PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

Home

Come raggiungerci Contatti Mail: venite.adoriamo@gmail.com
Venite adoriamo
La Parrocchia
L'adorazione
A tu per Tu
Le nostre preghiere
Testimonianze
Tabella adoratori
Regole e norme
Diventare adoratore
Archivio eventi

Adoriamo il Signore

Miracoli eucaristici
Preghiere di adorazione
Scritti sull'adorazione
Salmi di adorazione
Meditazioni
Luoghi di spiritualità
Canti
Adorazione on line

 

Storia del Pontificato

 

Storia del Pontificato

Papa Anacleto

Fonte: Wikipedia

Papa Anacleto, secondo vescovo di Roma, probabilmente la stessa persona di Papa Cleto.

Eusebio, Sant'Ireneo di Lione, Agostino e Optato considerano Cleto ed Anacleto essere la stessa persona, ma differiscono nell'ordine dei primi papi: Ireneo elenca Lino, Anacleto e Clemente, ma Agostino e Optato elencano Lino, Clemente e Anacleto. Il Catalogus Liberianus, il Carmen contra Marcionem e il Liber Pontificalis sostengono che Anacleto e Cleto fossero persone differenti.

Secondo i cataloghi Anacleto occupò il trono papale per dodici anni (ca. 77-88). Secondo alcuni era originario di Atene e la tradizione secondo la quale subì il martirio non è accertata. La tradizione vuole che sia di origine romana e discendente di pretoriani. Convertitosi al Cristianesimo, diede l'anima alla causa fino al martirio voluto da Domiziano per tentare di stroncare questa nuova religione. Durante il suo pontificato curò l'edificazione di un sepolcro presso la tomba di San Pietro, dove poi anch'egli venne sepolto e dove tutt'ora le sue reliquie sono conservate, trovandosi nella Chiesa di San Lino, nella Città del Vaticano. Inoltre, ordinò 25 sacerdoti ed il suo nome figura nelle orazioni del canone messale. Si festeggia il 13 luglio, tranne in Brasile, dove viene festeggiato il 27 aprile.

Fonte: Santi e Beati

Anacleto ebbe un singolare destino: sdoppiato in due persone distinte, Cleto e Anacleto, aveva due feste nel Martirologio Romano, rispettivamente il 26 aprile e il 13 sbaglio, sfuggito anche al celebre e accurato Baronio, sembra essere stato determinato da un copista, il quale, vedendo abbreviato in qualche lista dei papi il nome di Anacleto in Cleto, ritenne di dover reinserire lo scomparso nome di Anacleto, senza tuttavia escludere l'abbreviazione. Sulla base degli studi del Duchesne, l'orientamento attuale è che Anacleto e Cleto siano una sola persona: perciò la Congregazione dei Riti nel 1960 abolì la festa del 13 luglio, lasciando solo quella del 26 aprile.

Ancor più severi sono stati gli estensori del nuovo calendario: "La memoria dei Ss. Cleto e Marcellino, introdotta nel Calendario romano nel sec. XIII, viene cancellata: si ignora il giorno della deposizione di S. Cleto, che non sembra sia stato martire; ugualmente si disputa della deposizione di S. Marcellino, che morì l'anno 304, quando infieriva con rigore la persecuzione di Diocleziano". Benché non martire, Anacleto, di origine ateniese, e che fu papa dal 79 al 90, si rese benemerito per aver edificato una memoria, cioè un sepolcro, a S. Pietro, presso il quale fu poi sepolto egli stesso.

Il caso di S. Marcellino è esattamente l'inverso, poiché si tentò di fare di lui e di S. Marcello una sola persona. Di S. Marcello parlammo già il 16 gennaio. Il Martirologio Romano ricorda S. Marcellino, oltre che il 26 aprile, anche il 25 ottobre, commemorando "il natale di S. Marcellino, Papa e Martire, il quale sotto Massimiano, insieme con Claudio, Cirino e Antonino, per la fede di Cristo fu decapitato... ". In realtà, sembra ormai certo che la qualifica del martirio venne riconosciuta a S. Marcellino per scopi apologetici: nel secolo V si era infatti diffusa una leggenda di origine donatista che calunniava la sua memoria, dicendo che egli aveva ceduto alla persecuzione, "consegnando" i libri sacri, ed era stato perciò un "traditor". 

Già S. Agostino aveva reagito contro la calunnia, ma poichè la diceria continuava, con un espediente ben lontano dalla nostra sensibilità moderna, ma allora abbastanza comprensibile, si ammise la "caduta" di S. Marcellino, il quale però si sarebbe "riscattato" subendo il martirio: effetti della pubblica opinione! Altro non conosciamo di certo né della sua morte né della sua vita, se non che fu papa tra il 296 e il 304/305 e fu sepolto nel cimitero di Priscilla, presso il martire Crescenzione.