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Adorazione Eucaristica Perpetua
Alcamo
"Ma
è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerca
tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono
adorarlo in spirito e verità (Gv
4, 8-24)
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l'A.E.P.
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ADORAZIONE EUCARISTICA PERPETUA
Un progetto per rigenerare le parrocchie
(N.B. Le note di seguito riportate sono tratte dal modello
generale per dare una panoramica di cosa sia l'Adorazione
Eucaristica Perpetua, quindi non applicate integralmente
per l'esperienza di Alcamo essendo in fase di realizzazione e
sviluppo)
1. COSA E’ L’ADORAZIONE
2. CHI PUO' ADORARE
3. COME SI ADORA
4. DOVE SI ADORA
5. QUANDO SI ADORA
6. 10 RAGIONI PER ADORARE
7. PERCHÉ ADORAZIONE PERPETUA
8. GLI ONERI PER IL PASTORE
9. COME INIZIARE L’ADORAZIONE
PERPETUA
10. ORGANIZZAZIONE DELL'ADORAZIONE
PERPETUA
11. LA GRANDE MISSIONE
DELL’ADORATORE
12. IL LUOGO DELL’ADORAZIONE
13. NOTA IMPORTANTE
1. COSA E’
L’ADORAZIONE
È l’atto più alto di una
creatura umana nei confronti del suo Creatore, mettersi ai
suoi piedi in atteggiamento di filiale ascolto e di lode,
reverenza e accoglienza di tutto quanto proviene da Lui, nella
consapevolezza che solo Lui basta e solo Lui conta. Chi adora
pone al centro della sua attenzione e del suo cuore il Dio
altissimo e creatore e Salvatore di tutto l’universo.
L’adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera
davanti al Sacramento dell’Eucaristia esposto solennemente. Si
può pregare in vari modi, ma il modo migliore è una preghiera
di silenziosa meditazione, sul mistero dell’Amore con cui Gesù
ci ha amato, tanto da dare la sua vita ed il suo Sangue per
noi. Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare
gli altri… Adorare è entrare nell’esperienza del Paradiso, per
essere più concreti nella storia. “Gesù se ne andò sulla
montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu
giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici”. Lc
6:12-13
2. CHI PUÒ
ADORARE
Chiunque è disposto a fare
silenzio dentro ed intorno a sé, a qualunque età, nazione,
lingua e categoria appartenga. Chi vuole trovare un tempo da
dare a Dio per stare con lui per il proprio bene e per il bene
di tutta l’umanità che, in chi adora è rappresentata. “Il
Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità”. Gv
4:24
3. COME SI
ADORA
Si adora sforzandosi di fare
silenzio dentro ed intorno a sé, per permettere a Dio di
comunicare col nostro cuore ed al nostro cuore di comunicare
con Dio. Si fissa lo sguardo verso l’Eucaristia, che è il
segno vivo dell’amore che Gesù ha per noi, si medita sul
mistero della sofferenza, della morte e della risurrezione di
Gesù, che nell’Eucaristia ci dona la sua presenza reale e
sostanziale. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla
fine del mondo”. Mt 28:20
4. DOVE SI
ADORA
In una cappella creata apposta,
in una parte della chiesa dove c’è un luogo raccolto e
silenzioso in cui è esposto il Sacramento dell’Eucaristia e
dove anche altri sono riuniti per pregare individualmente, o
come comunità. Se in chiesa manca un tale spazio, si può
individuare una stanza od un locale, con facile accesso
dall’esterno, con attigui servizi igienici. In tal modo si
crea un’oasi di pace e di preghiera che ci da la gioia del
Paradiso. “Venite, prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al
Signore che ci ha creati”. Sal 94:6
5. QUANDO
SI ADORA
In ogni momento del giorno, o
della notte; nella gioia più profonda, o nel dolore più acuto.
Con la pace nel cuore, o nel colmo dell’angoscia. All’inizio
della vita, o alla fine. Quando si hanno energie e quando non ce la facciamo più; in piena
salute, o nella malattia. Quando il nostro spirito trabocca
d’amore, o nel colmo dell’aridità. Prima di decisioni
importanti, o per ringraziare Dio di averle prese. Quando
siamo forti, o quando siamo deboli. Nella fedeltà, o nel
peccato. “Pregate inoltre incessantemente, con ogni sorta di
preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo
scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti”… Ef 6:18
6. DIECI
RAGIONI PER ADORARE
-
Perché solo Dio è degno di
ricevere tutta la nostra lode e la nostra adorazione per
sempre.
