PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

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Storia del Pontificato

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Fabiano

Fonte: Wikipedia

San Fabiano (morto nel 250), Papa e martire, venne eletto Papa nel gennaio 236, come successore di Antero. Eusebio (Hist. Eccl. Vi. 29) narra di come i cristiani, che si erano riuniti a Roma per eleggere il nuovo vescovo (il Papa è anche Vescovo di Roma), videro una colomba comparire sulla testa di Fabiano, sconosciuto in città, che venne in questo modo contrassegnato per la sua dignità, e venne immediatamente proclamato vescovo, nonostante ci fossero altri personaggi noti tra i candidati alla posizione vacante. Fabiano venne martirizzato durante le persecuzioni compiute sotto l'imperatore Traiano Decio, la sua morte avvenne il 20 gennaio 250, e venne seppellito nella catacomba di Callisto, dove è stato ritrovato un memoriale.

Si dice che abbia battezzato l'Imperatore Filippo e suo figlio, che abbia fatto eseguire delle costruzioni nelle catacombe, che abbia migliorato l'organizzazione della chiesa a Roma, e che abbia incaricato dei funzionari per registrare le imprese dei martiri.

Secondo dei "tardi resoconti, più o meno affidabili" come citato nell'Enciclopedia Cattolica, egli inviò degli "Apostoli tra i Galli" per cristianizzare la Gallia, dopo che le persecuzioni dell'Imperatore Decio non erano riuscite a dissolvere le piccole comunità cristiane. Fabiano inviò sette vescovi da Roma per predicare il Vangelo: Gatiano a Tours, Trofimo ad Arles, Paolo a Narbonne, Saturnino a Tolousa, Denis a Parigi, Austromonio a Clermont, e Marziale a Limoges. Sembra comunque che Fabiano venne martirizzato a Roma all'inizio delle "persecuzioni deciane".

Le sue opere vengono descritte nel Liber Pontificalis:

Hic regiones dividit diaconibus et fecit vii subdiacones, qui vii notariis imminerent, Ut gestas martyrum integro fideliter colligerent, et multas fabricas per cymiteria fieri praecepit.

("Egli divise queste regioni in diaconati e istituì sette sottodiaconati che sette segretari supervisionavano, così che essi misero assieme le opere dei martiri, ed egli portò avanti molti lavori nei cimiteri.")

Anche se ci sono poche informazioni autentiche su Fabiano, questo è prova che il suo episcopato fu di grande importanza nella storia della chiesa degli inizi. Egli era altamente stimato da Cipriano, vescovo di Cartagine; Novaziano riferisce della sua nobilissimae memoriae, ed egli ebbe una corrispondenza con Origene. Una fonte ne parla come Flaviano.

 

Fonte: Santi e beati

L’hanno fatto Pontefice sebbene al momento fosse un semplice laico, di origine probabilmente non romana, anche se residente nell’Urbe. Succede a papa Antero, che ha governato la Chiesa per meno di due mesi; e ha la fortuna di vivere tempi tranquilli sotto gli imperatori Gordiano III (morto sui vent’anni) e Filippo, detto l’Arabo per le sue origini. Una parentesi pacifica, che vede anche feste solennissime per i mille anni della città di Roma, nel 248. Papa Fabiano tiene rapporti con i cristiani dell’Africa e dell’Oriente, e si dedica all’organizzazione ecclesiale nell’Urbe, dividendone il territorio in sette ripartizioni territoriali. Provvede inoltre a sistemare i cimiteri cristiani, e dà sepoltura a papa Ponziano, deportato in Sardegna ad metalla, cioè nelle miniere, e morto nel 235. Tutte opere da tempi di pace.

Nel 249, però, Filippo l’Arabo viene ucciso presso Verona dalle truppe del suo rivale Decio, che prende il potere con un programma di rafforzamento interno dell’Impero, contro i pericoli d’invasione ad opera dei barbari, che lo minacciano da tante parti. Per lui, rafforzamento vuol dire anche ritorno all’antica religione romana, per pure ragioni politiche. Si decreta perciò che tutti i sudditi dell’Impero romano dovranno proclamare solennemente e pubblicamente la loro adesione al paganesimo tradizionale, compiendo pubblicamente un atto di culto, che consiste essenzialmente nell’immolazione di qualche animale. Fatto questo, ognuno riceverà il libello, una sorta di certificato attestante la sua qualità di buon seguace degli antichi culti. Chi non sacrifica in questa forma pubblica, diventa un fuorilegge, un nemico dello Stato. In Roma, tre commissioni chiamano via via tutti i cittadini alla scelta, che per i pagani costituisce un gesto semplice e naturale, mentre per i cristiani immolare un animale agli dèi di Roma significa rinnegare l’unico Dio di Gesù Cristo, respingere la sua legge. Come sempre, c’è una varietà di comportamenti: alcuni cedono in pieno, per paura o per interesse, compiendo l’atto di culto. Altri cercano scappatoie di ogni genere per avere il libello senza prestare il culto richiesto. E ci sono i cristiani convinti, che dicono un risoluto no, respingendo a viso aperto l’imposizione e affrontando la morte.

Tra i primi a rifiutarsi di sacrificare agli dèi c’è papa Fabiano, che si spegne nel carcere Tullianum, ma non per morte violenta. Si ritiene, infatti, che l’abbiano lasciato morire di fame e di sfinimento in quella prigione. I cristiani lo hanno poi sepolto nel cimitero di San Callisto, lungo la Via Appia, onorandolo come martire, e l’iscrizione posta allora sul suo sepolcro è giunta fino a noi.