche sulle ferrovie e l'illuminazione a gas, e fu liberale principalmente nell'uso delle spie e della prigione.

Le imbarazzanti condizioni finanziarie in cui Gregorio lasciò gli Stati della Chiesa, rende dubbio quanto le sue spese sontuose in lavori architettonici e di ingegneria, e il suo munifico patronaggio dell'educazione nelle mani di Mai, Mezzofanti, Gaetano, Moroni e altri, furono di reale beneficio per i suoi sudditi.

Gli anni del suo pontificato furono segnati dal rapido svilupparsi e diffondersi di quelle idee ultramontane che vennero in fine formulate, sotto la presidenza del suo successore, Papa Pio IX, dal Concilio Vaticano Primo.

Gregorio XVI morì il 1 giugno 1846.