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Storia del Pontificato

 

 

 

 

 

Storia del Pontificato

Papa Adriano IV

 

Fonte: Wikipedia

Adriano IV, nato Nicholas Breakspear (Abbots Langley, ca. 1100 - Anagni, 1 settembre 1159), fu Papa dal 1154 alla sua morte.

Adriano IV è l'unico inglese ad aver occupato lo scranno papale. Si ritiene che sia nato ad Abbots Langley, nell'Hertfordshire e che abbia ricevuto la sua prima educazione all'Abbey School di St Albans (oggi St Albans School). Dotato di ampiezza di vedute e fermezza di carattere, fu essenzialmente un politico. Sembra che una smodata avarizia, finalizzata al potere, l'avesse caratterizzato prima di salire al soglio pontificio. Dante attribuì questo difetto ad Adriano V, che relegò nel Purgatorio. Confusione in cui incappò anche Petrarca, che si rese però conto dell'errore e lo corresse.

Suo padre era Robert, un sacerdote della diocesi di Bath, che divenne un monaco a St Albans. A Nicholas stesso, comunque, venne rifiutata l'ammissione al monastero, essendogli stato detto dall'abate di "aspettare e continuare con la sua educazione di modo da poter essere considerato più adatto" (cronache dell'abbazia). In quell'occasione non attese e andò invece a Parigi dove divenne infine un monaco del convento di San Rufus nei pressi di Arles. Li divenne priore e nel 1137 venne eletto abate all'unanimità.

Come abate, il suo zelo riformatore, fece si che lamentele nei suoi confronti arrivassero fino a Roma; ma queste non fecero altro che attrarre su di lui la favorevole attenzione di Papa Eugenio III, che lo nominò vescovo cardinale di Albano.

Dal 1152 al 1154 Nicholas fu in Scandinavia come legato pontificio, organizzando gli affari della nuova arcidiocesi norvegese di Trondheim, e prendendo accordi che avranno come risultato, nel 1154, nel riconoscimento di Uppsala come sede del metropolita svedese. Come compensazione per il territorio che venne sottratto, l'arcivescovo danese di Lund venne reso legato e vicario perpetuo e gli venne concesso il titolo di primate di Danimarca e Svezia.

Al suo ritorno Nicholas venne ricevuto con grandi onori da Papa Anastasio IV, e alla morte di quest'ultimo venne eletto Papa il 4 dicembre 1154. La Repubblica romana, capeggiata da Arnaldo da Brescia, non accettò la sua elezione e scoppiarono tumulti che portarono persino all’uccisione di un Cardinale. Adriano IV, asserragliatosi in San Pietro, intraprese un’azione mai fatta in precedenza: poco dopo la Domenica delle Palme del 1155 lanciò l'interdetto contro Roma. Ciò significava la cessazione automatica di tutte le funzioni religiose: non venivano somministrati i sacramenti e i morti non erano sepolti in terra consacrata. Come conseguenza il popolo si sollevò contro il Senato che esiliò Arnaldo da Brescia. A quel punto il papa tolse l'interdetto e celebrò la Pasqua in Laterano.

Intanto Federico I Barbarossa era sceso in Italia e Adriano IV gli chiese di consegnargli Arnaldo da Brescia. Non appena il monaco venne tradotto a Roma, fu condannato a morte e Federico Barbarossa fu incoronato nella Basilica di San Pietro il 18 giugno 1155.

Solo allora i romani si rivoltarono e l'imperatore fu costretto a fuggire portandosi dietro papa e cardinali, che abbandonò pochi mesi dopo per rientrare in Germania. Il papa si vide quindi costretto a barattare il proprio rientro a Roma (novembre 1156) con l'incoronazione del normanno Guglielmo I di Sicilia. Alla dieta di Besançon nell'ottobre 1157, i legati presentarono a Federico Barbarossa una lettera di Adriano che alludeva ai beneficia (benefici) conferiti all'imperatore, e il cancelliere tedesco tradusse questo termine nel senso feudale di proprietà concesse da un signore ad un vassallo. Il Barbarossa si infuriò per l'allusione che egli fosse dipendente dal papa, e nella tempesta che ne scaturì i legati furono contenti di uscirne con salva la vita, e l'incidente si chiuse con un'altra lettera del Papa, il quale dichiarava che con beneficium intendeva semplicemente bonum factum ovvero la "buona azione" dell'incoronazione. La frattura in seguito si allargò e, nel 1158, Federico scese nuovamente in Italia; nella dieta di Roncaglia decretò che i diritti dello Stato non potevano essere esercitati senza la concessione imperiale. Il papa gli rifiutò il diritto di trattare con i romani, che considerava sudditi pontifici. Adriano era sul punto di scomunicare l'imperatore, quando morì ad Anagni, il 1 settembre 1159. Le sue ultime parole furono per chiedere alla chiesa di Canterbury un'elemosina per la sua vecchia madre che restava sola, in estrema povertà. Venne sepolto nella cripta di S. Pietro

Esiste una controversia su un ambasciata inviata da Enrico II d'Inghilterra ad Adriano, nel 1155. Secondo le complesse indagini di Thatcher, i fatti sembrano essersi svolti come segue. Enrico chiese il permesso di invadere e soggiogare l'Irlanda, allo scopo di ottenere la proprietà assoluta dell'isola. Non volendo acconsentire ad una richiesta contraria alla pretesa papale (basata sulla finta Donazione di Costantino) di dominio sulle isole del mare, Adriano fece ad Enrico una proposta conciliatoria, e precisamente che il Re sarebbe diventato possessore feudale ereditario d'Irlanda, riconoscendo il Papa come signore. Il compromesso non soddisfece Enrico e la questione cadde nel vuoto. Successivamente, nel 1171, Enrico invase e conquistò l'Irlanda, portando con se una bolla di Adriano (la Laudabiliter) che lo autorizzava alla conquista. Questa bolla comunque era un falso.