-
Per dire grazie a Dio per
tutto ciò che ci ha donato da prima che esistessimo.
-
Per entrare nel segreto
dell’amore di Dio, che ci si svela quando siamo davanti a
lui.
-
Per intercedere per tutta
l’umanità.
-
Per trovare riposo e lasciarci
ristorare da Dio.
-
Per chiedere perdono per i
nostri peccati e per quelli del mondo intero.
-
Per pregare per la pace e la
giustizia nel mondo e l’unità tra tutti i Cristiani.
-
Per chiedere il dono dello
Spirito Santo per annunciare il Vangelo in tutte le nazioni.
-
Per pregare per i nostri
nemici e per avere la forza di perdonarli.
-
Per guarire da ogni nostra
malattia, fisica e spirituale e avere la forza per resistere
al male.
7.
PERCHÉ ADORAZIONE PERPETUA
Molti dicono che non c’è bisogno
di fare adorazione perpetua. In cielo le schiere degli Angeli
e dei Santi, uniti in eterna esultanza cantano ad una sola
voce la santità di Dio (dalle prefazioni delle preghiere
liturgiche). Gli prestano servizio giorno e notte (dal Libro
dell’Apocalisse). Pertanto l’Adorazione in Cielo è Perpetua e
quindi, se vogliamo entrare nella dimensione dell’Eternità ed
esperimentare già da ora il nostro destino finale, le nostre
comunità cristiane devono diventare vere scuole di preghiera (NMI
33) e permettere ai fedeli di vivere questa, che è la
dimensione più vera dell’esistere.
Per quale motivo infatti le
chiese dovrebbero essere chiuse: forse che il nostro Dio si
riposa? Ci sono forse momenti in cui nessuno ha bisogno
dell’aiuto e del conforto di Dio? Ci sono forse tempi in cui
il male cessa di operare? Ci sono forse momenti in cui nessuno
lavora? Ormai la nostra vita ha sempre di più ritmi incessanti
di azione, di giorno e di notte, similmente bisogna che ci
siano spazi di altrettanto incessante preghiera. Basta solo
organizzarsi e riprendere possesso di quegli spazi, che
altrimenti vengono immancabilmente conquistati dal male!
8.
GLI ONERI PER IL PASTORE
Nella mente del Pastore di una
comunità, abituato a portare il peso di chi difficilmente si
lascia coinvolgere in iniziative, nascono subito
interrogativi: sarà problematico portare avanti la struttura,
assicurare le aperture notturne e diurne, se manca qualcuno
cosa succede… come combinare l’adorazione con la vita
pastorale della Parrocchia… se i laici si stancano… e mille
altri dubbi e incertezze. In realtà la struttura è organizzata
in modo tale, che il peso portato da ognuno è minimo ed il
tutto è condiviso dai laici, il parroco deve solo incoraggiare
il culto all’Eucaristia, fidandosi di Dio e stupendosi nel
constatare le meraviglie che egli opererà nei suoi
parrocchiani, della crescita che avverrà in loro e degli
immensi frutti che ne nasceranno, per il proprio ministero
sacerdotale e per il popolo di Dio assetato di spiritualità.
La preoccupazione per la
sicurezza contro il furto ed altri incidenti, è dimostrata
fuori di luogo, sull’esperienza di chi ha iniziato
l’adorazione perpetua: gli adoratori sono il miglior antifurto
vivente per le strutture chiuse ed isolate, che invece si
riempiono di vita di giorno e di notte!
9. COME
INIZIARE L’ADORAZIONE PERPETUA
È necessario che il parroco (o
rettore della chiesa) sia d’accordo e desideroso avere
l’Adorazione Eucaristica Perpetua (AEP) nella sua
parrocchia/chiesa, anche se non dovrà preoccuparsi di
organizzarla, o portarne il peso diretto, perché in ciò
saranno coinvolti direttamente i laici, della sua comunità e
non, che aderiranno alla proposta. La struttura è dinamica,
coinvolge il laicato nella sua ministerialità, che il Concilio
ci presenta con molta chiarezza, lo responsabilizza e lo forma
a prendere piena coscienza della sua chiamata, lo mette in un
rapporto diretto con il Signore. È sorprendente vedere quanto
il popolo di Dio sia assetato di Lui e pienamente disponibile
ad offrire il suo impegno per onorarlo ed adorarlo.
