PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

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Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Damaso I

Fonte: Wikipedia

Damaso I fu Papa dal 366 al 383. Suo padre Antonio, fu probabilmente uno spagnolo; il nome della madre, Laurentia, non venne scoperto fino all'inizio del XXI secolo. Sembra che Damaso sia nato a Roma intorno al 305: è certo che vi crebbe, al servizio della chiesa del martire San Lorenzo. Nel 366, la morte di Liberio portò a una divisione interna alla chiesa locale. Una fazione appoggiava Ursino, mentre l'altra era schierata con Damaso. Damaso prevalse grazie al supporto del prefetto cittadino. 

Egli incoraggiò lo studioso altamente rispettato a revisionare nel latino contemporaneo (quindi in Vulgata, il linguaggio "volgare"), le versioni della Bibbia disponibili in latino antico. Damaso contribuì notevolmente anche all'arricchimento liturgico ed estetico delle chiese cittadine. Impiegò un calligrafo, un certo Dionisio Filocalo, per adornare di epigrammi i sepolcri dei martiri e dei vescovi romani.

Damaso fu il primo Vescovo di Roma (ovvero Papa) ad invocare il "testo petrino" (Matteo 16,18) in termini che cercavano di stabilire delle serie fondamenta teologiche e scritturali, sulle quali doveva basarsi il primato della Chiesa Romana. Da Damaso in poi, si nota un marcato aumento nel volume e nell'importanza delle pretese di autorità e di primato da parte dei vescovi romani.

Damaso parlò di Roma in termini di "Sede apostolica", così come aveva fatto il suo predecessore Liberio. Il suo regno è anche uno dei più importanti punti di riferimento nel progresso verso il Papato vero e proprio.

 

Fonte: Santi e beati

Damaso è un nome di origine greca, con una storia antichissima, perché lo troviamo già nell'omerica Iliade. Deriva da un verbo che voleva dire " domare ", ed è probabilmente forma abbreviata di un nome composto, come " domatore di cavalli " o simili. La familiarità del nome di Damaso è legata alla grande suggestione che da millenni, le Catacombe romane hanno esercitato sui cristiani. Perché Damaso, Papa del IV secolo e Santo della Chiesa, fu il più antico esploratore e archeologo delle catacombe romane.

Spagnolo d'origine, ma probabilmente nato a Roma, Damaso venne eletto Papa, non senza contrasti, nel 366. La pace costantiniana aveva consentito ai Cristiani di costruire liberamente chiese e grandi basiliche. Furono perciò abbandonati gli antichi e nascosti luoghi di culto che, vuotati dalle reliquie dei " Santi " sembravano destinati a cadere in rovina. Papa Damaso riportò la tradizione verso le Catacombe, facendo eseguire lavori dì consolidamento e di ampliamento. Egli impedì così gli effetti irreparabili del completo abbandono di quei sepolcreti sotterranei.

Via via che rintracciava e identificava le tombe dei Martiri, Papa Damaso, che era buon letterato le contrassegnava con epigrafi poetiche esaltanti le virtù di quegli antichi compagni di fede, noti o ignoti. Non si pensi però che il Papa se ne stesse quasi nascosto dentro le Catacombe, a comporre le sue elaborate e poetiche epigrafi. Al contrario, fu Pontefice degno del proprio tempo, e tenne alto il prestigio della Chiesa romana, in un'epoca ricca di personaggi altissimi, come Sant'Ambrogio di Milano, San Girolamo e Sant'Agostino.

La passione di archeologo era nutrita, in Damaso, da una profonda pietà, e la sua azione apostolica era guidata da un alto senso di responsabilità. Sotto di lui si consolidò l'autorità della Chiesa romana, e l'eresia ariana venne quasi a spegnersi. Davanti all'Imperatore, egli affermò sempre, con serena fermezza, l'" autorità della Sede Apostolica ", secondo l'espressione coniata proprio sotto di lui. Fu lui che ordinò a San Girolamo la traduzione latina e la revisione della Bibbia; fu lui che ottenne, a Roma, la separazione dello Stato dal Paganesimo. Seppe legare alla Sede Apostolica tutte le Chiese e ottenne dal potere civile il massimo rispetto.

Onorando la memoria dei Martiri, nelle Catacombe, egli affermava l'unicità e la continuità di quella Chiesa per la quale i testimoni della fede avevano versato il proprio sangue; ribadiva la sovranità dello spirituale sul temporale, esaltando non i grandi del mondo, ma i campioni di Cristo.

Nella cosiddetta Cripta dei Papi, da lui esplorata nelle Catacombe di San Callisto, egli scrisse, alla fine di una lunga iscrizione: " Qui io, Damaso, desidererei far seppellire i miei resti, ma temo di turbare le pie ceneri dei Santi ". Sì preparò infatti la sepoltura, con umiltà e discrezione, in un luogo solitario, lungo la Via Ardeatina.