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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Clemente V

 

Fonte: Wikipedia

Clemente V, nato Bertrand de Gouth (Villandraut, 1264 - Roquebrune-Cap-Martin, 20 aprile 1314), fu Papa dal 1305 alla sua morte. È passato alla storia per la soppressione dell'ordine dei Templari, e come il Papa che spostò la Santa Sede ad Avignone.

Nativo della Guascogna ("di ver' ponente"), Bertrand fu vicario generale del fratello, l'Arcivescovo di Lione, che nel 1294 venne nominato cardinale-vescovo di Albano. Bertrand era un cappellano di Papa Bonifacio VIII, che nel 1297 lo fece diventare arcivescovo di Bordeaux.

Venne eletto nel giugno 1305, dopo un anno di interregno causato dalle dispute tra cardinali francesi e italiani, che avevano praticamente lo stesso peso all'interno del conclave che si tenne a Perugia. Bertrand non era né italiano, né un cardinale, e la sua elezione può essere considerata come una scelta fatta alla ricerca della neutralità. Il cronista dell'epoca Giovanni Villani riportò una voce secondo la quale egli si era legato a re Filippo IV di Francia con un accordo formale fatto prima della sua elezione a St Jean d'Angly in Saintonge. Che questo fosse vero o meno, è probabile che il futuro Papa gettò così le basi per la sua elezione da parte del conclave. A Bordeaux, Bertrand ricevette la notifica formale della sua elezione e venne pressato perché si recasse in Italia; ma egli scelse invece Lione come luogo della sua incoronazione, che si svolse il 13 novembre 1305, e venne celebrata con magnificenza alla presenza di Filippo. Tra i suoi primi atti ci fu la nomina di nove cardinali francesi.

All'inizio del 1306, Clemente tolse di mezzo quelle parti della Clericis Laicos che sembravano applicarsi al re di Francia e in sostanza ritirò la Unam Sanctam, le due bolle di Bonifacio che risultavano particolarmente offensive all'ambizioso Filippo. Clemente sembra aver agito, lungo tutto il suo pontificato, come mero strumento della monarchia francese, un cambiamento radicale nella politica pontificia.

Il 13 ottobre 1307 arrivò l'arresto di tutti i Cavalieri templari in Francia, un'azione apparentemente dettata da motivi finanziari ed intrapresa dall'efficiente burocrazia reale per incrementare il prestigio della corona. Filippo incoraggiò di questa mossa spietata, ma anche la reputazione storica di Clemente ne risultò macchiata. Fin dal giorno dell'incoronazione di Clemente, il re aveva accusato i Templari di eresia, immoralità ed abusi, e gli scrupoli del Papa vennero compromessi dal crescente sentimento che il fiorente stato francese poteva non attendere la Chiesa, ma agire indipendentemente.

Nel 1309 l'intera corte papale si insediò ad Avignone, che all'epoca non era parte della Francia, ma un feudo imperiale retto dal re di Sicilia. Il trasferimento della sede del papato ad Avignone venne giustificata all'epoca dagli apologeti francesi, come dovuta ai tumulti di Roma, dove il dissenso tra gli aristocratici romani e le loro bande armate aveva raggiunto l'apice, e la chiesa di San Giovanni in Laterano era stata distrutta da un incendio. Si dimostrò invece il precursore del lungo papato avignonese, la 'cattività babilonese' per usare una frase del Petrarca, e segna il punto a partire dal quale si data il decadimento della concezione strettamente cattolica, del Papa come vescovo universale.

Nel frattempo, i legali di Filippo fecero pressione per riaprire le accuse di eresia mosse da Guillaume de Nogaret contro Bonifacio VIII, che erano circolate nella guerra di pamphlet sviluppatasi attorno alla Unam sanctam. Clemente dovette cedere alle pressioni per questo processo straordinario, iniziato il 2 febbraio 1309 ad Avignone, e che si trascinò per due anni. Nel documento che chiamava i testimoni, Clemente espresse il suo personale convincimento che Bonifacio fosse innocente, e allo stesso tempo la sua determinazione a soddisfare il Re. Alla fine, nel febbraio 1311, il re scrisse a Clemente lasciando il processo al futuro Concilio di Vienne. Da parte sua Clemente assolse tutti quelli che avevano preso parte al rapimento di Bonifacio ad Anagni.

Nel perseguimento dei desideri del Re, Clemente convocò il Concilio di Vienne del 1311, che avrebbe concluso che i templari non erano colpevoli di eresia. Il Papa ad ogni modo abolì l'ordine, in quanto godeva di cattiva reputazione e aveva perso la sua utilità come banchiere pontificio e protettore dei pellegrini ad oriente. Le proprietà francesi dell'ordine vennero concesse ai cavalieri ospedalieri, ma in realtà Filippo IV le tenne per sé fino alla sua morte, ed espropriò inoltre anche le banche dei Templari.

Messe da parte eresia e sodomia, la colpevolezza o l'innocenza dei templari è uno dei problemi storici più difficili, in parte a causa dell'atmosfera di isteria che si era costruita nelle generazioni precedenti, del linguaggio intemperato e delle stravaganti accuse scambiate tra governanti temporali e clero, e in parte perché l'argomento è stato abbracciato da teorici della cospirazione e pseudo-storici.

Il pontificato di Clemente fu anche un periodo disastroso per l'Italia. Gli stati pontifici vennero affidati ad un gruppo di tre cardinali, ma Roma, il campo di battaglia dei Colonna e degli Orsini, fu ingovernabile. Nel 1312, l'imperatore Enrico VII entrò in Italia, stabilendo i Visconti come vicari a Milano, e si fece incoronare dai legati di Clemente a Roma, prima di morire nei pressi di Siena nel 1313.

A Ferrara, le armate pontificie si scontrarono con Venezia. Quando la scomunica e l'interdetto fallirono di avere l'effetto atteso, Clemente predicò una crociata contro i Veneziani, un sintomo di quanto si fosse svalutata quella particolare punizione.

Altri incidenti degni di nota del regno di Clemente furono la sua sanguinosa repressione dell'eresia di Fra Dolcino in Lombardia e la promulgazione della Costituzione Clementina nel 1313. Clemente morì nell'aprile del 1314. Lui, che fu il primo Papa ad assumere la tiara, fu tutto sommato un pontefice debole.