10. UNA
STRUTTURA FONDATA BIBLICAMENTE
Nel libro dell’Apocalisse, nel
capitolo 4 si descrive la struttura cui si fa riferimento. I
quattro esseri viventi ed i ventiquattro vegliardi,
costituiscono l’ossatura portante dell’Adorazione Perpetua
Celeste, i 4 Responsabili di Fascia Oraria ed i 24
Coordinatori di Ora sostengono l’Adorazione Eucaristica
Perpetua. I responsabili di fascia oraria (RFO) hanno il
compito iniziale di organizzare lo schema dell’adorazione,
telefonando a quanti hanno dato la loro adesione e
suddividendoli nelle quattro fasce orarie giornaliere: della
notte (dalle 0 alle 6), mattino (dalle 6 alle 12), pomeriggio
(dalle 12 alle 18), sera (dalle 18 alle 24). Successivamente,
quando è iniziata l’Adorazione, i RFO hanno compito di
supervisione dei sei Coordinatori di Ora della loro fascia
oraria.
Tra il numero di quanti hanno
aderito alla AEP si individuano 24 volontari, come
Coordinatori di Ora (CO), i quali hanno un incarico di
supervisione dei sette giorni della settimana, dell’ora nella
quale fanno adorazione. Ciò significa che per le prime cinque
volte (cinque settimane), nell’ora di cui sono coordinatori,
ricorderanno telefonicamente ad ogni adoratore il proprio
turno di adorazione. Successivamente riceveranno le telefonate
di quegli adoratori che avranno bisogno di una sostituzione e
non siano capaci di reperirla tra i loro conoscenti.
11.
DISTRIBUZIONE DEI MODULI DI ADESIONE
Durante le celebrazioni, i
missionari fanno l’annuncio che descrive ai fedeli il valore e
l’importanza dell’AEP e invitano, chi sente nel suo cuore la
chiamata del Signore all’Adorazione Eucaristica, ad
impegnarsi, consegnando il modulo stesso, indicando il proprio
nome, cognome e telefono (per fini organizzativi) nonché il
giorno della settimana e l’ora nella quale intenda impegnarsi.
Infine chi voglia aiutare anche l’organizzazione pratica (come
CO) lo può fare barrando la casella in fondo alla scheda di
adesione.
Dopo la Comunione, nel momento
del ringraziamento, si invitano i fedeli a riconsegnare i
moduli compilati ponendoli sull’altare (Cristo) e vivendo un
momento di vera consacrazione all’adorazione, come spontanea
conseguenza della gratitudine nei confronti del Signore e
Salvatore.
Sulla base dei moduli compilati,
è opportuno che i fedeli vedano già i primi segni del loro
impegno, è bene esporre fin da subito un manifesto (vedi
materiale accluso) indicante lo schema settimanale con le
ventiquattro ore, con adesivi collocati nei rispettivi
quadratini, secondo il numero degli adoratori: ciò aiuterà
altri a meditare e ad impegnarsi anch’essi.
12.
ORGANIZZAZIONE SCHEMA DI FASCIA ORARIA
Ogni RFO, ha il suo schema
corrispondente alle ore che coordina, in ogni quadratino di
esso deve riportare i nomi e cognomi e telefoni degli
adoratori. Il suo compito è di telefonare ad ogni adoratore
per confermare la sua adesione ed eventualmente bilanciare lo
schema. In ogni ora ci devono essere almeno due adoratori,
quando fossero in numero superiore, sarà opportuno spostare da
un’ora all’altra e da un giorno all’altro gli eccedenti. È
opportuno seguire la procedura qui indicata:
-
Ringraziare la persona per
aver voluto santificare un’ora della propria impegnata
settimana.
-
Chiedere alla persona il
giorno e l’ora che desidera, o se sia disponibile invece ad
impegnarsi per un’ora non ancora coperta.
-
Incoraggiare e sostenere la
persona, condividendo con lei le numerose grazie che
scaturiscono dalla sua Ora di Adorazione e quando avrà
iniziato non vedrà l’ora di venirci una volta alla
settimana.
-
Se ci fosse bisogno di CO,
chiedete se la persona intendesse diventarlo, e/o se
desideri assumersi l’impegno per più di un’ora alla
settimana.
-
Se si vuole creare una lista
per invio di lettere, richiedete l’indirizzo postale.
13.
COORDINATORI DI ORA
Si convoca poi una riunione dei
coordinatori di ora per invitarli ad iniziare il loro
incarico: essi devono telefonare ai loro adoratori, ed
indicargli:
-
Il loro numero di telefono e
quello del RFO ed eventuali numeri di emergenza.
