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Storia del Pontificato

 

 

Storia del Pontificato

Papa Giovanni Paolo I

 

Fonte: Wikipedia

Giovanni Paolo I, nato Albino Luciani (Canale d'Agordo, 17 ottobre 1912 - Città del Vaticano, 28 settembre 1978) (anche noto come Papa Luciani), fu il 263° Papa della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e successe il 26 agosto 1978 a Papa Paolo VI. Il suo pontificato fu tra i più brevi della storia: la morte avvenne dopo soli 33 giorni dalla sua elezione al soglio di Pietro. Viene ricordato come "il papa del sorriso".

Nato da Giovanni Luciani e Bortola Tancon, ebbe una sorella di nome Nina e un fratello Edoardo. Fu ordinato sacerdote il 7 luglio 1935 a Belluno, fu cooperatore a Canale d'Agordo (1935) e ad Agordo (1935 - 1937). Operò presso il seminario gregoriano di Belluno dove fu insegnante (1937 - 1958) e vice direttore (1937 - 1947). Nella diocesi di Belluno ricoprì l'incarico di vice cancelliere vescovile (1947 - 1948), di pro vicario generale (1948 - 1954) ed infine di vicario generale (1954 - 1958). Venne nominato Vescovo di Vittorio Veneto nel 1958 da Papa Giovanni XXIII e vi rimase fino al 1969 quando Papa Paolo VI lo volle Patriarca di Venezia.

Nel 1972 durante la sua visita a Venezia Paolo VI mise la sua stola papale sulle spalle del Patriarca Luciani (l'episodio, assai significativo considerati gli eventi successivi , è poco conosciuto perchè non ripreso dalle telecamere, che avevano già chiuso il collegamento con piazza San Marco). Nel 1973 Albino Luciani venne creato Cardinale dallo stesso Paolo VI nel concistoro che si tenne il 5 marzo di quell'anno. Il cardinale Luciani lasciò Venezia il 26 agosto 1978 per il conclave dal quale sarebbe uscito Papa.

L'elezione

La sua elezione sarebbe stata frutto di una mediazione tra diverse posizioni, tra le quali quelle più conservative della Curia, che supportavano l'Arcivescovo di Genova Cardinale Giuseppe Siri, e la parte sostenitrice delle riforme del Concilio Vaticano Secondo, che supportavano l'Arcivescovo di Firenze Cardinale Giovanni Benelli. L'altra candidatura in campo era quella del Cardinale Karol Wojtyla, poi Papa Giovanni Paolo II, presentata da parte di quei Cardinali che auspicavano un'apertura internazionalista del Vaticano.

Ad ogni modo, il conclave fu rapidissimo e si concluse dopo solo quattro votazioni avvenute nella stessa giornata: il 26 agosto 1978 fu eletto quale 263° successore di San Pietro e il suo ministero ufficiale iniziò il 3 settembre successivo con una Messa celebrata nella Piazza antistante la Basilica. Si disse che avesse ricevuto 101 voti tra i 111 cardinali, il quorum più alto nei conclavi del Novecento.

Si disse che Luciani fu eletto più per "ciò che non era" che per "ciò che era": non era un professionista della Curia che avrebbe potuto assumere un comando autocratico accentrato, non era un altero intellettuale potenzialmente capace di mettere in difficoltà i porporati, non era nemmeno uno straniero, ciò che per i cardinali italiani era un indubbio valore di continuità.

Luciani scelse un doppio nome papale per la prima volta nella storia dei papi, in ossequio ai due papi che lo avevano preceduto (Papa Giovanni XXIII, che lo aveva nominato vescovo, e Papa Paolo VI, che lo aveva nominato cardinale).

Il suo successore avrebbe poi scelto di riprendere questo nome chiamandosi Giovanni Paolo II. Il regno sulla cattedra di Pietro fu per papa Luciani brevissimo, durò appena 33 giorni. Ciò malgrado, non mancarono episodi importanti e passaggi fondamentali della storia del papato. Fu, innanzitutto, il primo papa ad abbandonare il plurale maiestatis, rivolgendosi in prima persona al pubblico (anche se zelanti custodi della formalità prontamente riconvertivano i suoi discorsi per la pubblicazione su L'Osservatore Romano e su altri documenti).

