PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

Home

Come raggiungerci Contatti Mail: venite.adoriamo@gmail.com
Venite adoriamo
La Parrocchia
L'adorazione
A tu per Tu
Le nostre preghiere
Testimonianze
Tabella adoratori
Regole e norme
Diventare adoratore
Archivio eventi

Adoriamo il Signore

Miracoli eucaristici
Preghiere di adorazione
Scritti sull'adorazione
Salmi di adorazione
Meditazioni
Luoghi di spiritualità
Canti
Adorazione on line

 

Alla scuola di Maria

 

SANTO ROSARIO 

IN VERSI

 

IL SANTO ROSARIO

Misteri della gioia

Misteri della luce

Misteri del dolore

Misteri della gloria

 

 

Stella Lomonaco Giugni

 

 

 

 

 

 

Biografia di

Stella Lomonaco Giugni

Stella Lomonaco Giugni è nata ad Aieta il 10 luglio 1900. Fin da bambina si è particolarmente distinta negli studi tanto da conseguire il diploma magistrale a 17 anni; amava molto il nuoto e le lunghe cavalcate sulla spiaggia da Fiuzzi al fiume Noce.

Nel 1918 si è classificata al secondo posto nella graduatoria di un concorso nazionale a cattedre per la scuola elementare risultando così una delle più giovani maestre in servizio, con alunni non di rado più grandi di lei dato l'analfabetismo molto diffuso in quegli anni.

Al riguardo era solita dire che quella occasione di precoce inserimento nella scuola da un lato l’aveva resa felice, ma dall’altro l’aveva rattristata perchè di fatto le aveva precluso la realizzazione di un doppio sogno: laurea in lettere a Firenze e insegnamento di Dante da una cattedra universitaria.

Il 10 dicembre del 1928 si sposò con Amedeo Lomonaco, anche lui nativo di Aieta, giovane segretario comunale di Praia a Mare. Dalla loro unione nacquero 8 figli, due dei quali deceduti nella prima infanzia; nonostante i gravosi impegni materni nel tirar su una famiglia numerosa, donna Stellina o la maestra Stellina (così ormai era chiamata e conosciuta a Praia) seppe con particolare dedizione abbinare, da fervente cattolica praticante, l’insegnamento scolastico con l’insegnamento religioso.

L’attività di maestra, da lei intesa come una missione, era caratterizzata da una profonda umanità; la maestra Stellina era una dei pochi insegnanti che non ricorreva alla bacchetta , a quei tempi spesso usata.

Ricordava con piacere un episodio riguardante Giacomino, per lunghi anni il sacrestano del paese; costui, non proprio un alunno modello, dopo infruttuosi tentativi di promozione con i vari insegnanti alternatisi in prima elementare, fu promosso da lei in seconda. Quel tardivo successo scolastico rese Giacomino talmente felice da fargli esibire orgoglioso la pagella dicendo a tutti:”donna Stellina m’ha passatu ”.

Quasi ogni giorno trovava il tempo per salire alla Grotta e pregare la Madonna lì venerata, di cui era devotissima e in onore della quale scrisse il libro “Terra e tempio di Maria”, che narra il prodigioso approdo della Vergine a Praia, nonché la storia del paese dalle origini fino ai primi anni cinquanta;  scrisse inoltre l’inno dedicato alla sua Madonnina “Solingo speco fu la dimora… nella tua grotta Praia t’onora…” cantato ancora oggi  in occasione delle novene e delle processioni solenni. Per oltre un trentennio ha ricoperto la carica di presidente dell’Azione cattolica di Praia ed è stata prodiga di consigli e insegnamenti soprattutto per le persone più umili (pescatori, braccianti, ecc.) desiderose di ascoltare da lei la parola di Dio nelle ore serali.

Il suo approccio religioso con quelle persone risultava così efficace che alcuni volevano confessarsi soltanto con lei prima di ricevere la comunione, faticando la maestra non poco a convincerli che il sacramento della confessione era una esclusiva peculiarità del sacerdote.

Abitando tra l’altro sopra il bar più frequentato di Praia rappresentava un freno  per quelli che, pentiti dopo aver smoccolato una bestemmia, dicevano: “non jistimamu  sinò donna Stellina si dispiaci”.

La maestra Stellina e il marito Amedeo Lomonaco hanno costituito per generazioni di praiesi un costante e rassicurante polo di riferimento nella realtà sociale e amministrativa del paese fino al 1956 quando, divenuto Amedeo Lomonaco dirigente nel ministero del Tesoro, si trasferirono a Roma con i figli.

