PARROCCHIA SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Adorazione eucaristica perpetua

"Il Padre cerca adoratori che lo adorino in Spirito e Verità" (Gv 4,24)

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Adorazione 

in Parrocchia

 

 

 

 

 

Cosa è l'adorazione

L’Adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell’Eucaristia esposto solennemente.

E’ l'intrinseco rapporto tra l'uomo e Dio, della creatura intelligente con il suo Creatore. Gli uomini e gli angeli devono adorare Dio. In cielo, tutte le anime beate dei santi e i santi angeli adorano Dio. Ogni volta che adoriamo ci uniamo al cielo e portiamo il nostro piccolo cielo sulla terra. 

L'adorazione è l’ unico culto dovuto solo a Dio. Quando Satana cercò di tentare Gesù nel deserto gli offrì tutti i regni, tutto il potere di questo mondo se lo avesse adorato. Satana, nel suo orgoglio di follia, pretende l’adorazione dovuta a Dio. Gesù gli rispose con la Scrittura: «Solo Dio adorerai e a Lui solo renderai culto.

E’ l’atto più alto di una creatura umana nei confronti del suo Creatore, mettersi ai suoi piedi in atteggiamento di filiale ascolto e di lode, reverenza e accoglienza di tutto quanto proviene da Lui, nella consapevolezza che solo Lui basta e solo Lui conta.

Chi adora pone al centro della sua attenzione e del suo cuore il Dio altissimo e Creatore e Salvatore di tutto l’universo.

Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare gli altri. Adorare è entrare nell’esperienza del Paradiso, per essere più concreti nella storia.

 

La Persona Divina di Nostro Signore Gesù Cristo, presente nel SS.mo Sacramento, vuole che noi gli parliamo; a sua volta Egli parlerà a noi. Tutti possono parlare a Nostro Signore; non è forse là per tutti? Non disse egli: "Venite a me, voi tutti"?

Questo colloquio che s' intreccia tra l' anima e Nostro Signore è appunto la vera meditazione eucaristica, è l' adorazione. L' adorazione è una grazia per tutti. Ma per non sprecarla e non cadere nella disgrazia di farla per abitudine, e per evitare l' aridità dello spirito e del cuore, gli adoratori devono ispirarsi all' attrattiva particolare della grazia, ai misteri della vita di Nostro Signore, della SS.ma Vergine, o alle virtù dei Santi, con lo scopo di onorare il Dio dell' Eucaristia per tutte le virtù della sua vita mortale, e per le virtù di tutti i Santi, dei quali egli fu un tempo la grazia e il fine, ed è ora la corona di gloria.

Calcolate quell' ora di adorazione che vi è toccata, come un' ora di Paradiso; andateci come si va al cielo, come si va al banchetto divino, ed essa sarà desiderata, e salutata con trasporto. Alimentatene soavemente il desiderio nel vostro cuore. Dite a voi stesso: "Per quattr' ore, per due, per un' ora io starò ad un' udienza di grazia e di amore, presso Nostro Signore; è stato lui ad invitarmi, ora mi attende, mi desidera".

Quando vi capitasse un' ora che costa fatica alla natura, rallegratevi, il vostro amore sarà più grande perché sarà più sofferente: è un' ora privilegiata, la quale sarà contata per due.

Quando per infermità, per malattia o per impossibilità non vi è possibile fare la vostra ora di adorazione, lasciate che per un momento il vostro cuore si rattristi, poi mettetevi in adorazione spirituale, in unione con quelli che in quel frattempo si dedicano all' adorazione. Allora nel letto del vostro dolore, in viaggio, o durante l' occupazione che avete tra mano, state in più concentrato raccoglimento; e riceverete il medesimo frutto che se aveste potuto adorare ai piedi del Buon Maestro: quest' ora sarà computata a vostro favore, e forse sarà anche raddoppiata.

Andate da Nostro  Signore così come siete; la vostra meditazione sia naturale. Attingete dal vostro patrimonio individuale di pietà e di amore, prima di pensare a servirvi dei libri; amate il libro inesauribile dell' umiltà amorosa. E' certo buona cosa che un buon libro vi accompagni, per rimettervi in carreggiata quando lo spirito volesse sviarsi e i sensi assopirsi; ma tenete bene a mente che il nostro Buon Maestro preferisce la povertà del nostro cuore anche ai più sublimi pensieri ed affetti presi in prestito da altri.

Sappiate che Nostro Signore vuole il vostro cuore, non quello degli altri; vuole il pensiero e la preghiera di questo cuore, come espressione naturale del nostro amore per Lui. Il non voler andare da Nostro Signore colla propria miseria o povertà umiliata, spesso è frutto di un sottile amor proprio, d' impazienza e di pigrizia; eppure è proprio quello che nostro Signore preferisce, ama e benedice più di ogni altra cosa.

Attraversate giornate di aridità? Glorificate la grazia di Dio, senza la quale voi non potete nulla. Rivolgete allora la vostra anima al cielo, come il fiore allo spuntar del sole apre il suo calice, per accogliervi la rugiada benefica.

Vi trovate in uno stato d' impotenza assoluta? Lo spirito è nell' oscurità, il cuore sotto il peso del proprio nulla, il corpo è sofferente? Fate allora l' adorazione del povero; uscite dalla vostra povertà e andate a posarvi in Nostro Signore. Offritegli la vostra povertà affinché egli l' arricchisca: è questo un capolavoro degno della sua gloria.

La tentazione, la tristezza vi travaglia? Tutto vi disgusta, tutto vi porta a tralasciare l' adorazione, sotto il pretesto che offendereste Dio, che lo disonorereste anziché servirlo? Non ascoltate questa speciosa tentazione. Il vostro Buon Maestro che vi guarda, vuole da voi l' omaggio della perseveranza, fino all' ultimo minuto del tempo che noi dobbiamo consacrargli.

La confidenza, dunque, la semplicità e l' amore vi accompagnino sempre nell' adorazione.