PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Costantino

Fonte: Wikipedia

Costantino fu Papa dal 708 alla sua morte, avvenuta il 9 aprile 715. Era siriano di nascita e venne consacrato Papa il 25 marzo 708. Fu desideroso di asserire la supremazia della sede papale.

Dall'ottobre 710 all'ottobre 711 si recò a Costantinopoli, su richiesta dell'Imperatore Giustiniano II. L'Imperatore desiderava risolvere i disaccordi tra Chiesa d'occidente e Chiesa d'oriente, che erano sorti dal Concilio di Trullo del 692. I negoziati vennero condotti dal futuro Papa Gregorio II. Venne raggiunto un certo grado di compromesso, comunque, poco dopo il ritorno di Costantino a Roma, Giustiniano venne ucciso da soldati ammutinati, nel novembre 711. Il nuovo Imperatore, Filippico Bardane era un aderente al monotelismo e rigettò gli accordi del sesto concilio ecumenico, chiedendo il supporto di Costantino alla visione secondo la quale Cristo ebbe solo una volontà. Costantino rigetto questa tesi, e il nome dell'Imperatore venne escluso dai documenti ufficiali. Quando l'esarca (il rappresentante imperiale in Italia) tentò di rafforzare la presenza imperiale si ebbero degli scontri, ma Costantino fu in grado di riportare la situazione alla calma. Filippico venne rovesciato nel 713 e il suo succesore, Anastasio II comunicò al Papa il suo appoggio al sesto concilio ecumenico.

 

Fonte: Cronologia

Dopo pochi giorni dalla morte del suo predecessore, salì alla cattedra di San Pietro un altro vescovo nativo della Suria (Siria), consacrato il 25 marzo del 708, nel mentre infuriavano le vendette dell'imperatore Giustiniano II, rivolte in particolar modo alle terre dell'esarcato ravennate. Ravenna non fu messa a ferro e fuoco solamente dall'esercito di stanza a nord ma anche dall'esercito imbarcato sulla flotta di stanza in Sicilia e capitanato dal patrizio Teodoro.
Le esecuzioni di massa si riconobbero in nomi illustri quali l'arcivescovo Felice, accecato ed esiliato nel Ponto ed il generale Giovannicio che ormai fedele a Roma e capo della resistenza antimperiale finì per essere murato vivo.

Papa Costantino, al fine di far cessare ulteriori lutti alla cristianità accettò alla fine la convocazione a Costantinopoli, da parte di Giustiniano II, onde redimere le controversie su alcuni capitolati del concilio "Quisextum".
Il papa fu preso in consegna dalla flotta imperiale di stanza a Porto sul Tevere ( Portus Urbis Romae - a pochi Km a sud della città ed ideato dall'imperatore Claudio) che partì il 5 ottobre del 710. Non appena fatto partire il pontefice, l'esarca Rizocopo ( nda: si erano aggiunti i territori campani, in sostituzione di quelli venetici) ebbe mano libera alle scorribande fino ad arrivare a Roma dove si comportò da tiranno.

Costantino arrivato a Bisanzio l'anno successivo, fu accolto da un imperatore "proskyenis" (prostrato, supplicante e genuflesso), ma i risultati non furono concreti: ognuno rimase sulle proprie posizioni. Il pontefice potè far ritorno a Roma il 24 ottobre del 711. Ritrovò una città devastata e saccheggiata dopo il passaggio di Rizocopo che nel frattempo aveva diretto l'esercito su Ravenna dove però trovò la morte a seguito della forte resistenza dei seguaci di Giorgio, figlio di Giovannicio.

Quasi contemporaneamente trovò la morte anche Giustiniano II per mano dei sicari dell'armeno Filippico Bardane, il quale non appena insediatosi inviò una flotta di rinforzo contro Ravenna che cadde nuovamente in mano Bizantina. Il neo imperatore dimostrò fin da subito la sua fede "monotelistica" che provocò l'altrettanta repentina chiusura di Roma.
Costantino infatti vietò il nuovo conio con la doppia effige sulle monete di zecca romana e abolì la processione a favore dell'intercessione imperiale.

La diatriba sfociò in guerriglia aperta: da un lato il dux Cristoforo a difedere il "regno" pontificale di Roma, dall'altra il dux Pietro ordinato da Filippico Bardane. La lotta avviluppò tutta l'urbe con decine di vittime e cessò solamente alla processione guidata dallo stesso papa Costantino per le vie di Roma, accompagnata da stendardi ed immagini sacre. La contrapposizione papale, ovvero il diniego al riconoscimento dell'imperatore provocò sicuramente una rivoluzione non indifferente, considerato che solamente qualche decennio prima accadeva esattamente il contrario.

Nel giugno del 713, Filippico Bardane fu spodestato da un suo ministro che si autonominò imperatore con il nome di Anastasio II e che aderì completamente ai dettami del concilio "Quisexstum". Costantino morì il 19 aprile del 715 e fu sepolto a San Pietro.