-
La data ufficiale di inizio
dell’adorazione.
-
L’ubicazione della cappella di
adorazione.
-
L’ubicazione dei servizi
igienici.
-
I numeri di telefono degli
adoratori che seguono e precedono.
-
Il parcheggio auto ed
eventuali mezzi pubblici da utilizzare per raggiungere la
cappella.
-
Le norme di sicurezza.
14. LA
GRANDE MISSIONE DELL’ADORATORE
Il CO telefona agli adoratori
specificando quanto segue.
-
L’adoratore è il custode e
intercessore, che rappresenta la sua famiglia, la Chiesa e
l’umanità in quel tempo prezioso di adorazione, nel quale
riceve anche molti benefici personali.
-
Deve firmare il registro delle
presenze che serve per essere certi che non si creino vuoti
nei turni di adorazione.
-
Deve venire cinque minuti
prima del suo turno, per sistemarsi e porre la firma nel
registro delle presenze ed evitare di farsi attendere
dall’adoratore dell’ora precedente.
-
Non deve lasciare mai
l’adorazione eucaristica, nella cappella dell’Adorazione
Perpetua, nel giorno e nell’ora stabilita. Se per qualche
ragione eccezionale si deve assentare una volta, deve
trovare la sua provvisoria sostituzione, tra i suoi
conoscenti, o familiari, anche se ci sono altri adoratori e
deve avvertire il coordinatore di ora!
-
Non può assolutamente fare
alcun cambiamento di ora, o giorno, senza averlo prima e per
tempo concordato con il coordinatore di ora!
-
Non può trascorrere la sua ora
di adorazione in un altro luogo, od in un altro giorno, o
ora sostitutiva, perché la cappella di adorazione conta
sulla presenza dei suoi adoratori, per non interrompere la
preghiera.
-
Se per causa di forza maggiore
è costretto ad abbandonare il suo impegno deve avvertire per
tempo il coordinatore di ora, affinché organizzi la
sostituzione.
-
Osservare se nei turni di
adorazione ci sono altre persone ed invitarle ad impegnarsi
a diventare anche loro adoratori. Invitare conoscenti a
diventare adoratori stabili.
15. IL LUOGO
DELL’ADORAZIONE
Il luogo ideale per l’adorazione
è un locale ristretto, raccolto, silenzioso, comunicante con
l’esterno, con disponibilità di servizi igienici e di un
telefono, per eventuali emergenze.
Tale ambiente è facile da
climatizzare, non interferisce con le attività pastorali di
una parrocchia e si presta per un flusso regolare di
adoratori, che possono stabilire una quieta intimità con il
Signore. In prossimità o nella cappella si dispone un registro
in cui gli adoratori iscritti all’AEP devono porre la loro
firma specificando l’ora di inizio e termine dell’adorazione.
16. NOTA
IMPORTANTE
Se la parrocchia fosse troppo
piccola e la risposta dei fedeli troppo modesta, è bene
coinvolgere altre parrocchie del vicinato. È utile fare uso di
eventuali radio e TV locali, bollettini, cerchie di amici e
conoscenti, passa-parola. È importante coinvolgere tutte le
realtà locali presenti nella parrocchia: movimenti,
associazioni, comunità… è necessario coinvolgere comunità
religiose e congregazioni, specie quelle con un carisma
eucaristico, contemplativo, orante. È importante coinvolgere
il più possibile il laicato, la cui ministerialità risalta
proprio in una realtà come questa. Il presbitero trova grande
sostegno spirituale ed incoraggiamento, inoltre è sollevato da
qualsiasi responsabilità e impegno, se non di celebrare
l’Eucaristia e confessare i molti fedeli che affluiranno nella
AEP. Di tanto in tanto dovrà incoraggiare i fedeli e formarli
all’adorazione Eucaristica. Le comunità che più facilmente
possono dare vita all’Adorazione Eucaristica Perpetua sono le
parrocchie, perché i fedeli le frequentano sistematicamente e
stabilmente. Sarebbe bello che più parrocchie si associassero
e tutte ne trarrebbero beneficio. La domanda di qualcuno: “Se
i miei parrocchiani vanno in quella parrocchia li perderò…” è
fuor di luogo, infatti torneranno col desiderio di fare lo
stesso a casa loro e parteciperanno meglio alla vita della
loro comunità.
“Il Signore benedica chi
cammina e sostiene molti altri
in questo meraviglioso cammino per la santificazione e
pacificazione dell’intera umanità finché
Gesù torni e prenda possesso del suo Regno!”
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