A Roma Stella Lomonaco Giugni, ormai in pensione da qualche anno, continuò il suo impegno cattolico nell’ambito della parrocchia nel quartiere Flaminio dove abitava e mantenne per molti anni una apprezzata collaborazione giornalistica settimanale sulla pagina parrocchiale de “L’Osservatore Romano”.

Grazie alla fede incrollabile seppe sopportare con cristiana rassegnazione la prematura e repentina perdita dello sposo deceduto nel 1959.

Nella capitale proseguì feconda la sua attività di scrittrice e poetessa quasi interamente di carattere religioso; fece parte di prestigiose accademie letterarie quali l'Accademia Tiberina e l'Accademia latinati excolendae artium et litterarum e ottenne vari premi e riconoscimenti; tra gli altri un premio della rivista Calabria letteraria, un premio letterario Omnia, un altro internazionale di poesia "Lupa capitolina", un diploma di lauro d'oro per la poesia del Centro letterario del Lazio.

Il 5 dicembre del 1983 si spense serenamente a Roma attorniata da figli, generi, nuore e nipoti e particolarmente toccanti furono le parole pronunciate dal Parroco celebrante il funerale: amavo sedermi accanto a lei raccolta in preghiera per attingere alla sua fede”.

Le sue principali opere poetiche, i cui proventi sono stati interamente devoluti in beneficenza, sono: Paolo VI Pellegrino in Terra Santa, raccolta in versi del 1964 dedicata allo storico viaggio del papa Paolo VI, al quale l’autrice donò personalmente la sua opera; “Celeste monito” del 1973, raccolta poetica in onore della Madonna di Siracusa; “Faville nel Roseto”, vasta raccolta di poesie postuma del 1990 in onore della Madonna di Pompei, ognuna delle quali contempla le varie preghiere, meditazioni e invocazioni che compongono il S. Rosario.

Quest’ultima opera fu donata personalmente nel maggio del 1991 al papa Giovanni Paolo II dal figlio Giuseppe, in occasione di una udienza particolare accordata a lui e alla sua famiglia.

Il Radiogiornale del 21 ottobre 2006 della Radio Vaticana aveva dato la notizia della presentazione della ristampa di "Terra e Tempio di Maria":

NEL POMERIGGIO, A PRAIA A MARE, LA PRESENTAZIONE  DELLA RISTAMPA DI “TERRA E TEMPIO DI MARIA”, OPERA DELLA SCRITTRICE STELLA GIUGNI LOMONACO, DEDICATA ALLA STORIA DEL PAESE CALABRESE E DEL SUO SANTUARIO MARIANO  

PRAIA A MARE. = “Una striscia semicircolare di terra, un’insenatura e una distesa di mare: ecco la terra e il luogo che Maria predilesse”. E’ una delle prime, suggestive descrizioni presenti in “Terra e Tempio di Maria”, opera della scrittrice Stella Giugni Lomonaco dedicata alla storia del santuario mariano di Praia a Mare, paese in provincia di Cosenza. Il libro, a cura dell’amministrazione comunale, sarà presentato nel pomeriggio nell’amena località calabrese nell’ambito delle celebrazioni del primo centenario dell’incoronazione della Madonna della Grotta.

L’opera è espressione della devozione dell’autrice per la Vergine Maria e del suo profondo amore per il paese natio, descritto come “un semicerchio di colline e monti”. Un vero e proprio “inno poetico” – si legge nella presentazione del sindaco, Biagio Praticò – scritto seguendo il “dettame del cuore” per narrare il “prodigioso approdo della Vergine a Praia e la storia del paese fino ai primi anni ‘50”.

Il massiccio roccioso che ospita la grotta ed il santuario è sacro alla Madonna fin dal lontano 1326. In quell’anno, il capitano di una nave proveniente dall’Oriente nascose nella grotta una statua lignea della Vergine che i marinai volevano gettare in mare. Anche oggi, la devozione a Maria è molto sentita: nel mese di maggio la statua della Madonna viene portata in corteo per le vie del paese ed il 14 agosto, seguita da migliaia di persone, assume particolare rilevanza e solennità la processione sul mare.

Altre opere  di Stella Giugni Lomonaco, scomparsa a Roma il 5 dicembre del 1983, sono: “Paolo VI pellegrino in terra Santa”, raccolta in versi donata personalmente dall’autrice a Papa Giovanni Battista Montini; “Celeste Monito”, in onore della Madonna di Siracusa; “Faville nel roseto”, il Santo Rosario in versi in onore della Madonna di Pompei.

Quest’ultimo libro è stato donato dal figlio Giuseppe a Giovanni Paolo II nel 1991. Tutti i proventi delle opere sono stati devoluti in beneficenza. (A.L.)