Fu il primo papa a parlare di sé in termini umani: tenendo da un canto i consolidati effetti del dogma che vuole il papa "Vicario di Cristo in terra", non ebbe remore nel presentarsi con il complesso della sua personalità, ammettendo per esempio che diventò completamente rosso dalla vergogna quando Paolo VI, nella visita effettuata a Venezia quando era Patriarca, al termine della celebrazione eucaristica si tolse la stola davanti a ventimila fedeli e la mise sulle spalle di Luciani. E fu il primo ad ammettere la paura che lo colse quando si rese conto di essere stato eletto papa: "Tempesta magna est super me". Così come non altri prima, aveva ripetutamente espresso una sensazione di inadeguatezza al ruolo, che forse non era solo vezzo d'umiltà.

Rifiutò l'incoronazione e la tiara. E fu anche il primo papa a rifiutare la sedia gestatoria (poi però reimpostagli, per esigenze pratiche, dato che la gente, durante le udienze generali, non riusciva a vederlo, nonchè per la sua tipica camminata, di stile davvero poco formale). Rifiutò anche il trono al momento della Messa detta "intronazione".

In teologia era considerato un conservatore, pubblico difensore della Humanae vitae, che si apprestava a ratificare con una sua enciclica che però mai vide la luce. Una certa morbidezza nei confronti della questione degli anticoncezionali e della contraccezione, anzi una qualche apertura per l'argomento dopo un convegno delle Nazioni Unite sul tema della sovrappopolazione, furono oggetto nientemeno che di una censura da parte dell'Osservatore Romano, che non pubblicò i commenti papali.

Ideò una sorta di "decima al contrario": la devoluzione di una quota pari all'1% degli introiti delle chiese, in favore delle chiese dei paesi disagiati e poveri.

Morì il 28 settembre 1978 stroncato da un infarto mentre si trovava nei suoi appartamenti; è sepolto nelle Grotte vaticane.

Ipotesi sulla morte

L'inaspettata morte di papa Luciani, provocata da un infarto del miocardio secondo le fonti ufficiali, è stata oggetto di speculazioni giornalistiche, e fu anche avanzato il sospetto di un ipotetico delitto politico.

Ufficialmente la causa naturale della morte fu ribadita in privato dal cardinal Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova: la salute del pontefice, che al tempo dell'elezione aveva solo 66 anni, fu sottovalutata dai cardinali in conclave. Alcuni ritengono che il fattore della salute del Papa abbia influenzato i cardinali, che al successivo conclave elessero papa Wojtyla, un papa tra i più giovani della storia recente. Va considerato che vi sono malori che possono sopraggiungere improvvisamente anche ad una persona sana, quale un'embolia polmonare oppure un infarto. Al papa, di ritorno da un viaggio in aereo, era stato riscontrato un mese prima un embolo ad un occhio e nella sua famiglia alcuni parenti con una situazione medica normale erano deceduti improvvisamente, segno di una possibile predisposizione genetica.

Nel periodo immediatamente successivo alla morte venne chiesto invano da una parte della stampa di effettuare l'autopsia sul corpo del papa.

È stato detto che, pochi giorni prima di morire, il papa avrebbe convocato i principali responsabili delle finanze vaticane per verificare come venivano gestiti gli ingenti fondi del tesoro vaticano, ma che non fece a tempo ad approfondire l'argomento. Fin dai primi giorni del pontificato il papa espresse la necessità di un ritorno alla povertà evangelica e di una revisione della finanza vaticana, in quegli anni affidata all'arcivescovo Paul Marcinkus. Su questa base il giornalista statunitense David Yallop espose nel suo libro-best seller In nome di Dio la tesi secondo la quale la morte sarebbe da attribuirsi ad avvelenamento, probabilmente per un veleno che abbia agito a livello cardiaco.