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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Gelasio II

 

Fonte: Wikipedia

Gelasio II, nato Giovanni dei Caetani d'Aragona (Gaeta, ca. 1060 - Cluny, 29 gennaio 1119), fu Papa dal 1118 alla sua morte.

Nacque a Gaeta da una famiglia illustre, i Caetani d'Aragona, tra il 1060 e il 1064. Antenato dei Conti di Castelmola, figlio del duca di Fondi Crescenzio, biografo della vita di Sant'Erasmo, divenne monaco benedettino di Montecassino, dove fu cancelliere e bibliotecario. Venne portato a Roma da Papa Urbano II e fu fatto cancelliere e cardinale-diacono di Santa Maria in Cosmedin da papa Gregorio VII nel 1082.

Fu il primo papa ad essere eletto "cum clave" (sotto chiave), ossia in un luogo segreto e chiuso al pubblico, in un monastero romano sul Palatino.

Poco dopo la sua elezione unanime come successore di Papa Pasquale II, i suoi avversari (favorevoli alle tesi dell'Impero che intendeva porre sotto il proprio controllo le gerarchie ecclesiastiche presenti nei suoi territori) irruppero nel monastero, lo trascinarono fuori con la forza e lo imprigionarono. Cencio Frangipani, un partigiano dell'imperatore Enrico V, dopo aver duramente percosso il Papa con pugni e calci, lo fece incatenare in una torre, da dove il Pontefice venne però subito liberato da una sollevazione popolare dei Romani.

L'imperatore Enrico V, accorso a Roma, scacciò Gelasio II in marzo, e, dichiarando nulla la sua elezione, insediò al suo posto Burdino, arcivescovo di Braga, come antipapa col nome di Gregorio VIII.

Gelasio II riuscì a fuggire e si diresse dapprima a Capua e poi a Gaeta che accolse trionfalmente il suo concittadino. Qui Gelasio II, presiedendo un sinodo di vescovi, scomunicò Enrico V e l'antipapa, e, sotto protezione dei Normanni, fu in grado di ritornare a Roma.

In giugno le intemperanze del partito imperialista, specialmente dei Frangipani, che attaccarono il Papa mentre celebrava messa nella Chiesa di Santa Prassede, spinsero Gelasio II ad andare ancora una volta in esilio, questa volta a Benevento. La persecuzione di Enrico V nei confronti di Gelasio II continuava, per cui sempre inseguito dagli sgherri di Enrico V fu aiutato a fuggire dal cardinale Ugo di Alatri che se lo caricò sulle spalle perché il papa era ormai vecchio e malandato.

Raggiunse per mare le città di Pisa e Genova, da dove proseguì per la Francia, e nel corso del viaggio consacrò personalmente la Cattedrale di Pisa (iniziata nel 1064) e la cattedrale di Genova. Arrivò a Marsiglia in ottobre. Venne ricevuto con grande entusiasmo ad Avignone, Montpellier, Valence e Vienne.

In quest'ultima cittadina francese tenne un sinodo nel gennaio 1119, e stava progettando di tenere un concilio generale per appianare la controversia sulle investiture quando morì malato a Cluny il 29 gennaio 1119 a causa di una pleurite e venne sepolto nell'omonima Abbazia.

La Chiesa lo festeggia come santo il 29 gennaio.